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Zoe a cena da Kurt /Giallo Tanzania

Creato il 03 novembre 2014 da Marianna06

 

       

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Una telefonata a “L’angolo del Beato” è arriva nel bungalow di Kurt ogni ben di Dio per accogliere l’amica Zoe.

In fondo è una cena d’addio. O forse..  potrebbe essere di no- pensa l'uomo e gongola tra sé e sé.

Gioca un po' con se stesso al personaggio del lupo di "Cappuccetto rosso".

Ostriche al limone, gamberetti in salsa rosée e cozze gratinate con contorno di crema di formaggio agro-doce.

Timballo di spaghetti con vongole e pepe verde ,orate alla griglia, macedonia di frutta e caffè shakerato, custodito in apposito thermos.

Il commissario, questa volta, non ha badato a tenere chiusi i cordoni della borsa.

Semmai li ha allentato notevolmente.

La donna delle pulizie, in assenza di Kurt, aveva già provveduto a mettere tavola e a sistemare dei fiori freschi e  delle candele profumate nella minuscola sala, attigua alla camera da letto.

Nel patio antistante due chaise longue attendono  gli ospiti per il consueto brindisi all’aperto, prima di sedere a tavola.

- Ciao, Kurt.

- Buona sera , carissima Zoe. Splendida come sempre....divina.

Vieni, dai che andiamo a goderci subito un po’di fresco della sera – la invita Kurt.

Facciamolo prima che sudori e maledette zanzare ci prendano in ostaggio- aggiunge.

E,così, senza perdere tempo, i due si spostano  rapidi nel piccolo patio all’aperto.

Zoe è lusingata dall’accoglienza, perché ha già sbirciato quanto è in tavola.

Dopo un cin-cin al futuro delle loro vite e il classico bacio amichevole di consuetudine, Kurt passa un braccio attorno alle spalle ben tornite della compagna come per attirarla a sé quasi con forza.

Il desiderio di possesso all’istante prevale sul buon senso della circostanza.

Zoe, che ha ben capito (e probabilmente ha anche desiderato che così fosse) si scosta lentamente ma non maldestramente e  la conversazione prende la  consueta piega della quotidianità.

Quella più banale, cui sono da sempre avvezzi , quando s'incontrano in comitiva.

E cioè la  routine d’ ospedale, Henning lo scrittore e il suo libro prossimo, la francesina di Marsiglia, padre Alex, i poveracci, che hanno fornito i cadaveri finiti in discarica...etc.

E poi, soprattutto, l’esito positivo della storia, piombato  tra capo e collo, senza sapere neanche come.

Kurt, infatti, ha la bocca cucita e non ha accennato minimamente all’ incontro con padre Alex.

Trascorsi alcuni minuti e superati i consueti preamboli di circostanza, Kurt e Zoe  siedono a tavola. E Zoe non è affatto parca di complimenti per il suo ospite.

C’è, a dirla tutta, e a dirla vera, anche un po’ d’affettazione nel suo linguaggio.

Caro Kurt, hai superato te stesso. Non me l’aspettavo tanta raffinatezza- dice la tedesca.

- E, poi, per me. Per una modestissima infermiera... in terra straniera.

E il nostro commissario non cela un certo imbarazzo anche perché ha un unico chiodo fisso nella testa che, per chi lo conosce bene, non è difficile da immaginare.

Lasciano, infatti, macedonia e caffè per un eventuale “dopo”.

E, mano nella mano, s’avviano in camera da letto.

Tempo lento. Tempo sincopato.E' il loro.

Improvvisamente anche troppo rapido, quando scorre in giochi amorosi.

Le prime luci dell’alba, che penetrano dalle imposte aperte, protette solo da funzionali zanzariere, ritrovano  i loro due corpi nudi e dormienti, fianco a fianco, nell’unico letto della casa.

Con  lenzuoli sprimacciati e un  intimo in disordine sul pavimento.

 

                                                                        (Continua..)

                 a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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