Magazine Diario personale

Zoe racconta

Da Zoe
Papillon si arrampica sul mio letto di buon’ora stamattina: sono le otto e la tenda lascia filtrare il sole, maledizione!, devo aver dimenticato le imposte aperte, ieri sera. Mi giro, provando a ritrovare il sonno, ma il disordine sul pavimento mi impedisce di rilassarmi: gli scatoloni coprono ogni centimetro della camera, l’abito della festa è scivolato dalla sedia, le Jimmy Choo sono sotto la scrivania, accanto a una pila di libri.
Ieri sera ho festeggiato la mia laurea in Archeologia. Aperitivo in centro, in un locale delizioso: i migliori voul au vent della città, finger food e Rossini. Poi, una serata da favola, ma forse ho esagerato con lo champagne: ho ancora mal di testa e nessuna voglia di alzarmi! ... Mi tuffo sotto il piumone e cerco di non pensare ai tanti impegni dei prossimi giorni: avrei voluto un periodo di riposo, per organizzare la vacanza di quest’estate: io e le mie amiche abbiamo deciso di noleggiare una barca a vela, per rilassarci dopo le fatiche della tesi e del lavoro e navigare dritte dritte verso la Costa Azzurra.
Infilo una mano sotto il letto, tasto il pavimento e dopo aver passato in rassegna un i-pod, un pacco di caramelle, tre sacchetti di Harrods e una scatola di latta, tiro su il portatile per collegarmi al sito di Avanti tutta, la ditta che offre in nolo barche. Tanto, ormai, non prendo sonno, e trovare lo skipper giusto mi metterà il buon umore! Non sapevo fornissero anche il servizio ristorante: con un piccolo supplemento, puoi avere un cuoco a bordo. E sia! Compilo il modulo con i miei dati, doppio clic sulla modalità deluxe, e invio! La ringraziamo per averci scelto. Riceverà maggiori informazioni sulla sua casella di posta. Poso a terra il pc e chiudo gli occhi.
Mi tornano alla mente le immagini dei momenti passati qui, in questo appartamento, che mi trovo a dover lasciare. La gente crede che quando sei abituato a trasferirti spesso, non risenti più del cambiamento. Si diventa zingari, dicono, e l’idea di dover stare fermi troppo a lungo appare soffocante.
Non è così per me. I miei genitori sono archeologi e da bambina ho sempre seguito, e un po’ subito, i loro trasferimenti. È più che una consuetudine, per me, fare i bagagli. Ma comprare dei mobili buoni, che mi servano a lungo, scegliere una carta da parati e avere il tempo di stufarmene un po’, è proprio ciò che vorrei adesso.
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