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Cinque dischi per...andare in gita!

Da Farmacia Serra Genova
Dovevo mandarli in gita, poi mi hanno detto che in gita non vanno più, ma vanno a pranzo fuori: un twitterpranzo, mi hanno detto, e mi hanno fatto sentire così zia! Ma ci sono abituata, va benissimo: dunque, i ragazzi della Farmacia Serra vanno a questo twitterpranzo, e io ho pensato che è sempre un po’ come mandarli in gita, ‘sti benedetti ragazzi che lavorano sempre tanto, se lo meritano! Perciò gli do la mia benedizione, regalando al blog e ai suoi lettori cinque dischi per andare in gita.
  1. Adriano Celentano – Azzurro


Alzi la mano chi non l’ha cantata in gita almeno una volta. Anche solo per fare la parodia della “classica gita”. Non sappiamo per quale ragione questa sia diventata la canzone da gita per antonomasia, cantata in tutti i pullman a zonzo per lo stivale. Ma abbiamo messo al lavoro i migliori scienziati raccattati dai laboratori Oral B e ne verremo a capo, un giorno. Voglio dire, la canzone parla di un tizio che cerca l’Africa in giardino! Non vuole muoversi dal giardino di casa sua, figuratevi se vuole andare in gita, afflitto com’è da tutto quest’azzurro che è troppo azzurro e da questa mancanza di risorse ora che lei non c’è. Lui quasi quasi prende il treno, ma non è mica convinto, eh (anche perché, un treno che all’incontrario va, lo prenderebbe solo un pazzo). In realtà è lei che se ne è andata in gita (è “partita per le spiagge”), e il mistero è risolto.
  1. Petula Clark – Downtown


Ve l’avevo detto, che prima o poi avremmo parlato di Petula Clark. Forse non tutti sanno che questa signorina ha da poco fatto uscire un nuovo disco, alla tenera età di ottant’anni. Ma quello di cui parliamo oggi è un disco di qualche tempo fa, che appena parte – non so a voi – ma nella mia mente fa istantaneamente comparire viali costeggiati di alberi imponenti che lasciano filtrare tra i rami qualche raggio di un fresco sole di fine settembre. Petula dice che quando sei triste e solo, puoi sempre andare in centro. Del resto, dove sta scritto che le gite si fanno per forza dalla città verso la campagna, e mai viceversa?
  1. Talking Heads – Road to nowhere


Così come non sta scritto da nessuna parte che le gite si fanno solo dalla città verso la campagna, allo stesso modo non sta scritto da nessuna parte che ci debba essere una meta precisa: l’abbiamo già detto, che l’importante spesso è il viaggio, no? E allora ci lanciamo coi Talking Heads, diretti verso nessun posto. Non cercate di andare troppo a fondo col testo, perché ognuno ci può vedere quello che vuole: forse è questo il bello di essere diretti in nessun posto.
  1. Hit the road Jack – Ray Charles


Ecco, questa è un po’ una gita forzata: fatti un giro, Jack, e non tornare più. Jack ci prova, con la voce di Ray Charles, a chiedere di restare e non essere trattato in modo così cattivo, ma evidentemente deve averla fatta grossa, perché lei non ne vuole sapere e Jack si vede costretto a far fagotto e andare via. Speriamo si diverta, durante questa gita coatta, povero Jack.
  1. Lucio Battisti – La canzone del sole


Un altro classico, sì. Questa è adatta anche ai falò, e tradizione vuole che la persona che suona la chitarra non riesca poi a concludere nulla durante la serata (lui/lei suona, mentre tutti gli altri se la spassano attorno al fuoco con la colonna sonora live). In gita tutto cambia: chi suona la chitarra in pullman si siede dietro, e si sa che dietro c’è sempre più casino, e se la strada è lunga mica si sta tutto il tempo a suonare. Dunque via libera agli accordi più facili del mondo (lo dico come se fossi una chitarrista consumata, ma non è così: suono l’ukulele, e non fa figo come suonare la chitarra, anzi, è piuttosto buffo. Ma sto divagando): vi apriranno le porte del cuore delle ragazze e dei ragazzi seduti in fondo al pullman, e se ancora non sapete come si suona, l’internet è pieno di tutorial (basta cercare su youtube “Canzone del sole tutorial” per esserne sommersi). Noi vi consigliamo di aggiornare un po’ il repertorio, comunque, anche perché chi suona una sola canzone per tutto il viaggio viene “accidentalmente dimenticato” al primo Autogrill.
Ma tra queste cinque canzoni non c’è quella davvero fondamentale, e ve la regaliamo come bonus. La canzone che tutti devono conoscere e cantare ogni volta che si fa una gita in pullman. Mi raccomando, cari lettori, mai più senza (io la canterei pure all’autista del bus, del tram, o della metro, ma non sono sicura che la prenderebbero bene, a sentirla tutte le sante mattine).

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