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come ritardare l’orgasmo

Creato il 08 giugno 2015 da Plus1gmt

La formula usata dai sedicenti “youtuber” è la stessa di noi che preferiamo perdere tempo a scrivere e correggere per poi pubblicare. Si dicono delle cose sperando che qualcuno abbia la pazienza di leggerle sino alla fine e si lasciano contenuti incustoditi alla mercé di un pubblico vasto quanto la popolazione mondiale. Come in ogni cosa ci sono gli autori interessanti e quelli no, ma la differenza tra un blog e un videoblog consiste nel mezzo che diventa il messaggio (chi l’ha detto?) e nel fatto che subentrano fattori di simpatia o il suo opposto tra chi parla e chi ascolta, come nella vita reale. Lo direste che io sono antipatico e repellente dalle cose che leggete qui? Non lo so ma spero di no, però se mi vedeste in faccia mentre dico queste cose qui ci sarebbe il linguaggio del corpo e quello del volto a influire sul vostro giudizio, insomma ci siamo capiti. Io che sono pieno di pregiudizi non ho un’opinione positiva di questi comunicati punto-multipunto perché, come per la televisione, si guasta l’intimità con l’utente finale. Ora lasciate perdere i contenuti, ma se leggete qualcosa è perché vi interessa e il dialogo silenzioso tra le parole scritte e la vostra comprensione costituisce una relazione senza confronti e qui, su Internet, il profumo della carta non c’entra. La tv, quindi il video on-line e di conseguenza i sedicenti “youtuber”, genera una forma di entertainment ormai consolidato con meccanismi e dinamiche difficili da scardinare anche se i nuovi linguaggi e le tecniche di post-produzione unite alla creatività dei video-maker continuano a innovare il settore. Tutto questo perché quando un padre e non necessariamente io ma diciamo un padre a caso sbircia involontariamente (e si sottolinea involontariamente) nella cronologia della figlia preadolescente e nota la visualizzazione di un video su youtube dal titolo “Come Ritardare L’Orgasmo” di un sedicente youtuber dal nome “Daniele doesn’t matter” è facile pensare che il padre finisca per temere il peggio e cioè che la figlia abbia visualizzato un video porno. Il problema è invece che poi, dopo un facile e veloce controllo (in teoria non dovrebbero esserci video porno su youtube) e constatato il livello di idiozia del video effettivamente visualizzato (peraltro insieme ad altre quattrocentomila persone e sì, avete letto bene), il padre verifica che, in effetti, un film porno sarebbe stato meno preoccupante.



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