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Cos’è questo Rating?

Da Tradinginrosa

Spesso leggo e sento parlare di rating, abbassamento del rating, declassamento etc. a grandi linee so di cosa si tratta, ma visto che dove non arriva la conoscenza comincia la curiosità, sono andata ad approfondirmi l'argomento.

Cos’è questo Rating?
TO RATE in Inglese significa giudicare e valutare, e l'origine del termine rating può essere fatto risalire alla volontà di Herny Varnum Poor di fare in modo che le aziende fossero obbligate a rendere pubblici i propri bilanci. All'inizio del XX secolo, il rating era circoscritto agli Stati Uniti ed aveva l'obiettivo di valutare i grandi progetti nazionali, come la costruzione delle ferrovie.

ll rating orienta l'andamento del mercato azionario e dei titoli di Stato visto che qualsiasi investitore prima di comprare un'obbligazione si informa sulle condizioni di stabilità economica, finanziaria e patrimoniale della società dalla quale intende acquistare i titoli. Un titolo obbligazionario è in parole semplici una sorta di credito che l'investitore ha nei confronti di una società, banca o ente governativo, quindi esiste il rischio che il debitore non sia in condizioni di pagare le cedole o addirittura di rimborsare il capitale. A quel punto è importante che ogni titolo obbligazionario sia sottoposto ad un'accurata analisi delle condizioni di stabilità economico-finanziaria-patrimoniale di chi lo emette. Il problema è che la maggior parte degli investitori non dispone delle risorse sufficienti per svolgere l'analisi del merito di credito della società emittente le obbligazioni da acquistare. Ecco perché sono nate le agenzie di rating, specializzate in questi studi mirati proprio ad analizzare la solidità finanziaria dei soggetti emittenti.

ll rating viene espresso come voto in lettere ordinato in 7 classi di rischio, indicando l'affidabilità dei soggetti emittenti di ripagare il loro debito e di conseguenza calcolando la rischiosità dell'investimento. Prima di cominciare l'analisi, l'agenzia deve per forza avvisare la società interessata di aver posto sotto osservazione il suo andamento. Il Rating valuta esclusivamente il "rischio di credito" cioè la probabilità che vengano effettuati regolarmente i pagamenti di capitale e interessi previsti all'emissione.

I titoli che hanno un rating:

  • superiore a BBB- vengono compresi nella categoria degli "investment grade" (qualità da investimento),
  • con voto inferiore si trovano gli "speculative grade" (qualità speculativa quindi alto rischio).

Questo significa che più è alto il rating, minore è il rischio dell'investimento e anche il rendimento.

Si distingue:

  • "rating di un emittente" che fornisce una valutazione globale della solvibilità di una società, e
  • "rating di un'emissione" che valuta la capacità che il capitale e gli interessi di una specifica emissione obbligazionaria vengano puntualmente rimborsati.

Il rating può essere:

  • di breve periodo (misura la solvibilità entro 12 mesi)
  • di lungo periodo (definisce la solvibilità futura dell'emittente).

Un rating sotto osservazione viene inserito nella lista Credit Watch con aggettivo:

  • positiva se esiste la possibilità che, una volta terminati i lavori di analisi si realizzi un upgrade,
  • negativa se esiste il rischio di downgrade.

Quello sopra illustrato è una possibile variazione del rating di breve periodo. Con il termine "outlook" invece, si indica una previsione di medio/lungo periodo. Le situazioni possibili sono:

  • con l'outlook positivo, le condizioni future dell'ente si prevedono migliori o uguali al presente;
  • con l'outlook negativo, in futuro sono previsti peggioramenti e nuovi declassamenti;
  • con l'outlook stabile, non si prevedono cambiamenti sulla valutazione di rating.

Livelli di Rating:

"AAA" (elevata capacità di ripagare il debito)

"AA" (Alta capacità di pagare il debito)

"A" (Solida capacità di ripagare il debito influenzata da circostanze avverse)

"BBB" (Adeguata capacità di rimborso, che potrebbe peggiorare)

"BB" e "B" (Debito prevalentemente speculativo)

"CCC" e "CC" (Debito altamente speculativo)

"D" società insolvente

Una società, una banca, uno Stato o un ente pubblico, per avere un rating deve fare esplicita richiesta ad una delle agenzie di rating presenti sul mercato. Il servizio è a pagamento e l'agenzia, dopo aver ottenuto l'incarico, inizia l'analisi attingendo informazioni pubbliche, come ad esempio i bilanci, studiando i fondamentali economici e finanziari ed incontrando i manager per ottenere tutte le informazioni necessarie. Terminato il lavoro dell'analista si riunisce un comitato collegiale che valuterà il materiale raccolto e darà un giudizio che verrà votato a maggioranza dal comitato composto da esperti del settore in cui opera la società che si sta valutando. Il rating viene comunicato al soggetto interessato che può appellarsi, chiedendo eventualmente una revisione del giudizio. successivamente si arriva alla pubblicazione. Esiste la possibilità di chiedere che il giudizio non venga reso pubblico. L'agenzia dovrà in futuro monitorare il rating per valutare eventuali promozioni o declassamenti.

L'intenzione delle agenzie di rating, in teoria, è quella di risolvere i problemi di informazione disarmonica che caratterizzano il mercato, dando agli investitori la possibilità di scegliere quali titoli acquistare e in quale misura, avendo a disposizione un 'voto' sul rischio di insolvibilità dell'emittente e potendolo confrontare con il proprio grado di rischio. Ma è realmente possibile calcolare la rischiosità di un investimento e la solvibilità di un debito? Le agenzie di rating pretendono di essere in grado di dare una risposta a tale domanda tramite la classificazione dei debiti, promuovendo o declassando le economie di società private ed enti pubblici.

Le agenzie hanno un elevato potere ed è importante che ne venga garantita una solida indipendenza ed imparzialità. Un loro giudizio è in grado di modificare profondamente le condizioni di accesso al credito da parte delle società dato che influisce sulle scelte degli investitori. Il funzionamento sano e onesto delle agenzie di rating prevede che le stesse analizzino, studino e valutino le condizioni finanziarie di un ente in modo da fornire agli investitori un riferimento per ponderare le loro scelte sugli investimenti.

Ma le tre sorelle del rating (Standard&Poor's, Moody' s e Fitch) hanno il 95% del mercato e questa loro posizione dominante sul mercato le porta a generare utili giganteschi. Quindi da un lato le agenzie di rating sono viste come le paladine della giustizia che mettono in guardia gli investitori dai cattivi creditori ma dall'altro, queste istituzioni hanno il potere di determinare la fortuna, oppure la rovina di intere nazioni muovendo le pedine dell'economia a loro piacimento e a loro favore. L'opinione pubblica accetta fiduciosamente le loro valutazioni pensando che a fornirle siano istituzioni libere ed indipendenti, invece non è così, perché spesso è accaduto che il giudizio prodotto da queste agenzie si sia rivelato essere frutto di interessi e compromessi. Solo due mesi prima del fallimento di Lehman Brothers, il rating era A2 per Moody's ed A per S&P e Fitch. S&P insieme a Moody' s aveva dato la tripla A ai "Cdo", passati alla storia come i titoli tossici. Virus che, infilati nei bilanci di banche, fondi e istituzioni hanno causato la crisi del 2008 e il fallimento di Lehman. A questo punto se le "tre sorelle del rating" non sono istituzioni neutrali ed indipendenti come deve fare il povero investitore per orientarsi nel mondo degli investimenti?

Il Presidente della BCE ha sostenuto che bisognerebbe imparare a vivere senza le agenzie di rating visto che, a differenza del passato, gli studi delle agenzie vengono commissionati dagli Stati e dalle società che emettono obbligazioni e non da coloro che intendono acquistarle, quindi chi paga le agenzie di rating è colui che viene valutato, un paradosso. l' Europa attraverso la Mifid - la direttiva che regola gli strumenti finanziari di tutti i Paesi dell' area - ha prima imposto a tutti come standard il rating e poi ha dichiarato guerra a quelle stesse società.

Per spezzare l'insano oligopolio delle tre sorelle del Rating è tornato all'esame del Consiglio dei Ministri il decreto legislativo che accetta la Direttiva europea che ha come obiettivo quello di allentare la morsa delle società di rating sugli Organismi di investimento collettivo del risparmio e i Fondi Pensione. Il provvedimento legislativo prevede che questi soggetti adottino sistemi e procedure interne per la valutazione del merito creditizio degli strumenti finanziari su cui intendono investire, in modo da evitare un esclusivo affidamento alle valutazioni emesse dalle società di rating. Sono solo due i modi per rendere inefficace l'oligopolio delle tre sorelle del rating:

-Il primo, smantellamento progressivo degli automatismi che vincolano Fondi, Fondi pensione e società di investimento al giudizio espresso dalle Agenzie di rating (con particolare riferimento alle tre sorelle).

-Il secondo indebolire il loro giudizio, il loro parere deve essere considerato solo come uno dei pareri espressi dal mercato, di cui tenere conto.

Diventa fondamentale orientare maggiore interesse e credibilità alle opinioni delle altre agenzie di rating presenti sul mercato.


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