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Crostata di germogli di pungitopo e stridoli con mozzarella di bufala campana

Da Patiba @patiba1

Crostata con germogli di pungitopo e mozzarella di bufala campana

Ingredientitortino,crostata,erbe,verdura,pungitopo,polloni,germogli,a,torta,formaggio,olio,sale stridoli

per 4-6 persone

Pasta sfoglia, 4 uova, 250 g. di stridoli, 250 gr. di germogli dei pungitopo¹ (o Asparago Pazzo, brusasorzi, brusco, piccasorci, punziratti, rusco, ruscolo pungitopo, scope bruschie, sparacin servaggiu, spinapulici, spinatopo), 100 gr. di prosciutto crudo, 1 bella mozzarella di bufala campana², 1 cipolla, olio evo, sale e pepe.


Crostata con germogli di pungitopo e mozzarella di bufala campana


Preparazione

tortino,crostata,erbe,verdura,pungitopo,polloni,germogli,a,torta,formaggio,olio,sale stridoli

 

Soffriggere la cipolla tritata in olio e unire i germogli di pungitopo e gli stridoli. Farli saltare su fiamma vivace per 5 minuti, salare, pepare e lasciare raffreddare. In una ciotola sbattere le uova con pepe e sale. Aggiungere le verdure, la mozzarella a cubetti e straccetti di prosciutto. Foderare una teglia con la pasta sfoglia, bucherellarla, quindi versaci dentro le uova con la verdura. Passare la crostata in forno caldo a 200° per 20 minuti.

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Vino

Trebbiano di Romagna, Verdicchio delle Marche, Chardonnay (Valle d’Aosta), Pinot Grigio (Friuli), Sove (Veneto).
  • ¹I teneri germogli del pungitopo, la caratteristica piantina sempreverde con la tipica bacca rossa, si trovano alla base delle piante nel periodo primaverile nelle stesse zone degli asparagi e sono molto gustosi utilizzati per diverse preparazioni: risotto, frittata, in insalata, sott'olio.
  • ²La

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    mozzarella di bufala è un prodotto caseario dell'Italia centrale e meridionale, prodotto tradizionalmente in Campania, soprattutto nelle province di Caserta e Salerno, nel Lazio meridionale ed in parti della Puglia e del Molise.

    Il termine mozzarella deriva dal nome dell'operazione di mozzatura compiuta per separare dall'impasto i singoli pezzi. È spesso definita regina della cucina mediterranea, ma anche oro bianco o perla della tavola, in ossequio alle pregiate qualità alimentari e gustative del prodotto.

    Il bufalo della mozzarella, Bubalus bubalis, è un bovino originario dell'Asia, di corporatura massiccia, di colore scuro e con pelo corto, abituato a vivere in zone paludose, nei cui fanghi suole rotolarsi per la salute della propria pelle e per difendersi dall'eccessiva irradiazione solare. Le ipotesi sulla nascita della mozzarella sono diverse, ma si collocano tutte nel Medioevo.

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    Secondo alcune fonti storiche molto accreditate il fertile incontro delle genti campane con il bufalo e il suo prodotto principe la mozzata avvenne alle foci del fiume Garigliano. Secondo queste fonti sarebbero stati i Saraceni a trasportare i bufali prima in Sicilia e poi nella paludosa piana del Garigliano, quando vi si stabilirono con un vero e proprio Ribat (Traetto) dal quale partivano per saccheggiare città e monasteri di mezza Italia, da Spoleto alle Puglie. I Longobardi si sarebbero imbattuti nell'animale dopo avere sconfitto i Saraceni nella Battaglia del Garigliano del 915 combattuta insieme ai Bizantini ed all'esercito di Papa Giovanni X uniti nella lega Cristiana. Alla foce del fiume campano, oltre alle bufale avrebbero raccolto anche i monaci che i Saraceni nel corso degli anni di permanenza avevano catturato e fatto loro schiavi. Questi avrebbero poi tramandato ai confratelli quanto appreso dai Saraceni. La cosa spiegherebbe così la diffusione del formaggio nel basso Lazio nelle zone nelle quali si trovavano numerosi monasteri ed abbazie. Secondo altri invece fu importato dai Longobardi tra il VI secolo e il X secolo; in epoca medievale esso era impiegato soprattutto per i duri lavori nei campi.

    L

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    e prime notizie storiche certe si hanno proprio in un documento longobardo. Secondo queste fonti, già nel XI secolo la principessa Aloara, vedova del Principe di Capua Pandolfo Testadiferro, distribuiva una "mozza" con un pezzo di pane ai monaci dell'Abbazia di San Lorenzo ad Septimum alle porte di Aversa, componenti del Capitolo ove ogni anno vi si recavano in processione. Secondo altri la mozzarella l'avrebbero inventata i monaci stessi: mentre le bufale si trovavano nelle vallate acquitrinose, i conventi erano invece dislocati sulle alture; per trasportare meno peso su per la montagna, il latte veniva lavorato con un procedimento veloce direttamente sui pascoli, concentrandolo in un latticino che poi veniva trasportato su in convento.

    Secondo altri invece gli inventori della mozzarella sarebbero stati i Normanni, la cui contea-città era Aversa dove tutt'oggi sono attivi numerosi caseifici nei quali si produce e si vende la tipica Mozzarella Aversana. Dell'uso, della lavorazione e del consumo dei prodotti derivati dal latte di bufala (il casicaballus, il butyrus, la recocta, il provaturo), abbiamo attestazioni in documenti risalenti al XII secolo conservati presso l'archivio episcopale di Capua.

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    Il primo documento ufficiale che parla della mozzarella aversana è recente e risale agli inizi del XV secolo. Dagli anni novanta il riconoscimento della "DOP" (Denominazione di Origine Protetta) assicura i consumatori e specifica l'area geografica in cui essa viene prodotta. Ancora oggi le mozzarelle di grande pezzatura vengono definite mozzarellone aversane come riporta anche la denominazione data dal CNR.

Wikipedia

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  • Salmone, mozzarella di bufala campana affumicata

 

Crostata con germogli di pungitopo e mozzarella di bufala campana

Ingredienti
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per 4-6 persone

Pasta sfoglia, 4 uova, 250 g. di stridoli, 250 gr. di germogli dei pungitopo¹ (o Asparago Pazzo, brusasorzi, brusco, piccasorci, punziratti, rusco, ruscolo pungitopo, scope bruschie, sparacin servaggiu, spinapulici, spinatopo), 100 gr. di prosciutto crudo, 1 bella mozzarella di bufala campana², 1 cipolla, olio evo, sale e pepe.


Crostata con germogli di pungitopo e mozzarella di bufala campana


Preparazione

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Soffriggere la cipolla tritata in olio e unire i germogli di pungitopo e gli stridoli. Farli saltare su fiamma vivace per 5 minuti, salare, pepare e lasciare raffreddare. In una ciotola sbattere le uova con pepe e sale. Aggiungere le verdure, la mozzarella a cubetti e straccetti di prosciutto. Foderare una teglia con la pasta sfoglia, bucherellarla, quindi versaci dentro le uova con la verdura. Passare la crostata in forno caldo a 200° per 20 minuti.

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Vino

Trebbiano di Romagna, Verdicchio delle Marche, Chardonnay (Valle d’Aosta), Pinot Grigio (Friuli), Sove (Veneto).
  • ¹I teneri germogli del pungitopo, la caratteristica piantina sempreverde con la tipica bacca rossa, si trovano alla base delle piante nel periodo primaverile nelle stesse zone degli asparagi e sono molto gustosi utilizzati per diverse preparazioni: risotto, frittata, in insalata, sott'olio.
  • ²La

    tortino,crostata,erbe,verdura,pungitopo,polloni,germogli,a,torta,formaggio,olio,sale stridoli
    mozzarella di bufala è un prodotto caseario dell'Italia centrale e meridionale, prodotto tradizionalmente in Campania, soprattutto nelle province di Caserta e Salerno, nel Lazio meridionale ed in parti della Puglia e del Molise.

    Il termine mozzarella deriva dal nome dell'operazione di mozzatura compiuta per separare dall'impasto i singoli pezzi. È spesso definita regina della cucina mediterranea, ma anche oro bianco o perla della tavola, in ossequio alle pregiate qualità alimentari e gustative del prodotto.

    Il bufalo della mozzarella, Bubalus bubalis, è un bovino originario dell'Asia, di corporatura massiccia, di colore scuro e con pelo corto, abituato a vivere in zone paludose, nei cui fanghi suole rotolarsi per la salute della propria pelle e per difendersi dall'eccessiva irradiazione solare. Le ipotesi sulla nascita della mozzarella sono diverse, ma si collocano tutte nel Medioevo.

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    Secondo alcune fonti storiche molto accreditate il fertile incontro delle genti campane con il bufalo e il suo prodotto principe la mozzata avvenne alle foci del fiume Garigliano. Secondo queste fonti sarebbero stati i Saraceni a trasportare i bufali prima in Sicilia e poi nella paludosa piana del Garigliano, quando vi si stabilirono con un vero e proprio Ribat (Traetto) dal quale partivano per saccheggiare città e monasteri di mezza Italia, da Spoleto alle Puglie. I Longobardi si sarebbero imbattuti nell'animale dopo avere sconfitto i Saraceni nella Battaglia del Garigliano del 915 combattuta insieme ai Bizantini ed all'esercito di Papa Giovanni X uniti nella lega Cristiana. Alla foce del fiume campano, oltre alle bufale avrebbero raccolto anche i monaci che i Saraceni nel corso degli anni di permanenza avevano catturato e fatto loro schiavi. Questi avrebbero poi tramandato ai confratelli quanto appreso dai Saraceni. La cosa spiegherebbe così la diffusione del formaggio nel basso Lazio nelle zone nelle quali si trovavano numerosi monasteri ed abbazie. Secondo altri invece fu importato dai Longobardi tra il VI secolo e il X secolo; in epoca medievale esso era impiegato soprattutto per i duri lavori nei campi.

    L

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    e prime notizie storiche certe si hanno proprio in un documento longobardo. Secondo queste fonti, già nel XI secolo la principessa Aloara, vedova del Principe di Capua Pandolfo Testadiferro, distribuiva una "mozza" con un pezzo di pane ai monaci dell'Abbazia di San Lorenzo ad Septimum alle porte di Aversa, componenti del Capitolo ove ogni anno vi si recavano in processione. Secondo altri la mozzarella l'avrebbero inventata i monaci stessi: mentre le bufale si trovavano nelle vallate acquitrinose, i conventi erano invece dislocati sulle alture; per trasportare meno peso su per la montagna, il latte veniva lavorato con un procedimento veloce direttamente sui pascoli, concentrandolo in un latticino che poi veniva trasportato su in convento.

    Secondo altri invece gli inventori della mozzarella sarebbero stati i Normanni, la cui contea-città era Aversa dove tutt'oggi sono attivi numerosi caseifici nei quali si produce e si vende la tipica Mozzarella Aversana. Dell'uso, della lavorazione e del consumo dei prodotti derivati dal latte di bufala (il casicaballus, il butyrus, la recocta, il provaturo), abbiamo attestazioni in documenti risalenti al XII secolo conservati presso l'archivio episcopale di Capua.

    tortino,crostata,erbe,verdura,pungitopo,polloni,germogli,a,torta,formaggio,olio,sale stridoli

    Il primo documento ufficiale che parla della mozzarella aversana è recente e risale agli inizi del XV secolo. Dagli anni novanta il riconoscimento della "DOP" (Denominazione di Origine Protetta) assicura i consumatori e specifica l'area geografica in cui essa viene prodotta. Ancora oggi le mozzarelle di grande pezzatura vengono definite mozzarellone aversane come riporta anche la denominazione data dal CNR.

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