Magazine Diario personale

L'invasione di grenada - 2 -

Da Astonvilla
L'INVASIONE DI GRENADA - 2 -La rivoluzione socialista del 1979 e l' invasione statunitense del 1983
Lungamente contesa nel diciottesimo secolo tra Francia e Inghilterra, l' isola di Grenada divenne alla fine colonia Britannica e tale rimase fino alla fine degli anni sessanta, quando ottenne una forte autonomia nell' ambito  della corona britannica (i "West Indies Associated States" comprendevano varie ex colonie inglesi a cui fu attribuita ampia autonomia negli affari interni).  Nel 1973 Grenada e le vicine isole Grenadines, Carriacou e Petit Martinique, si dotarono di una costituzione e l'anno seguente raggiunsero la piena indipendenza.
Uomo forte del paese era Eric Gairy, egli portò Grenada all' indipendenza, ma era anche una figura molto discussa, corrotta e paternalistica. Furono anni di corruzione e scontri non solo politici all' interno del piccolo paese.  Nel 1970 Gairy aveva formato  una banda privata che affiancava occasionalmente la polizia nel tentativo di contrastare e reprimere il dissenso interno. Andavano infatti organizzandosi movimenti di opposizione, tra cui, ben presto assunse sempre maggior importanza il New Jewel Movement (NJM).
Fondato nei primi anni Settanta, da Maurice Bishop, Unison Whiteman e Bernard Coard,  l’Unione congiunta per l’educazione, il benessere e la liberazione aveva come sigla  "JOYA", in spagnolo “gioiello”. Per questo, in inglese, la lingua parlata a Grenada, il nuovo partito di ispirazione marxista prese appunto il nome di New Jewel Movement. 
Intanto la situazione interna andava facendosi sempre più violenta e caotica. Il 18 novembre 1973, Maurice Bishop e due altri membri del NJM furono selvaggiamente aggrediti dalla Mongoose Gang. Bishop ebbe la mandibola fratturata e dovette rimanere per diverse settimane in ospedale. 
All' inizio del 1974 quando pochi giorni mancavano alla data della prevista indipendenza, molte persone in  Grenada  erano preoccupate che una volta ottenuta l' indipendenza Gairy ne avrebbe approfittato per istaurare una dittatura. Organizzato da sindacati, chiesa e organizzazioni civiche fu indetto uno sciopero generale contro la programmata indipendenza. Il 21 gennaio 1974 durante una marcia violentemente attaccata dalla polizia, vi furono diversi feriti e fu ucciso Rupert Bishop il padre di Maurice il leader del NJM.
Eric Gairy ed il suo partito (il Grenada United Labour Party) governarono l' isola fino al  13 marzo del 1979, giorno in cui, mentre Eric Gairy si trova a New York per parlare all’Onu, Bishop attua un colpo di stato, il NJM prende il potere e instaura un governo socialista. Il nuovo governo ha l' appoggio popolare, garantisce il rispetto dei diritti umani e promette di risolvere i problemi del paese. La sua politica socialista e non allineata non piace agli Stati Uniti che tentano di isolare politicamente ed economicamente il paese. Anche in risposta all' ostilità dimostrata dagli Stati Uniti, il nuovo governo (il PRG: Governo Rivoluzionario del popolo)  cerca l' appoggio cubano. Gli stretti rapporti  tra Bishop e Fidel Castro irritano ancora di più il governo degli Stati Uniti, mentre tecnici cubani giungono in Grenada per lo sviluppo delle infrastrutture tra cui il nuovo aeroporto.
Intanto all' interno del Governo Rivoluzionario del Popolo si andò delineando una frattura in conseguenza della quale l' ala che si rifaceva al vice primo ministro Winston Bernard Coard prese il potere e mise Bishop agli arresti domiciliari. L' arresto suscitò vibranti proteste nella popolazione. Durante una manifestazione di  protesta di 30.000 persone (un terzo della popolazione dell'isola) che chiedevano la sua liberazione, Bishop  fu liberato dalla folla e insieme al popolo marciò sul quartier generale dell' esercito a Fort George. Qui in circostanze ancora oggi poco chiare i militari fedeli a Winston Coard aprirono il fuoco sulla folla, uccidendo alcuni dimostranti. Bishop fu arrestato insieme a numerosi seguaci e fucilato seduta stante.
I disordini interni al governo rivoluzionario e la morte di Bishop ebbero subitanea eco in Cuba negli Stati Uniti. Cuba aveva in quel periodo sull' isola una delegazione di tecnici militari del genio che collaborava alla  costruzione di un aereoporto (realizzato comunque da un' impresa britannica), quindi sostanzialmente una presenza militare armata seppure piccola numericamente. Alla notizia della morte di Bishop il governo cubano rilasciò una dichiarazione in cui esprimeva  profonda amarezza per la morte del leader grenadoregno. La stessa dichiarazione riportava istruzione ai tecnici ed ai militari cubani che si trovavano nell' isola affinchè:
"they should abstain absolutely from any involvement in the internal affairs of the Party and of Grenada," while attempting to maintain the "technical and economic collaboration that could affect essential services and vital economic assistance for the Grenadian people."  
Ben diversa la reazione americana: i disordini interni a Grenada costituirono agli occhi dell' esecutivo Reagan una grande occasione: il pretesto per scatenare un intervento, evidentemente pianificato da tempo, in maniera da abbattere il governo marxista dell' isola e cancellare ogni influenza cubana e sovietica nella politica di Grenada. 
Una delle ragioni addotte dall' amministrazione USA per giustificare l' intervento era che la costruzione del nuovo aeroporto dell' isola potesse costituire un pericolo "per la sicurezza degli Stati Uniti".  Questo, nonostante l' aereoporto fosse costruito da una compagnia britannica e nonostante le tante assicurazioni che dovesse servire solo per scopi turistici (e del resto, essendo Grenada uno stato sovrano, non si vede per quale motivo non potesse usare il suo aeroporto  per qualunque scopo convenisse, nè per quale ragione Grenada dovesse dar conto agli Stati Uniti della costruzione del suo aeroporto).  Il presidente Ronald Reagan accusò Grenada di avere l' intenzione di usare il nuovo aeroporto come base per aerei militari, evidentemente temendo ingerenze cubane e sovietiche.  Reagan puntò il dito sul fatto che la pista di 2700 metri fosse lunga abbastanza anche per far atterrare e decollare bombardieri militari e che inoltre fossero prevista la costruzione di grossi depositi di carburante giudicati eccessivi per i voli commerciali. 
Nel primo mattino del 25 ottobre 1983 gli Stati Uniti invasero l' isola di Grenada. L' assalto iniziale fu condotto da 1.200 uomini , ed essi incontrarono un' iniziale accanita resistenza da parte del piccolo  esercito Grenadino  e dall' unità del genio militare cubana . Pesanti combattimenti continuarono per diversi giorni,  man mano  la forza d' invasione crebbe a più di 7.300 uomini (l' intera popolazione di Grenada era di 100.000 persone  e  gli effettivi di  esercito e polizia ammontavano in tutto a meno di 1.500 unità), ed i difensori, soverchiati , si arresero o si ritirarono sulle colline. In breve  l' intera isola cadde sotto il controllo americano.  
I combattimenti, come detto, coinvolsero anche i 600-700 cubani del genio militare in quel momento presenti sull' isola: pochissimi giorni prima dell' attacco, quando l' invasione americana divenne probabile, Cuba aveva dato precisi ordini ai suoi uomini di non intraprendere alcuna iniziativa se non "directly attacked" . Il 24 inoltre Cuba aveva informato il regime Grenadino che i  soldati cubani avrebbero difeso solo se stessi, qualora attaccati, ed aveva evacuato il cantiere dell' aereoporto dal suo personale.
Nonostante ciò anche i cubani furono attaccati. L' invasione costò la vita a 19 militari americani, a 45 militari di Grenada  a circa 25 civili grenadini ed inoltre  a 24 cubani. 
CONTINUA

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