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L’obesita’ minaccia l’occidente

Creato il 09 febbraio 2011 da Ilsegnocheresta By Loretta Dalola

L’OBESITA’ MINACCIA L’OCCIDENTE
Tra gli argomenti trattati nel pomeriggio televisivo  alla  Vita in Diretta, il rotocalco di Raiuno che parla di cronaca, la minaccia dell’obesità quale problema sociale per l’Occidente. Per quanto ci riguarda la nostra tanto famosa dieta mediterranea sembra graziarci dal grasso in eccesso.  Il primato spetta invece agli americani. La tendenza alla cattiva alimentazione è in aumento, tanto che gli esperti possono prevedere che essa diventerà la prima causa di morte in futuro.

Il conduttore Lamberto Sposini con Mara Venier, dopo aver citato statistiche in cui un italiano su 10 è obeso, un adulto su tre è in sovrappeso e, nella regione Campania, la metà della popolazione è obesa o in sovrappeso, hanno affrontato l’argomento sia con la valutazione di specialisti come la dott.ssa Flachi sia con casi affetti da questa malattia. Il problema dell’ obesità si evidenzia ogni giorno, non solo in adulti ma anche nei bambini. Oggi abbiamo bambini meno attivi e sempre più obesi. Il problema del bambino obeso è purtroppo che diventerà un adulto obeso, cioè sarà un obeso cronico con l’ 80% di rischio di soffrire di malattie associate a questo problema di eccessivo accumulo di grasso corporeo, con un aumento del rischio di morte.

L’OBESITA’ MINACCIA L’OCCIDENTE
La nutrizionista ha appuntato tra le cause dell’obesità il nutrirsi in maniera sregolata, spesso dovuto alla vita frenetica di tutti i giorni, che comporta uno squilibrio di calorie, causa di un eccesso nel cibo. Inoltre toccando l’argomento obesità e bambini, ha citato l’attuazione di un importante progetto “scuola e cibo” che prevede un’educazione alimentare anche nelle scuole. L’educazione però deve arrivare già dalle famiglie, ricorda la dottoressa, per cui tra le regole da osservare  c’è quello, per le mamme, di controllare l’alimentazione già dalla gravidanza e abituare i bambini a fare colazione, attività fisica e mangiare senza eccessi soprattutto prima dello sviluppo per ridurre il numero delle cellule adipose che diventerebbero un problema una volta acquisite.

In studio due ospiti: Anna 160 kg, felice del suo stato di sovrappeso. Fin da piccola è sempre stata paffutella poi, crescendo ha accumulato peso, innamorata, sposata, sportiva, ha sempre condotto una vita  “normale”,  certo non competitiva come le p

L’OBESITA’ MINACCIA L’OCCIDENTE
ersone normopeso, ma si sente  tranquilla nel portare a spasso i suoi chili al punto da sentirsi: magra.

L’altra ragazza dal viso solare, lavora in un ristorante, ama mangiare e odia le diete.  108 kg di allegria e positività, suo marito l’ha iscritta al concorso di Miss Cicciona.

Di parere opposto il fronte della medicina, la terapia delle malattie metaboliche si propone come  un reale aiuto nell’ambito della perdita di peso, perché gli esempi gioiosi del grasso, appena ascoltati, non sono così veritieri, in effetti a causa del grasso eccessivo sorgono numerose patologie che rendono difficile vivere. L’obesità è una vera e propria malattia cronica, considerata oggi come più grave, per complicanze e per difficoltà di cura, dello stesso diabete. I suoi effetti e ripercussioni interessano numerosi organi ed apparati. Si può avere riduzione della capacità respiratoria, dispnea da sforzo, ridotta ventilazione con riduzione dei livelli d’ossigeno, è pressoché costante l’insufficienza cardiaca, l’ipertrofia (aumento di volume) del cuore, gli edemi e le varici agli arti inferiori. Le articolazioni degli obesi sono molto sollecitate ed è naturale che vadano incontro ad alterazioni e malattie degenerative precoci come l’artrosi, la scoliosi, i piedi piatti, il ginocchio valgo, lo scivolamento della testa del femore.

L’OBESITA’ MINACCIA L’OCCIDENTE
Nonostante le testimonianze in studio di persone che serenamente convivono con il grasso, l’obesità è di certo una  condizione di vita alla quale si accompagnano anche specifici disagi psicologici. Primo fra tutti la tendenza a nascondersi e a non esporsi che si esprime in quel comportamento abitualmente definito come timidezza e che trova il suo presupposto in una diffusa e intensa sfiducia in se stessi e in un generale senso di inadeguatezza.

L’obesità in conclusione può finire con l’affliggere  tutti gli aspetti significativi dell’identità personale, poi ovviamente ognuno è libero di fare le proprie scelte.


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