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La forza dell’umiltà

Creato il 28 febbraio 2013 da Tabulerase

papa benedetto28 febbraio 2013, ore 20,00, per espressa volontà del Sommo Pontefice, la Cattedra di Pietro sarà vacante ed inizieranno le procedure per l’avvio del Conclave che dovrà eleggere il Successore di Benedetto XVI alla guida della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Una scelta sofferta, ponderata e difficile quella del Papa; una scelta che  nella storia della Chiesa si è verificata solo altre sei volte, nei primi anni del cattolicesimo e, per ultimo, nel 1294 con il “gran rifiuto” di Celestino V.

Benedetto XVI, uomo colto e riservato, il teologo illuminato, il Papa della preghiera e della meditazione, ereditando dal suo illustre Predecessore Giovanni Paolo II° una Chiesa in cammino, che si era aperta al mondo come non mai, che era entrata al centro dell’attenzione di tutti i mass media, che ha dovuto affrontare non poche difficoltà, si è trovato suo malgrado ad imbattersi in problemi spinosi e difficili, quali quella dei preti pedofili, quella delle vicende controverse della Banca del Vaticano, lo IOR, e per ultima quella del maggiordomo infedele e, probabilmente, alcuni conflitti interni alla Curia Romana. Tutto ciò, non disgiunto dalle cause vere dell’abbandono, l’età avanzata e la salute precaria, hanno determinato l’avverarsi di un gesto inusitato, clamoroso e che ha suscitato nel mondo intero sentimenti di commozione, di gratitudine, di comprensione, di critiche, di illazioni ed interpretazioni a dir poco cervellotiche.

Per i Cattolici, per chi crede davvero nel Messaggio Evangelico non può che prevalere una sola primazia: la preghiera ed una lettura serena del gesto compiuto da Benedetto XVI, un Papa che per oltre 20 anni ha collaborato da Cardinale e fine teologo  nel modo più intenso con Papa Giovanni Paolo II, essendo il suo più vicino ed ascoltato collaboratore nella veste di Presidente della Congregazione per la Dottrina della Fede. Non sono stati otto gli anni di pontificato, ma molti di più, proprio perché durante il lungo Pontificato di Wojtyla il Cardinale Joseph Ratzinger ha svolto un ruolo di primissimo piano e con intensità di impegno.

Le folle che acclamano il Papa che sta per lasciare, la gratitudine dei fedeli verso questo Grande Uomo che segnerà la Storia della Chiesa e del Mondo intero, sono la migliore e più genuina chiave di lettura del “ritiro sul Monte” da parte di Benedetto. Probabilmente le interpretazioni più fantasiose sulle diatribe all’interno della Curia, le illazioni ed i gialli che vengono costruiti ad arte da talune testate giornalistiche, resteranno tali ed inesplorate, ma quel che è vero è che questa volta “vivente un Papa se ne fa un altro”.

L’auspicio che si coglie anche nelle parole e nei messaggi di questi ultimi giorni di Pontificato da parte di Benedetto XVI è che c’è tanta necessità di pregare perché la Chiesa viva e perché lo Spirito Santo illumini il Sacro Collegio ed i Cardinali elettori affinché scelgano un Papa vigoroso, giovane che interpreti con forza e determinazione i segni dei tempi, ma che soprattutto continui a guidare la Chiesa stessa con la saggezza dei suoi predecessori, eliminando se possibile ogni forma di distorsione che pure ci può essere all’interno dei Sacri Palazzi, rendendo trasparente e sempre più credibile la vera ed unica missione della Chiesa: evangelizzare e rendere possibile ciò che il mai troppo compianto Papa Luciani diceva: “…vorrei che se Gesù tornasse sulla terra trovasse una Chiesa come Lui l’ha lasciata”, intendendo con ciò un ritorno alle origini ed un a capacità di saper essere testimoni autentici del Vangelo di Cristo.


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