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Racconti di Pietroburgo – Nikolai Gogol

Creato il 25 febbraio 2016 da Maxscorda @MaxScorda

25 febbraio 2016 Lascia un commento

Racconti di Pietroburgo
“Siamo tutti usciti dal cappotto di Gogol’” e lo so, e’ banale iniziare con la piu’ che celebre esternazione di Fedor Dostoevskij ma alla fine e’ cio’ che meglio definisce l’autore o i suoi scritti.
Piu’ che leggere, i racconti di Gogol si rileggono perche’ tanto celebri e famosi, fanno parte di antologie e raccolte, recite e performance tali e tante da renderlo celebre anche ai lettori piu’ distratti.
I russi si sa, sono un capitolo a parte nella letteratura mondiale ma Gogol in qualche modo abbraccia il confine di un popolo e di un’epoca che si e fatta stile.
"Racconti di Pietroburgo" e’ una raccolta postuma con la citta’ russa al centro della narrazione o meglio e’ lo sfondo di vicende il piu’ delle volte surreali ma mai assurde, identificando in essa uno spazio che nelle parole di Gogol e’ a sua volta immaginario, spazio mutevole nel tempo, anzi mutante come gran parte dei suoi cittadini. Non a caso "La Prospettiva Nevskij" rappresenta la duttilita’ dello citta’ e dei suoi abitanti, dove nulla e’ come appare e le soprese si nascondono ovunque, nelle vie, nelle case e negli animi. "Le memorie di un pazzo" ispeziona dall’interno la folle stranezza che esce dal singolo individuo e si tramette nelle cose come ne "il ritratto", doppia storia di un quadro e della sua origine e ne "Il cappotto", dramma borghese che anticipa di decenni temi economici e sociali a un tiro di schioppo dal manifesto marxista. 
Restando sull’anticipazione non manca "Il naso", strano oggetto letterario che all’epoca ebbe vita complicata, del resto un naso che se ne va in giro per la citta’ spacciandosi per un ufficiale governativo, va oltre ogni semplificazione letteraria.
Storia e letteratura i cui echi si espandono sino al giorno d’oggi e ancora non cessano a fermarsi.
Fascino immutato nel tempo, Gogol sa sorprendere e anche divertire oltre le tragedie che in senso stretto, caratterizzano i racconti. Del resto anche la televisione degli episodi fantastici alla "Twilight zone" deve qualcosa al grande scrittore russo.
Tra le tante edizioni, ve ne sono molto economiche, percio’ niente scuse.


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