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The Wrestler, una dolorosa lotta sul ring della vita

Creato il 03 settembre 2014 da Nicola933
di Giuseppe T. Chiaramonte The Wrestler, una dolorosa lotta sul ring della vita - 3 settembre 2014

Genere: Drammatico
Regia: Darren Aronofsky
Cast: Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan-Rachel Wood
109 minuti
Anno: 2008

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di Giuseppe T. Chiaramonte. Il rock’n roll degli anni ’80. Pagine di giornale e riviste di sport che narrano le gesta di un grande campione di Wrestling. La voce dei vari speaker che hanno accompagnato i combattimenti di Randy “The Ram” nel suo periodo d’oro. I titoli di testa di The Wrestler fanno tornare indietro nel tempo lo spettatore e gli fanno vivere una vita di successi in poco più di due minuti oltre a inserirlo perfettamente nello spirito del film.
Randy, vecchio lottatore, non è più la star del wrestling da quasi vent’anni e vive costantemente alla giornata. Un bungalov del quale non riesce sempre a pagare l’affitto, un lavoro nei week end che non riesce mai a svolgere a causa dei combattimenti organizzati in spazi minuscoli e squallidi. Tutt’altra cosa rispetto ai grandi ring del passato.

Darren Aronofsky, con The Wrestler, è al suo quarto film e, tolta la parentesi di The Fountain – l’albero della vita, continua il suo percorso in cui ci racconta una storia di autodistruzione. Come il Maximillian di Pi- il teorema del delirio era ossessionato dalla corrispondenza tra natura e matematica e i protagonisti di Requiem For A Dream erano ossessionati dalla droga, dai soldi o dalla televisione, così anche Randy è in qualche modo ossessionato non solo d

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al suo successo che è ormai è sparito, ma anche dal passato. Il periodo storico che l’ha visto diventare leggenda è anche il periodo in cui è nato il vero rock, in cui i videogiochi erano dei giocattoloni che con pochi bit rappresentavano qualsiasi cosa sullo schermo, in cui si andava in giro con un furgone scassato che rappresentava uno status symbol e non c’era il rischio di rimanere da soli in un parcheggio, perché chiunque sarebbe passato a dare un’occhiata. Gli anni ’80 erano gli anni Veri.
È il tempo che passa il più grande nemico. Un nemico che Randy cerca in continuazione di combattere sul ring della vita, ma che ogni giorno gli sbatte in faccia la realtà. Il wrestler invecchia e basta uno sguardo ai suoi colleghi seduti attorno durante una sessione di autografi per capire di essere diventato un relitto che appartiene irrimediabilmente al passato. Randy è un Sisifo moderno che porta sulle spalle il peso di un successo che non gli appartiene più, ma continua imperterrito a spingerlo verso una vetta ormai irraggiungibile.

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Il regista ci accompagna durante quasi tutto il film con lo sguardo del protagonista. La macchina da presa a spalla segue Randy che cammina in ogni luogo. Una personificazione quasi totale che raggiunge un picco estetico nel momento di una straordinaria soggettiva sonora in cui si mischiano l’ambiente sonoro immaginario del ring con quello reale del retro del bancone di un supermercato.
Al fianco di Randy troviamo la dolce Cassidy, spogliarellista dal cuore tenero e con la quale il lottatore ha un rapporto molto speciale. Cassidy è l’unica persona con la quale Randy ha un dialogo sincero che fuoriesce dal mondo del wrestling, ad esempio quando la donna cerca di far riavvicinare il suo amico alla figlia.
In questa intensa pellicola, risalta la monumentale recitazione di Mickey Rourke, cambiato nel fisico e nello spirito in una trasformazione totale. Non da meno sono le comprimarie Marisa Tomei, la Cassidy di cui sopra, che con il solo sguardo restituisce un personaggio complesso quanto lo restituisce il fisico di Mickey Rourke. E la giovane Evan Rachel Wood, che con una prova degna di un veterano della recitazione, veste i panni della figlia di Randy.

Vincitore del Leone d’Oro per la miglior regia al Festival di Venezia del 2008, The Wrestler è un film in cui viene data una possibilità al protagonista: riscattarsi da una vita misera affrontando il presente nel modo giusto e con coscienza di sè, ma il mondo odierno rimane una persona senza testa che porge dei soldi, mentre Randy rimane seduto di spalle nell’angolo di uno squallido spogliatoio.

★★★★★

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