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Tre dirigenti per un giovane funzionario

Creato il 31 marzo 2014 da Propostalavoro @propostalavoro

Tre dirigenti per un giovane funzionario“Troppi dirigenti, troppo anziani, che non ruotano e per i quali si è formata una giungla retributiva che non risponde né a criteri meritocratici né a elementi oggettivi”, così il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia, riassume, in un’ intervista al corriere della sera, il senso del compito per cui è stata chiamata da Matteo Renzi: tagliare la spesa e riformare la Pubblica amministrazione. Lo scopo del Ministro è quello di avviare un processo graduale di riduzione dei dirigenti della PA e più in generale dei dipendenti vicini alla pensione, per favorire l’ingresso dei giovani: “Se in un posto mando in pensione leggermente anticipata 3 dirigenti, non devo per forza sostituirli, magari al loro posto basta prendere un funzionario. Con questa staffetta generazionale, riduco, svecchio e risparmio”.

Staffetta generazionale insomma, proposta che ha subito suscitato la polemica della collega di governo Stefania Giannini, Ministro della Pubblica istruzione, che invece sostiene che “un sistema sano, non ha bisogno di mandare a casa anziani per fare entrare i giovani. Non amo il collegamento tra chi va a casa e chi entra, perché ci deve essere l’alternanza costante che deriva da un flusso normale”. Certo, tra la Riforma delle pensioni della Fornero, il blocco del turn over, il precariato dilagante dei giovani nella PA, non si può certo dire che quello attuale sia un sistema completamente sano ma rientra nella logica esclusiva di far tornare i conti a posto (almeno da Monti in poi), ma oltre questo non va. Trovare dunque un escamotage per provare ad assumere giovani, svecchiando il personale della Pubblica amministrazione, non sembra un’idea poi così malvagia. Però bisognerà capire, dati alla mano, la portata delle nuove assunzioni. A tal proposito il Ministro intende attingere innanzitutto ai vincitori di concorso nelle amministrazioni centrali, dando loro un diritto di precedenza, mentre per i precari ipotizza dei punteggi da far valere in concorsi aperti a tutti.

E sulla proposta del ministro Madia si è espresso anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, alla trasmissione Che tempo che fa: “credo che sia ragionevole pensare di svecchiare un po’ la nostra Pubblica Amministrazione”. La riforma della Pa procederà parallelamente ai tagli agli stipendi dei dirigenti pubblici che serviranno proprio a finanziare il turn over. Insomma a quanto pare le direttrici saranno: svecchiamento, taglio e tetto massimo per gli stipendi dei grandi manager pubblici (compresi pensioni e vitalizi), prepensionamenti per favorire l’ingresso dei giovani, sblocco del turn over. Detto così… non fa una piega. Non ci resta che attendere aprile, il mese dedicato a queste riforme.

Alessia Gervasi


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