Magazine Pari Opportunità

Un articolo e un’intervista di cui potevamo fare a meno.

Da Marypinagiuliaalessiafabiana

L’emancipazione femminile fa paura.

Fa tanta paura che appena si può, si rilasciano interviste e si scrivono articoli dagli iperbolici titoli:

Donne che odiano gli uomini

Picchiano. Violentano. Sottomettono. Lo pischiatra Andreoli spiega la rivalsa delle Rambo sui maschi.

L’intervista di Andreoli (già di per sé abbastanza “infelice” nei contenuti, a mio parere) è stata inserita in un articolo che non fa altro che strumentalizzarla per alimentare misoginia e minimizzazione della violenza contro le donne, a partire dal titolo nel quale le donne sono definite dei “Rambo che picchiano, violentano e sottomettono”, fino ad arrivare alla data di pubblicazione, fin troppo vicina al 25 novembre, giornata internazionale per la lotta alla violenza contro le donne. Sembra quasi un tentativo di svilire quella data e le tematiche che essa costringe ad affrontare.

Andreoli, che non è uno qualunque, ma un professionista spesso presente quando si parla di un certo tipo di crimine, rilascia a “Lettera 43″ un’intervista nella quale parla di emancipazione femminile, in un modo che lascia profondamente perplessi.

Egli prende atto di un “cambiamento culturale profondo”, del quale, però, noi, che ogni giorno denunciamo casi di violenza, di mercificazione, di tentativi di ritorno al passato (come nel caso della L194 costantemente sotto attacco), non ci siamo accorte.

Caso mai sono le donne ad essere cambiate, a voler cambiare, emanciparsi, migliorare. E a molti questo non piace. Come dicevo, fa paura. E, invece che interrogarsi sui motivi per i quali si tenta di intralciare la piena realizzazione femminile, si preferisce parlare “della spaventosa violenza verbale delle donne al volante”.

I cambiamenti delle donne, che in numero sempre maggiore agiscono in modo violento (anche dal punto di vista sessuale), per Andreoli sono dovuti al fatto che “non esistono più, per esempio, le scuole separate per maschi e femmine. Persino i giochi d’infanzia non rispecchiano la vecchia distinzione di ruoli tra i due sessi”.

A parte il fatto che nel mondo dei giocattoli la vecchia distinzione in base al sesso non solo esiste ancora, ma si è andata via via ancor più marcando (come denunciamo nella nostra campagna “Libera infanzia”), non riesco a capire come mai, il libero accesso ad un giocattolo “maschile” o la frequentazione di classi miste, possa portare ad un comportamento “violento” come quello di cui si parla nell’intervista.

Ma, c’è di più. La violenza agita dalle donne sugli uomini scaturirebbe anche, continua Andreoli: “dall’attuale primato di intelligenza riconosciuto al gentil sesso pure nelle materie un tempo considerate “maschili”, come fisica o matematica”.

Insomma, essere intelligenti e preparate fa male alle donne, le rende violente (chissà, forse, se restassimo ignoranti e ci fosse negato l’accesso all’istruzione le cose andrebbero meglio.).

Non poteva mancare in questa intervista, anche un discorso in materia di sessualità femminile.

Che la libertà sessuale delle donne sia oggetto ancora oggi di lotta, lo abbiamo tante volte testimoniato (ad esempio: qui, qui e qui), che ci siano ancora persone che non tollerano la libertà di scelta in materia di maternità, per esempio, ad Andreoli, non risulta, non lo sa.

Infatti, per lui “l’attuale regia nelle relazioni sessuali è femminile” e  ”la sessualità d’organo, nella quale l’uomo era più forte, sta perdendo importanza”.

E, se fosse vero, meno male, sarebbe l’ora! Saremmo le prime a gioirne. Meno di un anno fa, Mary scriveva questo articolo e molti altri ne abbiamo pubblicati denunciando sempre la stessa cosa: la sessualità femminile e il piacere femminile sono ancora negati in vari modi, il rapporto sessuale è visto ancora in funzione del piacere maschile, è ancora tutto incentrato sulla penetrazione. Per non parlare delle continue offese che si indirizzano ad una donna quando vive la sua sessualità in modo libero e disinibito.

Io sono convinta che la perdita di importanza della “sessualità d’organo” sia una cosa positiva per tutti, non solo per le donne.

Così come sono convinta che dare spazio ad una simile intervista sia un gravissimo errore in un paese come il nostro dove 7 milioni di donne hanno subito almeno una volta nella loro vita un episodio di violenza. In un paese dove lo stupro è ancora giustificato e minimizzato. Trovo offensive le affermazioni di Andreoli che eliminano in poche righe le sofferenze, le violazioni, le morti, le maternità indesiderate, legate alla “sessualità d’organo”, “dominante” che per secoli è stata usata dagli uomini per “controllare” le donne.

Insomma, sarà pur vero che esistono donne violente, che sono in aumento casi di violenza di genere “al contrario”, ma non confonderei questi casi “patologici”  con le sacrosante rivendicazioni ad una sessualità libera, ad una ricerca del piacere femminile, ad una legittima e positiva affermazione, all’interno di un rapporto di coppia, di quel che si vorrebbe (o non si vorrebbe).

Infine, care donne, visto che abbiamo frequentato classi miste, che abbiamo potuto scegliere giocattoli “maschili” (?), che deteniamo la regia in campo sessuale e che siamo più intelligenti e brave in materie “maschili”, siamo anche destinate a fallire come madri, come educatrici, ma, attenzione, solo nel caso ci capiti di avere un figlio maschio che potrebbe, secondo Andreoli “venir su come una specie di efebo”.



Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

Da Nico Carlucci
Inviato il 17 maggio a 20:17

mi avete contattato tramite Spam!!! It's incredible