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1048 - sala d'attesa (e vaccini)

Da Maricadg
Quando andiamo dal pediatra ci sono due sale d'attesa: "well waiting" e "sick waiting", da scegliere in base allo status del bambino. Non so se sia ovunque cosi (non mi era mai capitato di andare dal pediatra prima dell'arrivo di Little D), ma ho sempre pensato che sia proprio una buona idea.
Siamo sempre stati nel "well waiting" per fare i controlli di routine, tranne la settimana scorsa quando sono andata a far controllare Little D che aveva la febbre alta e sono entrata nel "sick waiting"... ed era pieno di bambini che tossivano :-/. Per fortuna hanno avuto pieta' del piccolo D, e ci hanno fatto entrare subito nella saletta del dottore e lo abbiamo aspettato li', evitando possibili contagi :-).
Alla fine si e' rivelato che era una semplice febbre da reazione ai vaccini, cosa a cui non avevamo assolutamente pensato visto che il vaccino era stato fatto 10 giorni prima, ma pare che per quel tipo specifico di vaccino l'eventuale febbre si sarebbe manifestata appunto 7-10 giorni dopo.
Non voglio parlare di "vaccino si, vaccino no", perche' si puo' dire tutto e il contrario di tutto (si puo' dire del tofu, figuriamoci del vaccino :-D), penso semplicemente che ognuno scelga in base a quello che ritiene essere il bene del proprio figlio (... del proprio figlio...).
Mi sembra pero' che qui vaccinarsi sia piu', come dire, "normale".
Conosco diverse persone in Italia che non sono favorevoli ai vaccini, cosi' come ho letto diversi post di persone italiane non favorevoli ai vaccini; qui invece non conosco abbastanza persone per farmi una buona idea di quello che sia il pensiero generale. Vedo che pero' obiettivamente ci si vaccina di piu'.
Per esempio ho scoperto che qui il vaccino per la varicella e' obbligatorio mentre in italia non lo e'.
Oppure qui il vaccino per l'influenza (che non e' obbligatorio ma e' altamente  consigliato) lo fanno anche al supermercato o in palestra. E noi lo abbiamo dovuto fare quando avevamo presentato la domanda per la green card. E credo che per diverse persone che lavorano a contatto con il pubblico sia piu' o meno obbligatorio.
Ricordo che quando prendevo l'autobus quasi ovunque c'era la pubblicita' per il vaccino anti-influenza: la foto di un bambino in eta' scolare a letto con affianco la mamma che gli misurava la febbre, e un testo che diceva all'incirca "ogni giorno a casa da scuola e' anche un giorno a casa da lavoro", nel senso che se il bambino si ammala qualcuno deve stare a casa con lui e non puo' andare a lavorare.
Mi sembra che l'idea e' che se ci si ammala si perdono tempo, energia e denaro.
Si, ci si fanno gli anticorpi, si da che mondo e' mondo tutti i bambini hanno preso l'influenza, si sono ammalati e sono sopravvissuti, non lo metto in dubbio.
Pero' e' anche vero che si perdono tempo, energia e denaro.
Per esempio quel giorno io dovevo andare dal dentista a togliere i denti del giudizio, ma la febbre non scendeva (nonostante il Tylenol, e non sapevamo fosse semplice reazione al vaccino), e siccome il "piano" prevedeva che il marito doveva portarmi e riportarmi (causa forte anestesia) e che Little D doveva venire con noi (e stare un paio d'ore a zonzo con il papa'), abbiamo dovuto annullare il tutto all'ultimo, facendo perdere denaro al dentista (che in fondo chissene, con tutti i soldi che c'ha!), energia a me (che mi ero preparata psicologicamente, con tanto di notte insonne ed incubi) e tempo al papa' (che aveva lavorato di notte per poter stare a casa la mattina dopo).
[siccome qualcuno tirera' fuori l'autismo, questo e' quello che dice il CDC; alla fine e' tutto una questione di fidarsi di qualcuno piuttosto che di qualcun altro]

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