Il 17 novembre 1942 nasce Martin Scorsese.
Il regista newyorkese originario di Polizzi Generosa, località siciliana in provincia di Palermo, dopo i primi cortometraggi esordì alla regia nel 1968, dirigendo “Chi sta bussando alla mia porta?”. Il film, ambientato nel quartiere di Little Italy, New York, evidenzia il forte legame di Scorsese nei confronti della grande mela e, in particolare, nei confronti delle sue origini italiane: si tratta di ambientazioni e temi che faranno da filo conduttore in tutta la sua filmografia.
A proposito di ricorrenze, nella sua lunga carriera Scorsese ha intrapreso collaborazioni durature con attori divenuti nel tempo veri e propri feticci. Tra tutti spiccano tre nomi: Harvey Keitel, Robert De Niro e Leonardo Di Caprio.
Incontriamo Keitel soprattutto nelle prime opere di Scorsese (“Chi sta bussando alla mia porta?”, “Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno”, “Alice non abita più qui”); De Niro rappresenta il periodo delle grandi affermazioni di pubblico e di critica (“Taxi Driver”, “Toro scatenato”, “Quei bravi ragazzi”), Di Caprio è il simbolo dello Scorsese contemporaneo, quello degli Oscar finalmente conseguiti con “The Departed”, quello dello strepitoso successo commerciale di “The Wolf of Wall Street”.
In definitiva il cinema di Martin Scorsese ha subìto, col tempo, un processo di metamorfosi: dalla violenza di “Mean Streets” alla delicatezza di “Hugo Cabret”, vero e proprio omaggio alla storia della cinema. Con tali cambiamenti, Scorsese si è trovato a disorientare e spiazzare il suo pubblico in più di un’occasione, ma senza mai perdere del tutto la capacità di tratteggiare personaggi destinati ad andare alla deriva.