Chissà perchè Serse è tanto effeminato mi chiesi anni fa, quando al cinema vidi 300, il capolavoro di Snyder. Sembrava appena sceso da un carro multicolore del gay pride di Rio de Janeiro, con quel vocione baritonale tipico di un transgender fumatore di sigari. Dunque ieri, esordio del sequel, ero gasato dall’idea di voler trovare una risposta al mio pluriennale dilemma, un’eccitazione che però è stata disillusa dall’assenza di una valida storia. O meglio, la parabola dell’ascesa di Serse è ben raccontata, ma il dettaglio che andavo avidamente a cercare nei sottotesti della trama proprio non l’ho trovato.
Ma Leonida è già partito alla volta degli Efori, i porci incestuosi che in 300 vegliavano sull’oracolo, sicchè Temistocle torna all’accampamento senza il favore degli spartani, conscio di dover guidare una resistenza via mare finchè Leonida non avrebbe potuto raggiungerlo con l’armata di Sparta. Dopo furiosi scontri e molte vite perdute, Atene viene a conoscenza che Leonida è partito per le Termopili con la sua guardia reale (i 300 spartani) e che non andrà in suo soccorso. Temistocle dunque organizza la guerra senza però riuscire a vincerla. Sconfitto da Artemisia, invoca l’aiuto di tutta la Grecia e di Sparta a pochi giorni dalla morte di Leonida e la caduta delle Termopili per mano di Efialte, il gobbo traditore. Sarà quel martirio a trainare in guerra tutte le città stato greche e assaltare sul finale l’armata persiana, ormai allo stremo.
Anche Temistocle è un protagonista non proprio azzeccato. La sua visione degli eventi e l’approccio che adotta per contrastare il disastro non regge il confronto con quello di Leonida. Il re Spartano era sanguigno, guerrafondaio, amante dello scontro e con un patriottismo ai massimi livelli. Aveva un senso di responsabilità verso la sua gente così forte che in battaglia ci è morto per davvero, a differenza di Temistocle che non ha perso occasione per chiedere continuamente aiuto. Lui stesso si stupisce di come un’armata di artigiani non addestrati possa resistere alla potenza persiana. Una razza diversa quella degli Ateniesi che porta poca empatia verso Temistocle e le sue motivazioni, non proprio ferree. Artemisia per contro sembra un personaggio forte, che sul finale cede alla fragilità, quasi a mostrare il suo lato greco (era graca di nascita) da tempo rinnegato.