Magazine Diario personale

"38"

Da Momo @Kur0M0m0
"Accidenti...è salita a 38...", pensai. La febbre era salita, ed era pure da tempo che non mi veniva. Continuava a piovere. Non aveva alcuna intenzione di cessare.
"Non mi resta altro che bere un thè caldo, e dormire..." pensai, alzandomi lentamente con i dolori in tutto il corpo.
Preparai un recipiente di acqua e la misi a scaldare, immersa nei miei pensieri. La testa mi batteva così forte, e avevo un caldo terribile. I brividi non volevano fermarsi, percorrendo tutto il corpo avvolto in un panno verde smeraldo. Lo stesso verde, che sicuramente adorava Keiko.
"Keiko...chissà cosa starai facendo oggi..." pensai. Quando l'acqua fu pronta, la versai in una grande tazza su cui era disegnato un tulipano. Adoravo i tulipani, erano i miei fiori preferiti, soprattutto quelli dalle sfumature arancioni.
Mi sedetti sulla poltrona rossa, unica amica e testimone dei miei sentimenti, nel silenzio accompagnato dal rumore della pioggia.
"Mah..." pensai, sorseggiando il thè bollente al punto da scottarmi le labbra.
Ad un tratto suonò il campanello d'ingresso.
"Eh?! Chi può essere?!" pensai. Appoggiai il thè caldo sul tavolino e andai a vedere chi fosse.
"Chi è?" chiesi.
"Sono io, Yu." rispose il tizio alla porta.
"Chissà cosa vorrà?" pensai, mentre aprii la porta. Misalutò con un grande sorriso, ma la sua espressione mutò di colpo quando mi vide avvolta nel panno.
"Cos'hai? La febbre?!" chiese lui appoggiandomi la sua grande mano sulla mia fronte.
"Eh sì...no ti conviene tanto starmi accanto..."replicai.
"Non ti preoccupare, non sono così deboluccio come te!" esclamò ed entrò in casa.
"Dimmi, hai bisogno di qualche libro?"
"A dire il vero volevo solo dirti una cosa..."disse, guardandomi serio.
"Mi preoccupi, sai?!"
"Non devi...e poi sono io che sono preoccupato per te..."disse lui. Mi guardava con un intensità tale da farmi venire i brividi...già quelli che avevo non erano abbastanza!
"Quindi? Di cosa si tratta?" chiesi. Lui mi sorrise.
"Perchè non esci più? Non ti vedo più uscire...fai ancora il doposcuola? Il violino? E stai ancora frequentando o stai marcendo quì in casa?"
"Ma a te che cosa diamine ti importa?!" chiesi perplessa.
"Mi importa. E poi sarà anche per quello che ti è venuta la febbre! Ti trascuri..."
"Ma stai zitto! Sei venuto solo per farmi della predica?! Forse non lo sai, ma la secchiona che tu conosci ormai preferisce starsene per conto proprio. Devo scrivere, ed è il momento di mettermi in gioco solo du quello." esclamai scocciata, e lui scosse la testa in segno di disappunto.
"Non è così che si vive. Te l'ho sempre detto che un pazzo accanto a te ci vorrebbe."
"Beh uno ce l'ho, è davanti a me...Però con questo che cosa vuoi dire?! Non ci arrivo...sarà la febbre!" esclamai mettendomi una mano sulla fronte. Iniziavo a sentire la testa battere sempre più forte. Chiusi per qualche istante gli occhi, e sentii qualcosa: un nuovo calore, una morsa di due braccia che mi avvolgevano e scaldavano più di quello stesso panno.
"Ma...cosa..." mi chiesi. Riaprii gli occhi e mi accorsi solo allora che Yu mi stava abbracciando.
"Era da tempo che...volevo sapere se eri di ghiaccio...solo ora ho capito che non lo sei." disse, e si allontanò da me.
"Che...che intenzioni hai?" chiesi sconvolta da quelle parole.
"Lo capirai molto presto. Ora devo andare, scusami...." disse lui e se ne andò fuori di casa.
"Non capisco...non capisco più niente..." dissi. e riafferrai la ciotola di thè ormai divenuto freddo. Il mio riflesso stava annegando nell'arancio del thè. E io annegai i miei pensieri sorseggiandolo.
"Quindi lui.....prova qualcosa per me?! Ma da quanto?!" pensai. No, non era lui ciò che volevo. Quella confessione, detta così...non era la stessa magia del bacio di Keiko.
Poi mi illuminai, tra un sorso e l'altro: era da tempo che me lo chiedevo, e non avevo mai ottenuto risposta.
"E se il responsabile dei post-it che mi piazza sull'agenda si stesse mostrando a me? E se fosse ...lui?"pensai. Proprio in quel momento decisi di prepararmi un altra tazza di thè bollente, pur di scaldare il mio sangue gelato dai miei sospetti.

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