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5 libri da leggere: Giuliano Pavone

Creato il 08 marzo 2011 da Libriconsigliati



Abbiamo chiesto a Giuliano Pavone, autore di L’eroe dei due mari, già recensito sulle nostre pagine, di scegliere cinque libri che ritiene essenziali per la sua formazione, cinque titoli che, in definitiva, sente di poter consigliare ai nostri lettori. Ringraziando Giuliano per la sua disponibilità, apriamo con questo intervento la rubrica “5 libri da leggere“.

Il bacio della donna ragno

Il bacio della donna ragno

Pavone Cinque libri formativi? Difficilissimo, per me. Di belli, emozionanti, stupefacenti ne saprei segnalare decine. Ma “formativi” mi mette in crisi. Perché è troppo definitivo. E il mio giudizio cambia troppo in fretta. E la memoria archivia. E poi credo che davvero buonissima parte dei libri che ho letto abbiano lasciato qualcosa, nelle vita o nella scrittura, ma quanto a sceglierne cinque…
Formativi sono stati i libri dell’infanzia e dell’adolescenza, da La guerra dei bottoni ad Asimov; formativi sono stati i classici, letti un po’ alla rinfusa nella prima maturità. Poi ho semplicemente continuato a leggere.
Un libro, diverso da tutti gli altri, che mi ha folgorato e incatenato a sé, è stato Il bacio della donna ragno, di Manuel Puig. È un lungo, unico dialogo fra due carcerati durante la dittatura militare in Argentina. Niente descrizioni, nessun altro personaggio, ma è incredibile quante cose riesca a dire e come risulti appassionante. È la dimostrazione che, a essere bravi davvero, si può scrivere un grande romanzo infischiandosene di regole e convenzioni.

Una certa influenza nell’insegnarmi a scrivere cose serie in modo comico e viceversa l’hanno avuta il primo BenniPennac. E poi un autore inglese non troppo conosciuto in Italia: John O’Farrell. L’ultimo dei suoi tre romanzi si chiama Può avere effetti indesiderati, una spietata satira sullo spirito competitivo e l’eccesso di aspettative con cui i genitori delle classi medio alte si occupano dell’educazione dei propri figli. Non so cos’hanno questi inglesi, ma quando vogliono farti ridere ci riescono in un modo spiazzante eppure lineare, senza arzigogoli.

Essendo un appassionato di calcio, l’espressione “romanzo di formazione” mi richiama alla mente delle storie in cui ci sono delle squadre che scendono in campo. Una di queste si chiama L’inattesa piega degli eventi, e l’ha scritta Enrico Brizzi qualche anno fa. Brizzi immagina un’Italia del 1960 ancora fascista, come se il duce avesse vinto la guerra, e decide di descriverla da un angolo visuale quantomeno insolito: un fantomatico torneo di calcio delle colonie africane. Una metà del merito di Brizzi sta nell’aver avuto una simile idea, l’altra nell’essere riuscito a svilupparla in modo credibile e documentato.

Strade bianche

Strade bianche

Il romanzo più bello che abbia letto nell’ultimo anno si chiama Strade bianche e l’ha scritto Enrico Remmert. Qualcuno l’ha definito un road movie dell’anima: un musicista affronta un viaggio da Torino alla Puglia a bordo di un’auto da scuola guida in compagnia della sua ragazza (che ha deciso di lasciarlo) e di un’amica comune. Gli stati d’animo e le relazioni fra i tre emergono attraverso i racconti in soggettiva ora dell’uno ora dell’altro. Ho trovato questo libro una sintesi perfetta fra leggerezza e profondità, fra originalità e adesione a canoni condivisi.

Il quinto libro… è quello che devo ancora leggere. Che non vuol dire niente ma fa sempre il suo effetto. O perlomeno asseconda la mia pigrizia.


Giuliano Pavone per Libri Consigliati


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