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“6 in Stand-By” di Silvia Scibilia

Da Vivianap @vpicchiarelli

6-in-stand-byLei, sensibile e sentimentale, lui, concreto e ambizioso. Due strade che si incrociano, un destino che li mette alla prova. Laura non si riconosce più nella sua storia d’amore con Massimo: una volta sposati sono cambiate le prospettive e la sicurezza della loro unione sembra improvvisamente vacillare, e di mezzo c’è anche un figlio. Che cosa fare? Riprendere in mano la propria vita o stare a guardare la propria relazione mentre se ne va in frantumi? Un compromesso: lasciare tutto in stand-by. Una storia toccante e travolgente, che mette a nudo i sentimenti di un uomo e di una donna visti nelle loro fragilità, nelle loro inquietudini. Un viaggio in flashback per ricomporre i tasselli di vita di un amore, ma non solo, perché questo romanzo è molto di più… Tocca temi attuali come la gelosia, la morte, le difficoltà matrimoniali, arrivando ad essere, grazie alla sua semplicità, un’eco di speranza e di fiducia.

 

Una narrazione a due voci, quelle di Laura e Massimo, un continuo avanti e indietro nell’arco temporale di dieci anni, per parlare di una storia d’amore, vera, attuale, amara, passionale… simile a quella di tante coppie.

La conoscenza e il primo approccio, l’innamoramento e la passione, il matrimonio e l’amore, e, infine, la crisi. Crisi che poi è l’inizio del romanzo. La storia prende avvio, infatti, con Laura che mette in “stand-by” Massimo, perché è talmente tanta l’abitudine che non sa più distinguere quello che ha da quello che vorrebbe avere.

Se Laura è una svagata cronica, irrazionale, istintiva, volubile e sempre disponibile, Massimo è un uomo razionale, misurato, che pianifica ogni cosa.

Due mondi agli antipodi. Eppure si trovano e pensano di potersi incontrare a metà strada. La débacle, però, è inevitabile se tutti e due smettono di essere se stessi fino in fondo per compiacere l’altro.

Laura e Massimo sono vittime della loro pigrizia e vigliaccheria, dell’indifferenza reciproca e dei silenzi che pesano più di un tradimento o di una bugia.

Il fatto che sia proprio l’accomodante Laura a mettere in pausa il rapporto, a ridiscutere la propria vita e di conseguenza quella degli altri, lascia tutti spiazzati.

Nessuno sa, però, che Massimo, l’uomo tutto d’un pezzo, granitico e prevedibile, non è esente da difetti e ha fatto l’errore di trattare sua moglie come una bambola invece che come una donna…

Il romanzo è un continuo alternarsi di errori, ripicche, porte chiuse e riaperte, in un oscillante insicurezza che è poi quella che attanaglia ognuno di noi.

 


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