A dieci anni dall'invasione, Guardian e BBC Arabic svelano la guerra sporca irachena

Creato il 24 marzo 2013 da Andreaintonti

Baghdad (Iraq) - Mentre la Spagna aspetta gli esiti dell'inchiesta aperta dal ministro della Difesa in merito al video sulle torture pubblicato da El País qualche giorno fa, in Gran Bretagna il ministro degli Esteri William Hague vieta ai membri del governo di parlare della guerra in Iraq durante il decimo anniversario dell'invasione. Attraverso una lettera privata - si legge sul sito aperto dai Radicali per raccontare i retroscena sull'assassinio di Saddam Hussein - ha ricordato ai membri del governo che la posizione comune è quella di non farsi coinvolgere «in quelle controverse questioni che condussero il Regno Unito in un conflitto che spaccò il Paese e che ha causato la morte di quasi 200 soldati britannici e decine di migliaia di iracheni». L'intento è quello di aspettare la pubblicazione del rapporto finale dell'inchiesta guidata da tre anni da Sir John Chilcot per esprimersi sul coinvolgimento britannico nella guerra.


qui il documentario in versione integrale: James Steele: America's mystery man in Iraq

Scoppia, inoltre, l'ennesimo scandalo americano. Grazie ad un'indagine realizzata in collaborazione tra il Guardian e la BBC Arabic durata 15 mesi, si scopre infatti che il Pentagono ha inviato in Iraq due colonnelli - veterani delle “dirty wars” statunitensi in America Centrale - per creare una rete di centri di detenzione e tortura necessari ad ottenere informazioni dai ribelli. Si tratta, stando alla ricostruzione britannica, di James Steele, 58enne che ha partecipato alle guerre in Salvador e Nicaragua e James H. Coffmann, anch'egli veterano statunitense, che riferiva direttamente a David Petraeus, ex capo della Cia. Steele venne inviato, su diretta disposizione dell'allora Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, per gestire il corpo paramilitare del Pentagono inviato per porre fine all'insurrezione sunnita. Il compito di Coffmann era invece quello di addestrare le nuove forze di sicurezza irachene. A lui, responsabile del monitoraggio dei centri di detenzione, l'inchiesta imputa un coinvolgimento con lo “scandalo delle torture”. Per nessuno dei due, però, vi è alcuna prova di responsabilità diretta nelle pratiche. 
Prove che peraltro compongono le 91 pagine di un dossier presentato l'11 marzo da Amnesty International che racconta di un paese che ha visto la caduta di Saddam Hussein ma che rimane vittima degli abusi verso la popolazione civile e che si sta trasformando in un paese per contractors e signori delle guerra, dove aumentano le malattie mentali per gli shock di guerra e le malformazioni dei bambini di Falluja e Bassora per effetto dell'uranio impoverito, piombo, mercurio e diossina. 
Pacchetto omaggio della democrazia esportata.

Per approfondire:
I documenti declassificati sulla guerra in Iraq
(da The National Security Archive) . 

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