Lanciarsi alla scoperta di un luogo da soli è forse l'essenza stessa della gioia del viaggiare, ma qualche eccezione a volte la si può fare. Avere qualcuno del posto – un "locale" – che ti fa da Cicerone e ti porta a conoscere angoli nascosti o poco noti in cui altrimenti non ti imbatteresti mai, è un grande lusso.
Ero ad Hanoi già da due giorni e avevo ancora tanto da scoprire quando mi proposero una visita guidata della città; se fosse stata una normale visita guidata avrei detto subito di no, ma in questo caso accettai entusiasticamente perché si trattava di una guida speciale: uno studente dell'università di Hanoi.
Thuy mi è venuta a prendere alla mia homestay, puntualissima e con un grande sorriso stampato in faccia. Lei, come tanti altri suoi coetanei, studia italiano all'università di Hanoi e punta a lavorare nel mondo del turismo. Con mia grande sorpresa si mette a parlare in un italiano correttissimo (saprei fare altrettanto io se dovessi imparare il vietnamita?) e prima di tutto mi ringrazia perché poter fare esercizio con una persona italiana è una cosa per lei preziosissima (ma anche per me!).
Cosa ho già visto e cosa vorrei vedere? A me la scelta di dove andare. Siamo sulla strada che porta al Mausoleo di Ho Chi Minh, il luogo più sacro del Vietnam e meta di pellegrinaggio per ogni vietnamita (qui è conservato il corpo di Ho Chi Minh, il padre della patria); oggi purtroppo è lunedì quindi è chiuso ma oltre al mausoleo c'è molto da vedere. La nostra visita può cominciare da lì.



Thuy mi propone di spostarci verso il Quartiere Vecchio, di cui non avrò sicuramente visto tutto, e probabilmente mi odia quando le propongo di andarci a piedi, ma acconsente. Mentre mi insegna ad attraversare la strada senza farmi travolgere (lezione che mi sarà utilissima per il mio viaggio in Vietnam) e mi fa domande sull'Italia, sulle abitudini degli italiani e giochiamo a fare confronti con il Vietnam, siamo praticamente arrivate nel cuore della città.
Ridendo e scherzando ci è venuta fame. Thuy mi chiede se voglio provare un pranzo tipicamente made in Hanoi: ovvio che sì! Una signora, fornelletto e qualche sgabello alla mano, sta cucinando sul ciglio del marciapiede qualcosa che sembra essere delizioso. Proviamo. Il mio pranzo di quel giorno (tofu fritto, rice noodles, erbette e intingoli) resterà tra i più memorabili di tutto il mio viaggio.

Quindi via a esplorare il quartiere vecchio! Thuy mi spiega che qui, nel cuore commerciale della vecchia Hanoi, ci sono 36 diverse strade suddivise per categoria: c'è chi vende vestiti, chi pellame, tessuti, cibo, lapidi, fiori (c'è di tutto). Anche se negli ultimi anni questa zona della città è diventata una bolgia di ristoranti e hotel per turisti, dietro la facciata turistica c'è ancora molto di autentico. Basta andare alla scoperta e lasciarsi perdere tra le vie (prima o poi nel Quartiere Vecchio ci si perde comunque).



Percorriamo per tutto il suo perimetro l'Hoan Kiem, il lago vicino al Quartiere Vecchio. Thuy mi racconta che Hanoi è circondata da laghi e ognuno ha una sua storia. Hoan Kiem significa "Lago della Spada Restituita" perché la leggenda racconta che l'imperatore Le Loi un giorno era nei pressi del lago mentre pensava alla strategia da adottare per sconfiggere la dinastia cinese Ming. Ad un tratto gli si avvicinò una tartaruga con in bocca una spada dai poteri magici, in grado di dare all'imperatore la forza di 1.000 uomini. Le Loi sconfisse i cinesi e dopo aver vinto la battaglia costruì una pagoda – il Ngoc Son Temple – per rendere omaggio alla tartaruga. Si dice che nel lago ci siano ancora delle tartarughe, tra l'altro enormi (un esemplare morto nel 1968 pesava 250 kg!), e che vederle sia un segnale di fortuna (purtroppo io non ne ho viste).
La nostra giornata insieme è terminata (siamo stanche morte): io e Thuy rientriamo, questa volta però, suggerisce Thuy, in pullman.
Un grazie speciale a Thuy e al mio amico Lam per avermi dato quest'occasione!