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Abusi di potere e detenzioni pesanti in Egitto

Creato il 01 giugno 2015 da Marianna06

Al-Azhar_University_Minaret

Almeno 2600 persone – almeno la metà delle quali appartenenti alla Fratellanza musulmana – sono morte nelle violenze avvenute nel paese nell’ultimo anno e mezzo, dal 30 giugno 2013. A denunciarlo è il Consiglio nazionale per i diritti umani secondo cui il giro di vite sui simpatizzanti dell’ex presidente Mohammed Morsi si traduce spesso in arresti arbitrari e incriminazioni preventive “equiparabili a punizioni per crimini non commessi”.

Nel presentare il rapporto, Mohammed Fayeq, presidente dell’organismo ha dichiarato che le celle di detenzione dei commissariati di polizia “superano del 400% le loro capacità “, mentre quelle delle carceri arrivano al 160%. L’attivista ha denunciato inoltre che “il fenomeno della morte in detenzione era scomparso dopo le rivolte del 2011, ma da allora ha fatto una rimonta. Non vi è alcuna prova che i morti in cella siano deceduti a causa delle torture, ma non c’è nulla a dimostrare il contrario”.

Un altro gruppo per i diritti umani, l’Arabic Network for Human Rights ha pubblicato un rapporto critico sulla questione della lunga detenzione di sospetti, accusando le autorità di utilizzare questa pratica in modo selettivo prendendo di mira gli attivisti.

              a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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