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Acciaieria Arvedi, le osservazioni di Ezio Corradi sull’inertizzatore e la discarica interna

Creato il 26 novembre 2013 da Cremonademocratica @paolozignani

Serietà, visione d’insieme e profondo rispetto per la vocazione agricola del territorio e per i suoi abitanti. Le osservazioni di Ezio Corradi meritano attenzione: dimostrano una lunga, attenta ed esperta considerazione delle attività dell’acciaieria in relazione al territorio. La stessa bellezza della campagna ha un valore inestimabile, che una volta distrutto, non torna più. La parola a Corradi.

COORDINAMENTO COMITATI AMBIENTALISTI LOMBARDIA

Dirigente Responsabile
Settore Ambiente
Provincia di Cremona

Oggetto: Conferenza servizi del 7 ottobre 2013 – Acciaieria Arvedi – richiesta aumento potenzialità inertizzatore e richiesta aumento potenzialità discarica. Problema rumore.

Con riferimento agli argomenti trattati nella conferenza di servizi del 7 ottobre 2013 tenutasi presso gli Uffici dell’Amministrazione Provinciale di Cremona in zona Porto Canale, relativamente alla richiesta dell’Acciaieria Arvedi di aumento della potenzialità dell’inertizzatore e dell’aumento della potenzialità della discarica interna richiesti dalla società per fronteggiare il cessato conferimento degli scarti della produzione nelle località di Portovesme (Sardegna) e di Ponte Nossa (BG), si premette che queste due strutture (inertizzatore e discarica) sono state a suo tempo assoggettate al rilascio della VIA nazionale, mentre oggi le stesse autorizzazioni sono declassate a livello locale senza una ragionevole motivazione.

Si rileva che un ulteriore aumento della potenzialità dell’inertizzatore delle polveri provenienti dai camini, per le polveri diffuse provenienti dal reattore al box sottostante per la loro “maturazione” e della discarica interna all’acciaieria non possono che portare ulteriori appesantimenti alla situazione ambientale di un territorio un tempo a vocazione agricola ed ora penalizzato dalla presenza di una infrastruttura industriale pesantemente insalubre per le sostanze emesse anche se “a norma di legge” che investono in particolare i vicini centri abitati di Spinadesco, Cavatigozzi (frazione del Comune di Cremona), Sesto ed Uniti oltre ad altre località, per la trasmigrazione aerobica delle polveri e dei fumi emessi in atmosfera prodotti nelle varie fasi della lavorazione perché non captate come avviene ripetutamente con cadenza oraria ed a volte anche con tempi più ravvicinati a seconda delle fasi di produzione, nelle fasi di sversamento all’esterno delle siviere dopo le fusioni.

Le stesse “prescrizioni/raccomandazioni” emerse nella illustrazione dei documenti dagli intervenuti stanno a significare una difficile situazione di gestione del comparto polveri e discarica fino a chiedere il monitoraggio continuo dello svolgimento giornaliero delle pulizie, con la richiesta di chiusura delle porte del comparto raccolta fumi e dell’uso esclusivo all’interno dello stesso comparto della benna per il caricamento-spostamento fumi maturate, per evitare la contaminazione del suolo esterno al comparto raccolta/maturazione fumi e polveri, evidentemente nocive per gli esseri viventi, oltre alla richiesta di inserimento della pulizia della spazzatrice nello specifico registro della manutenzione mezzi.

Appare di poco conto, rispetto all’impatto dell’aumento dell’utilizzo dell’inertizzatore, delle polveri prodotte e della discarica, la richiesta avanzata dai rappresentanti del Comune di Spinadesco, di ulteriore mitigazione ambientale con la piantumazione di nuove essenze arboree.

Medesime preoccupazioni si possono evidenziare per l’aumento dell’uso della discarica a cielo aperto interna all’acciaieria per quanto il depositato possa incidere sulla qualità dell’aria.

Quanto al problema rumore resta un problema ancora irrisolto, nonostante le numerose segnalazioni dei cittadini, dopo anni di funzionamento dell’acciaieria e della confinante zincheria (zincheria attiva senza Valutazione di Impatto Ambientale) dello stesso Gruppo Arvedi, nonostante le diverse versioni di AIA con le relative prescrizioni emesse dai responsabili dell’ambiente degli Enti territoriali, prescrizioni evidentemente non del tutto esaustive rispetto alle problematiche segnalate puntualmente dalla popolazione residente da sempre intorno all’importante complesso industriale, attivo nel territorio dagli anni 1990 ed implementato come ampiezza e capacità produttiva (senza la Valutazione di Impatto Ambientale) dal 2007-2008.

Si confida che quanto segnalato possa trovare soluzione nell’interesse della stessa azienda, dei lavoratori e dei cittadini residenti nei centri vicini e confinanti con l’insediamento industriale.

Si chiede di allegare queste osservazioni al verbale della seduta della conferenza di servizi del 7 ottobre 2013.

Distinti saluti.

Soresina, 10 ottobre 2013 Ezio Corradi
​ Vicepresidente
Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia

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