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Acqueforti di Buenos Aires di Roberto Arlt

Creato il 20 agosto 2014 da Leggere A Colori @leggereacolori

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Il ritratto di un paese sospeso tra il desiderio del progresso e la nostalgia del passato firmato da un grande autore della letteratura classica sudamericana.

Roberto Arlt
Borseggiatori, mendicanti, oscure presenze e gente comune formano un affresco a tinte forti in cui Roberto Arlt mette in dubbio la necessità e le modalità della modernizzazione: l’arrivo della corrente elettrica, il telefono, gli edifici nuovi che non riconoscono più a quelli vecchi alcuna funzione pratica né decorativa, riducendoli a ruderi di un passato che si rifiuta di essere cancellato, ma che pare non voler prendere parte alla costruzione del futuro.

L’autore racconta la vita dello spirito di una popolazione cittadina che sente il terreno franare sotto i piedi e si aggrappa a una spensierata serietà che talvolta rischia di rendere la vita meno luminosa di come potrebbe essere, ma ancor più interessante da raccontare, perché quello che conta per lo scrittore è stare nell’anima di tutti, assieme a tutti. Da qui la grande allegria: sapere di non essere solo.

Roberto Arlt nasce a Buenos Aires nel 1900, da una famiglia di origini prussiane. Scrittore, drammaturgo e giornalista, ebbe una vita tormentata e ricca di avventure, segnata dalla sofferenza per la severa educazione impostagli in famiglia e da un profondo conflitto con la figura paterna. Espulso a otto anni dalla scuola perché troppo indisciplinato, continuò a studiare da autodidatta, svolgendo i più disparati lavori: imbianchino, commesso, facchino, e cominciando poi a scrivere per diversi giornali, fino a fare del giornalismo narrativo la sua unica professione, raccontando i maggiori eventi politici del suo tempo, tra cui la guerra civile spagnola, e divenendo un insuperato modello per gli scrittori della generazione del boom, tra i quali Gabriel García Márquez, Isabel Allende e Jorge Luis Borges. Acqueforti di Buenos Aires, pubblicato da Del Vecchio, sarà in libreria a settembre.



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