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Adaptation

Da Matteobortolotti @bortolotti

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DUEL

9780312878269Un poeta di Pavana che conosco, scrisse: “sarà forse un’assurda battaglia, ma ignorare non puoi che l’Assurdo ci sfida per spingerci ad essere fieri di noi”. Il tema dell’assurdo che ci sfida è fondante quel genere di fiction bistrattata e nerd che nel Paese dell’Accademia della Crusca chiamiamo con uno spirito retro, “fantascienza”. La maggior parte del pubblico trova queste cose un po’ “uhm”. Robot, tutine attillate, velocità curvatura non hanno gran seguito. L’incomprensione risiede forse nel fatto che la science-fiction non è solo questo, e che la società nella quale viviamo non ha più voglia di immaginarsi il futuro, non ci pensa. Non ce l’ha. Chi ha orecchie (a punta) per intendere, intenda. La fantascienza è l’atto d’osare. Quasi un atto di fede. E non bisogna andare, ma correre; non bisogna correre ma volare alla perfezione. Aveva ragione Santa Maria de’Pazzi, carmelitana riformista della chiesa seicentesca. Non basta correre, lo sa bene il protagonista dell’adattamento di cui voglio parlarvi. Lo scrittore si chiama Richard Matheson, ed è il Raymond Carver della fantascienza. Ha scritto tantissimi racconti. Terzo dal Sole è diventato un episodio illuminante della serie “Ai confini della realtà”, 1975 occhi bianchi sul pianeta Terra rimane una delle migliori interpretazioni di Io sono Leggenda. Matheson è un grande scrittore popolare. Il cinema ha saputo corteggiarlo, e se l’è pure portato in camera qualche volta (per camera intendo l’obiettivo cinematografico). Quando uno scrittore pop incontra un regista con la stessa vocazione, il risultato si chiama Duel, e il regista Steven Spielberg. Nel 1971 Stewie ha 25 anni. E’ la storia semplice di un uomo che in autostrada supera un camion, e del misterioso conducente dell’autotreno che da quel momento cerca in tutti i modi di farlo fuori. C’è thriller, horror, road-movie, action. E c’è l’assurdo, quello che non ci spieghiamo e che pure c’insegue. Lì risiede la vera fantascienza. La sceneggiatura scritta da Matheson è lineare e pulita come la sua scrittura. Un film TV che venne rimontato per le sale e rimane una pietra miliare del cinema ‘70. Una notte d’estate è la miglior notte per riscoprire Richard e un giovane Spielberg ancora digiuno di omini verdi. Guidate con prudenza, e Buona Storie.


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