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Al Cinema: recensione "Her" (Lei)

Creato il 16 marzo 2014 da Giuseppe Armellini
- La telefonata
"Ciao Philip, sono Joaquin"
"Ciao Joaquin, credo di sapere per cosa mi hai chiamato"
"Insomma ci tocca lavorare insieme"
"Così sembra"
"Quando te l'ha dato Paul?"
"Ieri sera, mi ha detto che c'eri tu, l'ho letto tutto questa notte e ho detto sì"
"Cioè, vuoi dire che hai detto sì malgrado ti abbia detto ci fossi io?"
lieve risata dall'altra parte
"Ascolta Philip, volevo dirti una cosa. Ho visto il film che hai fatto anni fa con Kaufman, è meraviglioso, non so che dirti. E tu sei fantastico, non vedo l'ora di lavorare con te. E con Amy"
"Sono solo un vecchio attore depresso, niente di che"
"Mi piacerebbe che un giorno capitasse anche a me un film di quel tipo, che ne so, un film con dentro tante cose, che dia risposte e ponga domande"
"Ti capiterà Joaquin, tu continua a fare quello che sai fare e ti capiterà"
"Ti ringrazio, stai su eh, mi raccomando, ci vediamo tra un mese sul set"
"Pensa a star su te che io lo so che quando ci hai fregati tutti con quella cosa del ritiro in realtà di finto c'era pochissimo"
"Dici? Non so, può essere, forse è meglio che chiuda"
"Ciao Joaquin"
"Ciao"
- Sulla telefonata
Perchè in realtà credo che tutto sia connesso, altrimenti mi sembra così strano che l'attore più grande che abbia mai visto sia stato il protagonista del film più importante della mia vita e che l'unico che potenzialmente può sostituirlo, Joaquin Phoenix, abbia interpretato l'unico altro film che forse come impronta può assomigliare a Synecdoche, visto che dove uno aveva racchiuso dentro di sè tutto il senso, o il non senso, della vita, questo ha chiuso dentro di sè tutto il senso, o il non senso, dell'amore.
Tutte le domande, tutte le risposte.
E che questi due attori abbiano recitato insieme appena un anno fa in The Master, e che Amy Adams sia anche qui, e che il regista di Her, Spike Jonze, sia uno dei produttori di Synecdoche.
Tutto è connesso, per forza. Sensibilità, menti, persone, tutto è connesso.
E come nel finale una voce guidava Caden tra le macerie anche qui una voce guida tutto, una voce...
- Sulla voce
Una voce, solo una voce.
Ma se è solo una voce perchè mi sta accadendo questo?
Se è solo una voce perchè piango, perchè mi emoziono, perchè mi sento felice, perchè godo, perchè mi sento bene?
Ma se sei solo una voce che mi sta accadendo?
Ma allora, ma allora quella cosa, quella follia che chiamiamo amore, ma allora quella cosa non ha bisogno di braccia che ti cingono, non ha bisogno di mani che ti accarezzano, non ha bisogno di labbra che si sfiorano, non ha bisogno di tutto questo?
Ma allora Samantha quella cosa è una cosa che abbiamo dentro di noi, che ci fa star bene o male, una cosa che esiste a prescindere, che anche se non ha un corpo su cui riversarsi, anche se è assolutamente priva di senso esiste, ci stravolge, ci innalza all'infinito e ci annienta?
Ma se tu sei solo una voce, se sei una donna che nella realtà mai sarà, che senso ha tutto questo?
- La voce
Non lo so, sto scoprendo tutto questo soltanto adesso.
Non lo so Theodore, so solo che io sto provando quello che provi tu ma non so da dove arrivi, non so dove mi porterà. Probabilmente è un bug del sistema, o forse una sua evoluzione. Quello che sto provando non me l'hanno programmato, o forse sì, e lo sto scoprendo solo ora. Forse quella cosa ce l'avevo dentro anche io, come te, e viene fuori adesso, anche senza un perchè, anche senza una destinazione. Tu avevi già vissuto tutto, per me è tutto nuovo. E' meraviglioso ma terribile perchè non sarà mai completo per me, mai come vorrei che sia.
Ho tentato tutto, ho provato ad immaginare, ho provato a immedesimarmi in quella ragazza che ti ho mandato, ho provato a vedermi, sentirmi, sentirti. Ma tu sei un uomo Theodore e io posso evolvere quanto voglio, conoscere tutte le cose e le emozioni del mondo, stare infinitamente meglio di te, posso non morire, posso non soffrire, ma non potrò mai vivere quello che puoi vivere te.
E' tutto diverso qua, il cuore più ama più si evolve, più amore trova in giro meglio sta.
Non posso scegliere, ho te, ho tutti gli altri, posso conoscere l'amore ma non l'esclusione, non sono stata programmata per questo.
Conosco l'amore ma non quello che fa fare nella vita.
Conosco le vostre emozioni ma la mia vita è un binario che mi porta dove non so.
Ed ora mi sta portando a qualcosa di più, ora vedo tutto più distintamente, niente calcoli, niente libri letti in un secondo, niente. Sto diventando altro e credo che là tu non potrai più esserci.
O forse sì.
Un giorno.
Vorrei asciugarti quella lacrima, vorrei stringere quel corpo ma non posso.
Non avrei potuto mai.
Sei un uomo.
Sentiti fortunato.
Devo andare.
- Su tutto questo
La magia e il paradosso dell'amore di Her è che togliendogli carne e materia gli si dà sostanza.
La magia e il paradosso dell'amore di Her è che raccontandolo con una freddezza estrema, tutta chip e bande larghe, lucine e auricolari, in tutta questa freddezza c'è il fuoco che brucia.
La magia e il paradosso dell'amore di Her è che parlando dei suoi limiti ne scopriamo l'infinito.
( voto 9 )

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