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Al-Qaeda rivendica la strage di Parigi in un videomessaggio pubblicato su YouTube.

Creato il 14 gennaio 2015 da Hugor @msdiaz61

Ci sono voluti sette giorni per una rivendicazione ufficiale, anche se da subito i fratelli Kouachi si erano dichiarati membri di al-Qaeda. Oggi la strage di Parigi nella sede di Charlie Hebdo è stata rivendicata da al-Qaeda nella penisola arabica (Aqpa) in un videomessaggio pubblicato su YouTube (video): "Li avevamo incaricati noi" dell'attacco, afferma Nasser bin Ali al-Ansi, membro del braccio yemenita della rete del terrore, che spiega: "L'operazione è una vendetta per le offese contro il profeta Maometto". La decisione dell'attacco, secondo quanto affermato nel video, è stata presa direttamente dal numero uno di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri.

Alle spalle del leader del gruppo, che parla per oltre 11 minuti, compaiono le immagini dell'attacco contro Charlie Hebdo, i volti dei fratelli Kouachi, responsabili dell'assalto, ma anche le immagini della manifestazione di domenica nella capitale francese.

Al-Qaeda in Yemen rivendica la strage di Parigi

Dal dirigente di al-Qaeda sono arrivate nuove minacce all'Occidente: "Diffonderemo il terrore se non saranno rispettate le nostre richieste" ha aggiunto nel video-discorso, in cui nega, implicitamente, il collegamento tra l'operazione dei fratelli Kouachi e l'autore dell'attacco al supermercato Kosher, parlando di "coincidenza".

Identificato "quarto uomo". Intanto è stato identificato il complice dei fratelli Kouachi e di Amedy Coulibaly negli attacchi terroristici della settimana scorsa. Gli inquirenti, che non hanno rivelato il nome, sono risaliti a lui grazie alle chiavi di una moto trovate nel rifugio di Coulibaly, secondo quanto si apprende da Le Parisien. L'uomo potrebbe però essere già fuggito in Siria. Nel rifugio del killer di Montrouge e del supermercato kosher sabato pomeriggio erano stati ritrovate armi, esplosivi, materiale propagandistico e delle bandiere dello Stato islamico. Intanto desta scalpore la notizia, riportata ancora da Le Parisien, secondo la quale Amedy Coulibaly era riuscito a finanziare le sue imprese grazie a un prestito ottenuto da una banca francese. Secondo la stampa belga, il jihadista avrebbe comprato le armi  in Belgio. Arriverebbero da Bruxelles sia il mitragliatore Scorpio usato da Coulibaly che i kalashnikov usati dai fratelli Kouachi. Le armi sarebbero passate di mano vicino alla stazione ferroviaria di Midi a Bruxelles per meno di 5mila euro. Il sospettato è trafficante originario di Charleroi che si è consegnato spontaneamente alla polizia. La notizia confermerebbe i legami tra i due attacchi, negati però da al-Qaeda.

Riunione Cdm a Parigi. Nella capitale francese si è riunito il Consiglio dei ministri aperto dalle parole del presidente Francois Hollande: "Dobbiamo essere all'altezza di ciò che è successo, bisogna restare vigili perchè la minaccia è ancora presente" e ha sottolineato che dopo i tragici eventi degli ultimi giorni "il Paese è cambiato". Il 22 gennaio si terrà un vertice ministeriale sugli obiettivi dell'antiterrorismo "a lungo termine", a cui saranno presenti tutti i componenti del governo francese, mentre al prossimo Cdm dei ministri francese saranno presentati "elementi di miglioramento dei servizi di intelligence, di ascolto, di sorveglianza nei penitenziari e di mobilitazione della Difesa". Inoltre il governo francese ha lanciato ai magistrati un appello a dar prova di "reattività" e "fermezza" contro gli autori dei reati di "apologia del terrorismo" o "dichiarazioni e atti razzisti o antisemiti".

Dopo gli attacchi, anche gli altri Paesi europei iniziano a prendere le contromisure: se in Italia la Questura di Roma ha predisposto e reso operativo un piano, coordinato con le altre forze di Polizia, che prevede un rafforzamento delle misure di sicurezza per gli obiettivi sensibili più a rischio. In Germania invece il governo ha varato una norma che prevede il ritiro dei documenti d'identità fino a tre anni ai fondamentalisti islamici che tentino di raggiungere Siria o Iraq, finiti tra i sospetti nell'allarme terrorismo. I documenti ritirati saranno sostituiti con tessere particolari, in cui viene segnalato il divieto ad uscire dalla Germania.

File alle edicole, Charlie Hebdo esaurito in edicola.

charlie Hebdo esautiro in edicola

In coda dalla notte, decine e decine di persone in ogni edicola, centinaia di migliaia in tutta la Francia, dall'estremo nord di Calais al confine spagnolo di Perpignan. Le edicole francesi sono state letteralmente prese d'assalto oggi per comprare il primo numero di Charlie Hebdo, dopo il sanguinoso attacco in redazione in cui sono state uccise 12 persone.

Lunghe file si sono formate prima dell'apertura dei giornalai e in luoghi di grande passaggio, come le stazioni ferroviarie, molte edicole hanno già esaurito le copie del settimane satirico, segnalano i siti francesi. "E' stato incredibile, c'era una fila di 60-70 persone che mi aspettava all'apertura - ha detto una donna che lavora in un'edicola di Parigi - non ho mai visto niente di simile. Tutte le mie 450 copie sono state vendute in 15 minuti".

Il giornale è uscito oggi con una tiratura record di tre milioni di copie, contro le abituali 60.000, che non sono bastate. Per questo la decisione di stampare altre due milioni di copie. In prima pagina la vignetta che raffigura Maometto in lacrime per il massacro compiuto mercoledì scorso nella redazione del giornale dai fratelli Kouachi. L'edizione odierna è stato tradotta anche in 16 lingue, tra cui l'arabo. Il ricavato andrà ai parenti delle vittime degli attentati di Parigi.

Arrestato il comico Dieudonné.

La polizia francese ha arrestato il comico francese Dieudonné, indagato nei giorni scorsi per apologia di terrorismo, per aver pubblicato su Facebook la frase "Je me sens Charlie Coulibaly" ("Mi sento Charlie Coulibaly"), fondendo il nome del giornale con quello di Amedy Coulibaly, l'autore della strage nel supermarket kosher.

Il ministro della Giustizia francese ha reso noto che sono 54 i provvedimenti giudiziari avviati in Francia per "apologia del terrorismo" dopo l'attentato al settimanale satirico Charlie Hebdo. Nello stesso periodo sono state aperte 15 procedure per graffiti, 10 per attacchi "con arma, incendio o esplosione" contro moschee e luoghi di culto musulmano, 11 per volantini e commenti anti-Islam, 19 per reati commessi contro le forze dell'ordine e 14 per attacchi informatici.

Le reazioni dal mondo musulmano. L'Unione mondiale degli ulema musulmani, guidata dal predicatore Youssef al-Qaradaoui, considerato l'eminenza grigia del Fratelli musulmani, ha dichiarato di non ritenere "saggia" la pubblicazione di nuovi disegni che hanno per protagonista il profeta Maometto, sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo in solidarietà con Charlie Hebdo. "Non è né ragionevole, né logico, né saggio pubblicare disegni e film che offendono il profeta o attaccano l'islam" scrive in un lungo quotidiano l'organismo religioso con sede in Qatar.


Tuona contro le nuove vignette anche l'Iran: "E' offensiva e provocatoria", ha sottolineato la portavoce del ministero degli Esteri della repubblica islamica, Marzieh Afkham. L'università di Al-Azhar, l'istituzione religiosa più prestigiosa dell'islam sunnita, con sede al Cairo, ha fatto appello ai musulmani affinché "ignorino le caricature offensive" del profeta Maometto.

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