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Alan Turing riabilitato dall’Inghilterra

Creato il 24 dicembre 2013 da Retrò Online Magazine @retr_online

Alan Turing riabilitato dall’Inghilterra. Il grande matematico, autore di scoperte ed intuizioni che ancora al giorno d’oggi stupiscono per il senso di preveggenza, è stato formalmente “perdonato” dalla regina Elisabetta su richiesta del ministro della giustizia Chris Grayling. Si, perché Ala Turing, nonostante fosse un genio e anche un patriota al servizio della delicata causa dell’Inghilterra durante la Seconda Guerra Mondiale, era stato condannato nel 1952 perché era gay. Condannato prima con la privazione della libertà personale, poi alla castrazione chimica e in seguito “costretto” ad un suicidio i cui contorni sono ancora poco chiari, l’avvelenamento da cianuro in seguito al morso di una mela intrisa della letale sostanza. Una fine oscura e ingiusta per una delle personalità più brillanti del XX secolo, una personalità capace di mettere a disposizione il suo genio a servizio dell’Inghilterra e di creare gli strumenti per permettere la decrittazione di Enigma, il codice utilizzato dai tedeschi per le comunicazioni, ritenuto inviolabile e la cui decrittazione tanto aiutò gli alleati nel conoscere spostamenti e propositi delle forze dell’Asse.

Oltre a questo, le teorie di Turing avrebbero in seguito spianato la strada alla creazione dei primi computer e alla teorizzazione della cosiddetta intelligenza artificiale.

Ma la volontà di Turing di non nascondere il suo comportamento sessuale “sbagliato e da condannare” nell’Inghilterra degli anni 50, lo avrebbe condannato all’isolamento, alla rovina e alla morte la persona e quasi nel dimenticatoio le idee e le opere. La sentenza di condanna per omosessualità, “discriminatoria e ingiusta”, secondo il ministro della giustizia Grayling, ha dovuto attendere sessant’anni per poter essere commutata.

Solo nel 2009 la figura era stata riabilitata dall’allora premier laburista Gordon Brown, che aveva detto di Turing; “così, per conto del governo britannico, e di tutti coloro che vivono liberi grazie al lavoro di Alan, sono orgoglioso di dire: ci dispiace, avresti meritato di meglio”. 

 


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