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Alessandro Zannini: “L’amante di Cristo”

Creato il 11 maggio 2014 da Culturalmente88 @Novecento_Letterario

 

Alessandro Zannini

Alessandro Zannini

Un libro di ispirazione, ma soprattutto di riflessione e di speranza “L’ amante di Cristo” dello scrittore e giornalista campano Alessandro Zannini, vincitore di diversi premi letterari.

Zannini esordisce con “Parlami”, libro che scandaglia nei meandri della solitudine e della incomunicabilità degli uomini in relazione alle dimaniche sociali. Tematiche quanto mai attuali, analizzate con piglio da acuto cronista.

“L’amante di Cristo”(2014) è un inno all’amore attraverso l’ interessante ritratto del protagonista che si ispira alla figura del vescovo emerito di Caserta, Monsignor Raffaele Nogaro del quale lo scrittore casertano ripercorre la vita, incontri importanti (Primo fra tutti quello con Don Luigi Diana, assassinato dalla mafia) e soprattutto la coraggiosa missione. Monsignor Nogaro è in prima linea nella lotta all’illegalità, contro la camorra e le ingiustizie sociali accanto ai più deboli.Come Don Diana e Don Puglisi  questo straordinario alto prelato della Chiesa cattolica ha fatto delle battaglie civili e delle denunce che affligono la nostra bella terra la propria missione.

Quanto è importante la sollecitazione etica a ribellarsi alle ingiustizie da parte di un uomo di Dio?Come la si mette con il precetto “Porgi l’altra guancia”? Sono interrogativi che indubbiamente e forse anche  ingenuamente sorgono in tutti noi ma non si percorre una strada sbagliata se si afferma che l’indignazione, la rabbia e la voglia di affrancarsi, combattendo con forza le disegueglianze e la criminalità ( e i suoi affari con la politica), non trasgrediscano il messaggio cristiano. Ce lo insegnano i tanti e straordinari “preti di strada” che rischiano la vita ogni giorno e che dimostrano che essere cristiani non vuol dire abbassare la testa nè abbassarsi al livello di chi vuole sottometterci.

“L’amante di Cristo” induce ad interrogarci sui grandi temi proprio dell’uomo contemporaneo, riprendendo le considerazioni del precedente libro di Zannini: il rapporto con Dio, i problemi legati alla comunicazione, la trascendenza, la fede e la ragione; l’autore è abile nel rendere  argomenti propri della religione, universali, perché la spiritualità appartiene a tutti gli esseri umani.

Ma soffre di più l’uomo credente, il seguace o “l’amante” (come lo chiama Zannini) di Cristo o l’uomo ateo?Probabilmente questa è tra le prime domande che un lettore si pone leggendo il libro, anzi verrebbe da chiedersi se “convenga” avere fede, pregare, confidare in Dio oppure confidare solo in sè stessi.

Tralasciando per un momento queste elucubrazioni, e allontanandoci  dalla massima “più conosci più soffri”, come l’autore anche noi  siamo convinti che tutti, atei e credenti siano concordi nel guardare con profonda ammirazione a questi straordinari difensori della legalità e dei diritti degli ultimi come esempi per ognuno di noi.

 


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