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Alfonso gatto, da "la sposa bambina".

Da Antonio Ragone @AntonioRagone
Ricordo l’aria di quella sera. Era ormai una delle ultime sere all’aperto. Mia madre aveva freddo per i suoi pensieri e non aveva altro da dire ai figli; indicava loro, con le loro piccole mani, le stelle e ne diceva il nome. Le eravamo raccolti intorno. «È stata sempre così – ci diceva il nonno – si incanta per nulla, sogna come voi ad occhi aperti». 
Come il veliero continuamente rompeva le acque e s’allargava al mare.
Alfonso Gatto
(da “La sposa bambina” - I edizione Vallecchi, 1943 Firenze)

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