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Alimentazione. Dannazione!

Da Nicla

Continua la carrellata di simpatizzanti dell’alimentazione – questo blog si sta rivelando un caleidoscopio di riflessioni e idee e amicizie! 

Oggi vi presento Lara, laureata in Psicologia ma da sempre interessata all’alimentazione: ci racconta che ha letteralmente “testato” su sé stessa diversi tipi di dieta, da quella a zona, a quella macrobiotica (di tipo Pianesiana), a quella dissociata… Fino a quando non è approdata alla lettura del testo di Campbell, che definisce “scientifico e senz’altro molto forte nei contenuti”.

Benvenuta Lara!

A volte mi pare di essere in una vera e propria giungla fatta di esperti (a volte: pseudo-esperti) ognuno con la propria sensazionale teoria su ciò che bisognerebbe mangiare. 

Alimentazione. Dannazione!
Purtroppo io non sono un medico, sono una persona come tante che ha sperimentato sulla propria pelle diversi tipi di alimentazione. Il percorso è stato più o meno lo stesso: un inizio alla grande, con un abbraccio in toto del particolare approccio più in voga del momento, per poi scemare a poco a poco, quasi che fosse il mio corpo stesso che non volesse sottostare a simili prigioni. A volte l’attenzione per il cibo può diventare una vera e propria prigione!

Come barcamenarsi in questa giungla, fatta di diete e regimi alimentari così diversi, così strani a volte? Nella mia esperienza, non c’è una strada maestra da seguire e che sia valida per tutti. Una frase del mio insegnante di yoga mi è rimasta impressa, quando qualcuno gli domandò come dovesse alimentarsi uno yogi, lui rispose: “Io penso che ognuno debba ascoltare il proprio corpo, quello che chiede”. Credo che il segreto sia in questa semplice e profonda frase: ascoltarsi. È difficilissimo farlo ma pensiamoci: nasciamo con una naturale capacità di regolazione della fame, da piccoli mangiavamo quando avevamo fame e finchè non ci sentivamo decisamente sazi. I bimbi piccoli raramente sono grassi! Poi viviamo, cresciamo e il cibo si carica di aspetti emozionali, veniamo influenzati dall’ambiente in cui viviamo a prediligere certi alimenti, i media ci ipnotizzano con immagini di dolci fatti con chissà quali ingredienti… Ritornare alle origini è un mantra che non riguarda solo il nostro modo di alimentarci, ma anche lo stile di vita che conduciamo.
Personalmente sto facendo un percorso di crescita (con un gruppo di Gestalt counsellor) che mi sta aiutando tantissimo ad ascoltarmi, è stato ed è tuttora un cammino lungo e difficile ma riscopro, col tempo, il piacere dei cosiddetti dettagli. Tra questi dettagli c’è anche il desiderio (spontaneo) di assaggiare cibi naturali, così ricchi di gusto e al contempo delicati, lontani dal sapore artificiale di merendine inscatolate ad hoc.
Chiaro: non sono un automa e ogni tanto qualche “sana” porcata me la mangio ma… è bello scoprire che questa voglia, se ci si ascolta bene, diventa sempre più sfocata e debole, col tempo.
Alimentazione. Che benedizione!


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