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Allergia al Posto Fisso: Cosa Fare? Una Ragazza Mi Scrive.

Creato il 20 novembre 2014 da Sunday @EliSundayAnne

Ciao Eli!

Seguo il tuo blog da circa un anno e mi piace perché è diverso dagli altri: per cambiare vita bisogna cambiare dentro, prima di cambiare paese.

Per me questi giorni sono un po’ critici, perché penso a cosa voglio fare della mia vita e non trovo risposta.

Sono tornata da un mese da un anno in Australia con il mio ragazzo, e ora dovrei cercare lavoro.

Mi piace viaggiare, ho fatto l’Erasmus a Parigi, dove ho lasciato il cuore, e un’estate sono anche partita per Manchester. Ho lavorato lì per due mesi e poi sono tornata, perché la città non mi piaceva per niente.

Mentre ero in Australia volevo la routine italiana, volevo i miei amici e la mia famiglia vicini a me. Ora che sono tornata ho paura di rinchiudermi di nuovo in un ufficio.

Prima di andare in Australia avevo lavorato 2 anni in un ufficio come traduttrice e a un certo punto dicevo alla mia collega che volevo andare a correre nei prati! Ah ah!

Insomma, oggi pomeriggio ho il colloquio finale con un’azienda veneta.

Non è neanche il contratto a preoccuparmi perché io non lo voglio il contratto indeterminato, ho paura di sentirmi soffocare… un po’ come quando il mio ragazzo parla di aprire un mutuo: mi viene il mal di pancia.

Perché ti scrivo? Proprio perché tu sai che

[Tweet “Per essere felici non serve cambiare paese, bisogna cambiare dentro.”]

Io mi chiedo: Perché non posso aspirare a un bel lavoro in ufficio per 30 anni come tutti?

Oggi pomeriggio andrò a questo colloquio e ancora non so se sarò in grado di fare finta che mi interessa.

Mi dicono di provare perché se no non saprò mai se mi piace… ma io dico che invece lo so già! Mi dicono ma cosa vuoi fare se non un lavoro in ufficio? E io dico ci sono mille milioni di lavori che non sono d’ufficio! Mi sento un pesce fuor d’acqua.

E vuoi sapere una cosa buffissima? Ho sempre sofferto di asma e mille allergie anche a cani e gatti. In Australia non sono mai stata meglio, benché non fosse il paese per me. Anzi, ho vissuto sei mesi con due cani sulla moquette! E da quando sono tornata a metà ottobre prendo medicine per le allergie tutti i giorni e mi è tornato il mal di pancia cronico.

Il colloquio è andato così bene che oggi mi hanno presentato il contratto. Tre anni di apprendistato e poi indeterminato. Lo stipendio non è male e insomma anche il contratto ormai è cosa rara.

Devo decidere entro domattina se accettare o meno. Sono straconfusa e non so cosa fare. In cuor mio speravo che lo stipendio fosse talmente basso da avere una scusa per rifiutarlo! Non mi va di “iniziare per vedere com’è” e poi andarmene dopo qualche mese, perché con tutto lo schifo che c’è in giro, non voglio essere io a prendere in giro una delle poche aziende che sembrano serie e offrono stipendi adeguati alla vita.

Non so dove sbattere la testa per decidere cosa fare. Help!

cambiare vita posto fisso Australia

Australia


Il cambiamento verso la tranquillità deve prima di tutto avvenire dentro di noi.

Poi, però, c’è il passo successivo da fare, ovvero: ora che mi sento più tranquilla, DOVE voglio vivere?

Qui o altrove?
Cosa fa per me?
L’Italia o altrove?

Anche se, dalla lettera, si intuisce già la risposta: il nostro inconscio è bravissimo a farci dire ciò che la società si aspetta da noi, mettendoci TRA LE RIGHE ciò che vogliamo veramente.

Se il mutuo ti fa sentire un certo senso di soffocamento, perché dovresti aprirlo? Non ci si dovrebbe impelagare in cose che sentiamo non vanno bene per noi, che cozzano contro la vita che sogniamo. Un posto fisso in Veneto? Se prima sognavi di correre nei prati, la vedo dura!

Mi dici che quando eri in Australia ti mancava casa: probabilmente l’Australia non era il tuo posto.
“Perché non posso aspirare a un bel lavoro in ufficio per 30 anni come tutti?”.

Perché non va bene per la tua personalità e non è quello che vuoi TU!
Il lavoro in ufficio per trent’anni lasciamolo a chi lo sogna, a chi si sente bene con un lavoro a tempo indeterminato. 

[Tweet “Se siamo diversi, cerchiamo il diverso senza porci troppe domande sul perché.”]

La vita è corta, mica possiamo spenderla arrovellandoci perché non siamo come altri.
“Oggi pomeriggio andrò a questo colloquio e ancora non so se sarò in grado di fare finta che mi interessa”.

Potrai essere un’attrice perfetta al colloquio di lavoro, ma non potrai mentire a te stessa, e le tue allergie ne sono lo specchio. Via da qui, le allergie spariscono come per incanto. Come mai?

Alle malattie psicosomatiche ho già dedicato un articolo. Lo psicoterapeuta Claudio Bonipozzi parla così delle allergie:

Allergie (sistema immunitario che si difende a vuoto)

Con l’esperienza allergica sperimentiamo una vera e propria strategia difensiva nei confronti di sostanze esterne vissute in modo estremamente pericolose e problematiche. Collegamento con qualcosa che non accettiamo e che risveglia una emotività traumatica. Può essere interpretata come un timore inconscio del soggetto di venire in contatto con sostanze “non conosciute” che potrebbero modificarlo. Esprimono una modalità di “sfogo” a una vita sempre più “compressa” tra lo stress da un lato e un’emotività spenta, soffocata e razionalizzata dall’altro.

Ascolta le allergie: cosa ti stanno dicendo?

E poi… non seguire nient’altro che il tuo cuore.

Se ti dice di accettare, per provare, per vedere se proprio non ce la fai, accetta. Mal che vada, poi lo lasci. Se invece proprio il tuo cuore ti dice “No!”, allora segui il tuo cuore.

Per riflettere, guarda il VIDEO qui sopra, “Follow your heart”, in cui Alan Watts dice: “Meglio avere una vita breve, ma piena delle cose che ti piace fare, piuttosto che avere una vita lunga, spesa in maniera deprimente”, e Steve Jobs afferma:

[Tweet “L’unico modo per fare un buon lavoro, è amare ciò che si fa – Steve Jobs”]

Guarda anche quello che trovi nell’articolo Posto Fisso o Libertà?

Quale consiglio dareste, voi, a chi deve decidere se accettare un lavoro a tempo indeterminato, pur volendo altro?


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