Magazine Italiani nel Mondo

Top Post dal mondo Expat #22.6.15

Creato il 29 giugno 2015 da Mamma In Oriente
Top Post dal mondo Expat  #22.6.15

Eccoci ad un nuovo appuntamento con la mia selezione dei post più belli della settimana scorsa dai "Blog Italiani nel Mondo". E' stata una settimana meno ricca di post, evidentemente in molti sono già alle prese con le vacanze estive o il rientro in Italia. Ecco gli articoli che più mi sono piaciuti in ordine di uscita:

♣ del blog "No pasa nada mama" dalla Spagna

L'autrice riflette su quella che è davvero casa per chi ha lasciato la propria patria e vive ormai all'estero. Secondo lei casa diventa più quella dove si è scelto di vivere piuttosto che quella dove si è nati. Ma riflettendo meglio capisce che ormai per lei casa è suo figlio, ovunque essi siano insieme. Scrive:

"Casa mia è lui.
Non più un luogo, non più oggetti che mi porto appresso. La mia casa è lui. Il mio passato sono i suoi occhi e le sue orecchie. Il mio futuro la sua bocca che racconta. Il mio presente è lui che vive."

"Quotidianità fra oggi e domani" del blog "La tana africana" dalla Costa d'Avorio

L'autrice continua ad inscatolare la sua vita africana e si trova già in bilico fra il passato lì ed il suo imminente futuro italiano. Sarà dura perché il domani sarà anche da ricostruire, ma in fondo dice a se stessa che è giusto dargli una possibilità a quel futuro anche se in questo momento non era forse quello che sentiva di volere. Anche se il passato lo si sta ancora amando molto. Scrive:

"I nuovi percorsi, per quanto un po' obbligati, hanno sempre il diritto di essere giudicati nelle loro potenzialità e senza guardarsi troppo indietro. Il diritto di poter essere accolti come possibilità, anche se il sapore è un po' ovattato da ciò che si è gustato prima."

"37 mesi e non sentirli" del "Il blog della Cinzietta" dagli Stati Uniti

Sono passati tre anni da quando l'autrice ha iniziato la sua nuova vita a Boston e, in questo post, fa un piccolo bilancio saltellando tra passato e presente così come saltellava in quel suo primo incontro lontano con l'oceano che la faceva essere già felice. Scrive:

"Camminavo sul bagnasciuga e non sapevo ancora a cosa stavo andando incontro, ero solo felice di trovarmi lì in quel preciso momento, proprio in quel rettangolo di sabbia, incastonata in quell'esatto minuto del tardo pomeriggio. Lo stress del trasloco alle spalle, il nuovo appartamento che cominciava a prendere un aspetto umano, il permesso di lavoro che doveva ancora arrivare, ma io ero lì, con i piedi in acqua e un capello di paglia in testa, e non c'era nessun altro luogo possibile dove poter esistere quel giorno."

"Cogli l'attimo" del blog "La casa nella prateria" dalla Francia

L'autrice ci parla del libro di Osho che ha appena letto e ci riporta un concetto che per lei è stata un po' una rivelazione. Il maestro indiano ci dice che gli altri non possono provocare la nostra rabbia se questa non è già dentro di noi. Dobbiamo essere quindi noi a capire perché abbiamo della rabbia dentro anziché incolparne sempre gli altri. Riporto qui il passo di Osho che ci fa conoscere l'autrice:

"Se getti un secchio in un pozzo asciutto, non tirerai fuori niente. Da un pozzo pieno d'acqua estrarrai dell'acqua. Ma l'acqua proviene dal pozzo. Il secchio aiuta soltanto a tirarla fuori. Ebbene, chi ti sta insultando sta semplicemente gettando un secchio dentro di te; a quel punto ne uscirà ricolmo di rabbia di odio, o della lava che ribolliva dentro di te.

"Neurorazzi 2015 #Estateuropea #Italia - Il senso di essere qui" del blog "The Greatest Gift" dal Texas

Un bellissimo post in cui l'autrice ci racconta come sia stato necessario vivere in un luogo, Houston in Texas, finora troppo poco nelle sue corde, per apprezzare appieno la piccola cittadina italiana dove vivono i genitori. E, più in generale ciò che caratterizza gli italiani. Non tanto e non solo il gusto per la bellezza e l'ingegno, ma soprattutto il senso di umanità. Che l'autrice descrive così:

"Quel misto di compassione, comprensione, generosità, altruismo, saggezza spicciola, che non passa da grandi proclami ma da semplici gesti tra le persone.
Condividere questo senso di umanità è ciò che mi ha aiutato a mantenere i legami creati di persona, pur diventando poi l'amica lontana, a costruire legami tecnologicamente possibili con persone che ho incontrato di persona solo successivamente."

Per oggi ho finito, buona lettura!

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