Trama: gli Harmon sono una famiglia allo sbando che si trasferisce da Boston a Los Angeles per cercare di ricomporre i cocci. Peccato che la casa scelta per ricominciare, una splendida villa anni 20, assomiglia all'anticamera dell'inferno...
Probabilmente la serie più discussa sul web; parecchi commenti entusiasti, uno qui, ma anche qualche stroncatura, hanno solleticato la mia curiosità finalmente soddisfatta.
Personalmente ho chiuso la visione del pilot, con un grosso "bah..." e vorrei spiegare il perchè.
Ryan Murphy, ideatore di "Glee", questa volta si è lanciato su l'horror stile "Twin peaks" ma probabilmente ci ha messo dentro talmente tanta roba, e non ha la classe di David Lynch, che alla fine la cosa gli sfugge di mano.
Non tutto è da buttare, anzi.
I minuti che precedono i titoli di testa tra l'altro come quelli di coda tecnicamente validissimi, sono spaventosi. La scoperta da parte dei due gemelli dei pezzi di bambino in formaldeide nei sotterranei della casa, nonchè la loro misteriosa morte regalano davvero un sano brivido. Il personaggio di Adele, figlia down della vicina di casa, che continua ad intrufolarsi nella casa degli Harmon ed a lanciare anatemi di morte poi fa davvero paura.
Buono anche il personaggio di Vivien (Connie Britton) casalinga con manie ecologiste che temo dovrà lasciare andare molto presto; l'attrice è brava, tratteggia bene le inquietudini di una donna che in pochi mesi ha dovuto affrontare il trauma di un bambino partorito morto ed il tradimento del marito con una sua studentessa. Promette discretamente anche il misterioso personaggio dal volto mezzo sfigurato che cerca di avvertire il dottor Harmon (oppure no?) dei pericoli che corre la sua famiglia andando ad abitare in quella casa.
Adesso passiamo a quello che, a mio parere, non va proprio. Prima di tutto proprio il Dottor Ben Harmon (un Dylan McDermott comunque bravo). Psichiatra specializzato nel supporto di adolescenti maniaco depressivi, ha la strana abitudine di girare spesso nudo per casa e di vedere la vecchia cameriera menomata come una splendida e disponibile ragazza; peccato che tutto questo lo porti ad essere più ridicolo che inquietante. Anche l'inserimento del personaggio della domestica è un filino frettoloso ed abbastanza illogico, non si capisce come mai Vivien, casaliga si presume puntigliosa ed attenta, assuma una sconosciuta così, su due piedi, senza chiedere nemmeno un minimo di referenze.
Ho trovato poi assolutamente insopportabili i due ragazzi. Violet (Taissa Farmiga, sorella della splendida Vera di "Tra le nuvole"), la figlia degli Harmon. Solita teenager freak che, tanto per cambiare, ha problemi di ambientamento e non riesce a fare nuove amicizie. Siccome ha anche l'hobby di tagliuzzarsi il braccio, di lei si invaghisce un paziente del padre, un giovannotto decisamente poco raccomandabile che sogna di fare una strage al liceo.Sul personaggio di Jessica Lange non mi pronuncio. E' talmente brava che potrebbe recitare l'elenco telefonico e farlo diventare magnifico quanto l'"Amleto".Insomma, nel complesso un prodotto che ritengo nella media, niente di orrendo, ma i paragoni con "Twin Peaks" mi dispiace, ma non reggono proprio.