Magazine Psicologia

Amicizia, un sentimento che racchiude il divino

Da Anna
Amicizia, un sentimento che racchiude il divino
Alle anime belle che talvolta
s’incontrano sul cammino

Ho incontrato un’anima bella che per convenzione chiamerò Cavaradossi.
Di quelle anime che fanno pensare, che fanno rimbalzare il cuore e per quanto si cerchi di tenerle in un luogo dello spirito, la loro assenza pesa di più della loro presenza. Incontri del tutto casuali, capitati per caso, perché si condivideva una rampa di scale. Persone che si incontrano e che lasciano un segno, una nota nostalgica per non poter fermare quel poco tempo insieme, ma che proprio perché fanno ormai parte della nostra vita, ci rendono vivi e grati di averle incontrate. E’ un sentimento che mischia insieme l’innamoramento alla stima e che vorrei sintetizzare nella parola Bene. E’ un bene supremo e superbo, un bene che va al di là del possesso, perché queste anime non si possono avere! E’ un bene fatto di energia e pensieri buoni che in alcuni momenti della giornata riportano la mente ad altri momenti vissuti o quelli ancora da vivere. Se la vita vorrà.
Simone Weil, la filosofa, sostiene che esiste un amore personale e umano, puro, dove si racchiude il riflesso dell’amore divino. E’ la preferenza che ognuno di noi accorda ad un essere umano che sente come spirito “affine”.
Per Goethe le leggi che regolano la natura e i fenomeni chimici sono le stesse che regolano gli ambiti comportamentali, come nel caso dell’amicizia. A questo proposito dice: “I casi più notevoli e interessanti sono appunto questi, che possono darci rappresentazione reale dell'attrazione, dell'affinità, di questa specie d'incrocio nell'abbandonarsi e congiungersi; qui vi sono quattro elementi, finora accoppiati a due a due, che portati a contatto sciolgono la loro unione primitiva per formarne una nuova. In questo lasciarsi andare ed afferrarsi, in questo fuggirsi e cercarsi pare davvero di scorgere una determinazione superiore; noi attribuiamo a tali sostanze una specie di volontà e di scelta, e perciò il termine tecnico di affinità elettiva è perfettamente giustificato.”
Sono quelle risonanze che ci avvicinano e che ci allontanano dall’altro, facendoci comunque vibrare. Sono vibrazioni sensoriali che si sintetizzano in una sinestesia irregolare, fatta di sensazioni, emozioni, talvolta inespresse, talvolta colte come un profumo, una lieve brezza marina.
[...]
Le condizioni affinché si manifesti questo tipo di sentimento sono:
rispetto dell’autonomia
reciprocità

compassione
(nella sua accezione delle lingue che formano la parola non dalla radice «sofferenza» (passio) bensì dal sostantivo «sentimento», in cui compassione (nel senso di soucit, współczucie, Mitgefühl, medkänsla) designa la capacità massima di immaginazione affettiva, l'arte della telepatia delle emozioni)
Accettazione incondizionata
Autenticità
Gratuità

[...]

Allora mi piace finire citando “Il Profeta” di Kahlil Gibran sull’Amicizia.
[...]” E un giovane disse: parlaci dell'Amicizia. Ed egli rispose, dicendo:il vostro amico è i vostri bisogni esauditi. È il vostro campo, che seminate con amore e che mietete con gratitudine. Egli è la vostra mensa e l'angolino accanto al fuoco. Perché vi recate da lui con la fame, e lo cercate per avere pace. Se il vostro amico vi apre la mente, non temete il "no" nella vostra, né trattenete il vostro "sì". E se lo vedrete silenzioso, il vostro cuore non cessi d'ascoltare il suo cuore; perché senza parlare, nell'amicizia, tutti i pensieri, tutti i desideri, tutte le aspettazioni, nascono e sono condivisi con una gioia priva di clamori. Non vi attristate, quando vi dividete dall'amico; perché le cose che amate di più in lui saranno più evidenti durante l'assenza, come la montagna a chi sale, che è più nitida dal piano. E non vi sia altro scopo nell'amicizia che l'approfondimento dello spirito. Perché l'amore che non cerca unicamente lo schiudersi del proprio mistero, non è amore, ma una rete che pesca soltanto cose inutili. La parte migliore di voi sia per l'amico. Se egli deve conoscere il deflusso della vostra marea, fate in modo che ne conosca anche il flusso. Perché cos'è il vostro amico, se andate in cerca di lui per uccidere il tempo? Cercatelo invece avendo tempo da vivere. Perché egli è lì per servire al vostro bisogno, non per riempire il vostro vuoto. E nella soavità dell'amicizia fate che abbondino risa, e piaceri condivisi. Perché è nella rugiada delle piccole cose che il cuore trova il suo mattino e si ristora”.
Questo è tutto quanto auguro alle anime belle, tutte quelle anime che, incontrandosi sul limitare dei sensi, tra il riso e il pianto, tra la forza e la fragilità, si incontrano, si annusano e si separano, nella consapevolezza di custodire questo gioiello chiamato Amicizia.
Per leggere tutto l’articolo inviami una mail.

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