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“Amy”: dal 15 settembre al Massaua CityPlex

Creato il 14 settembre 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

Da martedì 15 settembre a giovedì 17 sarà in programmazione al Massaua CityPlex “Amy – The girl behind the name” documentario su Amy Winehouse, principale esponente nel nuovo millennio del cosiddetto soul bianco scomparsa prematuramente il 23 luglio del 2011 a soli 27 anni.

Asif Kapadia

Photo credit: p_a_h / Foter / CC BY

Salita alla ribalta definitivamente nel 2007 con l’album Back to black, Amy Winehouse ha poi vissuto un doloroso percorso di autodistruzione culminato con la morte prematura il 23 luglio 2011. Da quel momento i riflettori si sono accesi purtroppo non tanto sul passato artistico della cantante londinese quanto sugli eccessi che ne hanno caratterizzato la vita privata e sul burrascoso legame con i genitori.
Il documentario diretto da Asif Kapadia, già autore di “Senna”, lungometraggio sul pilota brasiliano Ayrton Senna premiato come miglior documentario al Sundance 2011, tratteggia l’immagine della cantante londinese a partire, come si deduce dal sottotitolo (“The girl behind the name”),dai pochi momenti vissuti lontani dal palcoscenico , senza però, tranne qualche eccezione, soffermarsi sugli aspetti pruriginosi da tabloid degli ultimi anni della cantante londinese.

Kapadia con “Amy” scava nel passato della cantante, in particolare nella sua adolescenza mostrando attraverso immagini di repertorio i primi passi nell’ambiente della musica, evidenziandone l’enorme talento e la quasi inevitabile parabola discendente.
Esce quindi un prodotto ibrido che in bilico tra il realismo distaccato del documentario e l’appassionato ritratto tipico del biopic di un personaggio popolare si inserisce nel solco tracciato da “Cobain: Montage of heck” per rimanere nell’ambito musicale o del già citato “Senna” in ambito sportivo.
“Amy” si sofferma anche sulla metamorfosi della cantante, sul logoramento fisico e in parte vocale determinato dalle dipendenze da alcool e droghe. La Winehouse adolescente affronta con vitalità le sue insicurezze che con il passare del tempo e il raggiungimento del meritato successo prendono il sopravvento. A fare da collante tra i vari contributi di amici e colleghi (toccante quello di Tony Bennet) ci sono poi gli ormai consueti pezzi inediti e le rarità che come nel caso del docufilm su Cobain arricchiscono il prodotto fornendo soprattutto per i fan un valore aggiunto.

La polemica sterile, ma alla quale ovviamente è stata data grande rilevanza mediatica, scaturita dalle dichiarazione dei genitori della Winehouse riguardo il docufilm, in primis dalla madre (“è fuorviante e contiene delle bugie: le testimonianze sono state raccolte a partire da un campione molto ristretto di conoscenti e amici di Amy, molti dei quali non hanno nemmeno preso parte agli ultimi anni della sua vita”) non fanno che aumentare l’attesa nei confronti di un’ opera che molto probabilmente dividerà il pubblico.
Retro magazine va al cinema al Massaua CityPlex.

Tags:Amy,Amy Winehouse,Ayrton Senna,Back to black,cinema,Kapadia,Soul

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