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Another Earth – la fantascienza è solo una scusa

Creato il 24 novembre 2011 da Soloparolesparse

Sia chiaro che in Another Earth la fantascienza è solo una scusa che serve a Mike Cahill per raccontare la sua storia, la storia di due personaggi e del dramma che li unisce.

Another Earth – la fantascienza è solo una scusa

Rhoda è una studentessa brillante che ama l’astronomia, così quando nel cielo compare (sempre più grande) un pianeta che si scopre essere la copia perfetta della Terra non riesce a contenere la propria emozione.
Al punto che una notte continua a guardare il pianeta anche mentre guida, centrando così in pieno una macchina ferma al semaforo e uccidendo moglie e figlio di John.

I sensi di colpa non le permettono di tornara a fare la sua vita normale e quando scopre dove abita l’uomo la cui vita ha distrutto decide di andare a scusarsi personalmente.
Al momento buono però le manca il coraggio e si inventa una scusa iniziando un rapporto con John sempre più stretto.
Nel frattempo la Terra 2 è sempre più vicina, il contatto con i suoi abitanti è stato creato e qualcuno dovrà andare a fare una visita di cortesia nel mondo in cui vivono i nostri altri noi.

Another Earth è un film estremamente particolare.
Ho detto che la fantascienza è una scusa per raccontare altro, ma non è vero nemmeno questo.
In realtà la vicenda legata alla scoperta di una nuova Terra fa semplicemente da sfondo alla storia dei due protagonisti, alla loro vita distrutta da un momento di distrazione e poco conta che proprio Terra 2 sia la causa del disastro.

Another Earth – la fantascienza è solo una scusa

Il racconto di Cahill è duro e delicato allo stesso tempo.
La scena dell’incidente piomba sulla storia subito ed in maniera inevitabile, ineludibile.
Poi ci si rilassa e si vive la distruzione di un mondo e di una vita (anzi due).

Immagini sporche e cuoe si alternano ad altre estremamente pulite e lucenti, quasi dei quadri.
La scelta di utilizzare la macchina da presa con dei movimenti distrubanti, fuori da ogni regola fa capire che le regole sono saltate, che qualcosa non funziona più.

Molto della vicenda posa sulle spalle di William Mapother e Brit Marling, davvero intensi e convincenti.

Alla fine (ma la cosa continua per tutto il film) rimane un senso di disagio per un parte della storia che non viene raccontata.
Ci si aspetta da un momento all’altro che la fantascienza prenda il sopravvento e il film viri in maniera decisa.
E invece questo, per fortuna, non succede e si torna sempre sui due protagonisti e sulla loro vicenda, con piccoli richiami a Terra 2 che sembrano non coinvolgere la storia principale.

Solo la teoria finale (interessante) permette alle due vicende di tornare ad unirsi, come era accaduto solo all’inizio, e a farlo in maniera nuovamente sconvolgente.


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