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Antonello da Messina e il ritratto dell'uomo

Creato il 26 marzo 2013 da Artesplorando @artesplorando

Antonello da Messina e il ritratto dell'uomo

Antonello da Messina, Annunciata

Artista che amo particolarmente, pittore eccelso, ma in particolar modo ritrattista, di lui Vasari scrisse:.. Antonello da Messina, persona di buono e desto ingegno ed accorto molto, e pratico nel suo mestiere ... se n'andò a Vinezia, dove ... fece molti quadri a olio, secondo che in Fiandra aveva imparato, che sono sparsi per le case de' gentiluomini di quella città; i quali per la novità di quel lavoro vi furono stimati assai ... [La Pala di San Cassiano] per la novità di quel colorire e per la bellezza delle figure, avendole fatte con buon disegno, fu commendata molto e tenuta in pregio grandissimo.   Le vite de' più eccellenti pittori, scultori ed architetti da Cimabue insino a' tempi nostri, di nuovo ampliate, con i ritratti loro e con l'aggiunta delle vite de' vivi et de' morti dall'anno 1550 insino al 1567 II ed., Firenze 

Antonello da Messina e il ritratto dell'uomo

Antonello da Messina, San Girolamo nello studio

L’anno di nascita è incerto collocandosi nel decennio 1420-1430, forse più verso la seconda delle due date sulla scorta di due testimonianze incrociate: la prima, quella di Vasari che nelle Viteafferma che Antonello «si morì d’anni 49»; la seconda, il testamento dell’artista, redatto il 14 febbraio 1479. Di famiglia benestante, nato a Messina da Giovanni Michele d’Antonio e da Garita (forse diminutivo di Margherita), sopravvissuti al figlio, Antonello poté formarsi professionalmente presso un noto maestro del tempo, Colantonio, recandosi a studiare lontano dalla sua terra e precisamente a Napoli. Qui giunse tra il 1438 e il 1442 e indubbiamente prima del 1457, data della prima opera (perduta) eseguita per una confraternita di Reggio Calabria. Proprio a Napoli, e nella bottega di Colantonio, in un ambiente a stretto contatto con l’arte nordica, Antonello sarà influenzato dalla pittura fiamminga (senza bisogno di 

Antonello da Messina e il ritratto dell'uomo

Antonello da Messina, Cristo alla Colonna

ipotizzare un suo improbabile viaggio nelle Fiandre, come vorrebbe Vasari) che segnerà l’esiguo corpus delle opere giovanili, tra cui la Crocifissione (1457) oggi a Bucarest. Nei dipinti successivi, dopo il 1460, si nota una nuova sensibilità geometrica dello spazio e delle forme che ammorbidisce e distende l’attenzione lenticolare di tipo fiammingo combinando in una sintesi inedita quello stile con lo stile italiano. La critica attribuisce questa evoluzione ai supposti contatti di Antonello con la pittura di Piero della Francesca e di Beato Angelico nel corso di un ipotetico soggiorno romano, probabilmente nel 1458, quando Piero è ben documentato nell’Urbe. Ne sono esempio opere come il San Gerolamo penitente e la Visita dei tre angeli ad Abramo (entrambe dopo il 1460). In seguito l’arte di Antonello si arricchisce ulteriormente coniugandosi con una morbidezza del colore e della luce di ascendenza veneta, soprattutto derivata da Giovanni Bellini, che Antonello avrà modo di vedere nel corso di un paio di soggiorni a Venezia attorno al 1470 e sicuramente tra il 1475 e il 1476. Nasceranno capolavori come la Crocifissione di Londra (1476), il San Sebastiano (1476-1477) la Pala di San Cassiano (1475-1476), mirabili ritratti e le famosissime tavole dell’Annunciatadi Palermo (1476-1477)  e del San Gerolamo nello studio (1475 circa).
Secondo la tradizione, Antonello fu il primo pittore italiano ad usare la pittura ad olio, proprio per la sua conoscenza dei fiamminghi. E dai fiamminghi il pittore siciliano prese anche un’altra tendenza: quella di fare i ritratti a tre quarti, a differenza dei pittori italiani che, in quegli anni, prediligevano il ritratto nettamente di profilo. Ma soprattutto dai fiamminghi Antonello prese l’attenzione per la luce. In pratica Antonello fu un artista straordinario proprio per la sua capacità di sintetizzare le maggiori novità pittoriche del XVI secolo: la costruzione volumetrica e prospettica degli italiani, con la capacità di rendere gli effetti atmosferici di luce e colore dei fiamminghi. Ma il caso di Antonello da Messina rimane singolare, in quanto la sua attività non riuscì a far crescere una scuola né in Italia meridionale, né nel resto della penisola.

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