Antonio Ricci e la sua patetica provocazione

Da Marypinagiuliaalessiafabiana

Pensate che mi stavo dimenticando di Striscia, dopo aver aperto un evento pubblico che denuncia alcuni contenuti omofobi e sessisti nella trasmissione Paperissima, ma puntualmente ecco l’annuncio pubblicitario della trasmissione che ripropone l’ultimatum alla rivista La Repubblica.

Davvero non capisco questo atteggiamento, ma per me utilizzare la scusa del corpo delle donne per andare contro ad una testata dell’opposizione equivale lo stesso ad una mercificazione.

Impegnarsi a non usare il corpo delle donne è obiettivo che andrabbe svolto in modo autonomo, senza preoccuparsi di cosa fanno gli altri media, per non inciampare alle solite :così fan tutti e quindi lo faccio pure io.

La tv italiana è il primo medium che manca di rispetto le donne, veicolando messaggi che incitano l’odio di genere, che vanno purtroppo a continuire all’aumento delle violenze sessuali tra giovanissimi come l’ultimo caso di stupro avvenuto nel nostro Paese.

A noi sinceramente che le Veline quest’anno ci fossero o non ci fossero non ce ne frega nulla, una rondine non fa primavera anche se per il buon esempio ad altre trasmissioni lo si potrebbe dare. Troppi programmi televisivi, larga parte della stampa e perfino il dibattito pubblico, continuano ad offendere pesantemente la dignità femminile e non riusciamo più a contarli.

Il nostro è un Paese che odia le donne, dove la violenza è in aumento vertiginoso e i mezzi per contrastarla stanno scomparendo. Viviamo in un Paese che fa di tutto per giustificare e assolvere migliaia di stupratori e uomini violenti che non si faranno nemmeno un giorno di galera malgrado abbiano massacrato di botte, ucciso o stuprato una donna, mentre chi compie un gesto di amore per la propria donna rischia di essere sbattuto in prigione per tre anni nel Paese più misogino d’occidente.

Nel Paese più maschilista e razzista d’Europa quel povero ragazzo colpevole di amare la sua donna e di essere straniero non avrà nessun tipo di giustificazione o assoluzione, che invece godrà qualsiasi italiano massacri o violenti la propria compagna/figlia/sorella/madre/amica.

Perchè il nostro Paese è veramente maschilista a livello culturale. La nostra televisione è lo specchio di come il Paese vede le donne: oggetti sessuali a fini ludici, insomma poco più di articoli da sex shop.  Noi dobbiamo fare qualcosa affinchè la tv smetta di rappresentarci in questo modo. Voi saprete tutti che inizierà tra poco il programma Coloradò Cafè condotto nientepopodimeno che Belen, la donna-oggetto per dipiù coinvolta nel Rubygate e contornato da un gruppo di donne seminude che a suon di inquadrature volgari balleranno la sigla in tanga.

Io ho aperto una mail bombing di protesta contro gli autori televisivi e vi invito caldamente a partecipare per porre fine alla continua mercificazione del corpo femminile da parte dei mezzi di comunicazione.

Mary



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