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Apocalypse now: l’orrore dell’essere umano

Creato il 18 luglio 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

Apocalypse Now non è un film di guerra che vede il proprio punto forte nello scontro, ma piuttosto in una ricerca interiore atta a mettere in dubbio la mentalità di conquista dell'uomo occidentale

Corre l'anno 1969, la Guerra del Vietnam è al suo apice con quasi mezzo milione di unità statunitensi coinvolte nel conflitto. Proprio in questo periodo il giovane sceneggiatore John Milius si ritrova deluso dal suo governo: gli è stato impedito di arruolarsi come volontario perché affetto da asma, ma l'orrore di questa guerra lo affascina, gli porta ispirazione. I suoi amici, George Lucas e Steven Spielberg, lo convincono a scrivere la sceneggiatura di un film sul Vietnam e Milius, dopo aver discusso con un proprio docente del college dei vari insuccessi nel tentare un adattamento cinematografico del celebre racconto Cuore di Tenebra di Joseph Conrad, decide di basare la storia proprio sul romanzo dello scrittore inglese. La sceneggiatura viene ufficialmente commissionata e pagata da Francis Ford Coppola, entusiasta del progetto, ma i tentativi del regista di convincere George Lucas o lo stesso John Milius nella direzione di un eventuale film basato su tale sceneggiatura non hanno successo e fino al 1975 non se ne sente più parlare. L'anno successivo Coppola stesso prende le redini del progetto e inizia la produzione del film. Sarà intitolato Apocalypse Now, nome che Milius ha scelto ispirandosi al "Nirvana Now" che compariva sulle spille di molti hippies durante i movimenti del '68.

Ha dell'incredibile il quasi perfetto incastrarsi della trama di Cuore di Tenebr a con l'ambientazione del conflitto in Vietnam. Certo, l'adattamento ha richiesto diverse modifiche al racconto originale, ma le sensazioni di disagio e paura che il film di Coppola trasmette sono molto vicine a quelle del libro di Conrad. Un cast di fuoriclasse, poi, ha garantito un'esecuzione magistrale: Martin Sheen recita alla perfezione il ruolo del Capitano Willard, il soldato che corre contro l'obiettivo ignoto, tanto affascinante quanto terrificante, sapendo che forse non tornerà più indietro o che, se lo farà, non sarà mai più lo stesso. Marlon Brando, che nel film interpreta il Colonnello Kurtz, proprio l'obiettivo di Willard, dimostra ancora una volta la propria flessibilità e la capacità di recitare ruoli molto controversi. Perché è proprio sulla controversia che il film si basa, su quel sentimento di "non so cosa pensare di ciò che ho visto" che si percepisce al termine della visione della pellicola. Il romanzo di Conrad, secondo le interpretazioni più accettate, voleva condannare il colonialismo europeo ponendo davanti al giudizio del lettore un personaggio terrificante e, al contempo, ipnotico come Kurtz, un uomo che era diventato a tutti gli effetti un dio nell'ambiente in cui si era stabilito e, secondo Conrad, il controllo assoluto su tutto era l'apoteosi del desiderio di conquista dell'uomo occidentale. Coppola e Milius ricreano un Kurtz molto simile, ma forse ancora oltre il confine dell'essere umano, inserendolo anche in un contesto di guerra e stragi gratuite. Marlon Brando interpreta ciò che dovrebbe essere il male assoluto e, per fermarlo, viene inviato un Martin Sheen per il quale non si riesce a non provare comprensione e simpatia. Personaggi ripugnanti, poi, come il fotoreporter alla corte di Kurtz spingono lo spettatore ad entrare in quello stato mentale che il regista aveva programmato e voluto, ad avere orrore di ciò che vedono, quello stesso orrore che sta dietro al significato del film e che viene nominato da Kurtz nei suoi ultimi respiri.

Apocalypse Now ha riscosso un meritato successo, venendo considerato uno dei migliori film di guerra mai fatti, per quanto abbia una trama atipica in questo genere, e dando l'avvio a tutta quella serie di film ambientati in Vietnam durante il conflitto, di cui farà parte anche il famosissimo Full Metal Jacket di Kubrick. Nel 1991 è stato rilasciato un documentario basato sulle riprese girate dalla moglie di Coppola durante la produzione del film dal titolo Hearts of Darkness: A Filmmaker's Apocalypse, che racconta dell'Odissea che hanno vissuto la troupe e il cast del film nella sua realizzazione. Molteplici sono i problemi che hanno reso questo progetto un inferno per Coppola: un tifone durante le prime riprese che ha distrutto molti set, un infarto a Martin Sheen, un Marlon Brando troppo grasso, diversi problemi tecnici e la sfiducia della critica sono solo alcuni di essi. Nel 2001, infine, è stata rilasciata una versione " Redux " del film, che include più di mezz'ora di scene tagliate dalla versione che è giunta nelle sale dei cinema e in videocassetta. Un film che va guardato almeno una volta, come introspezione di noi stessi e come momento di riflessione su cosa sia veramente la guerra.

Apocalypse now: l’orrore dell’essere umano

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