Aranciata: 12% arancia, 100% sfruttamento dei lavoratori

Creato il 14 marzo 2012 da Scienziatodelcibo @scienziatodelci

Compriamo acqua gassata e zuccherata e impoveriamo gli agricoltori

Ho raccontato l’ennesimo scandalo che ha coinvolto Rosarno e la Calabria, per lo sfruttamento dei lavoratori neri nella raccolta delle arance, nel precedente post. La Coca Cola, che inizialmente ha minacciato di bloccare tutti gli approvvigionamenti dalla piana di Gioia Tauro, ha poi fatto marcia indietro. Intanto a Rosarno, è stata organizzata dalla Coldiretti una mobilitazione con lo slogan:

  ”No all’aranciata che spreme agricoltori e lavoratori e inganna i consumatori”. “Con la mobilitazione si vuole spezzare la catena dello sfruttamento che nasce sugli scaffali, dove sono in vendita bevande ingannevoli sul reale contenuto di succo, e finisce per colpire imprese agricole e lavoratori con il pagamento di pochi centesimi per un chilo di arance”, sottolinea Coldiretti. Non e’ un caso che si guardi con attenzione anche alla proposta di legge che prevede l’aumento delle percentuali di frutta nelle bevande a base di agrumi rispetto a quelle attualmente consentite dalla legge”. Perchè all’origine del dramma di Rosarno non c’è solo la N’drangheta. Quest’ultima sfrutta l’ennesima situazione estrema che vede da un lato aziende agricole e cooperative che devono commercializzare il proprio prodotto quasi sottocosto, dall’altro le multinazionali che “spremono”, è il caso di dirlo, le cooperative e le aziende di produzione di succo. Perchè con le arance del sud Italia, si fabbricano le bevande e i succhi di frutta del mercato interno stesso. Difatti queste multinazionali hanno stabilimenti in quasi ogni paese strategico. Ecco perchè il futuro degli agrumeti di Italia è legato a queste 5 o 6 aziende. Sia ben chiaro! Non è che la colpa dello sfruttamento dei lavoratori e dell’impoverimento degli agricoltori sia solo delle multinazionali (che infondo fanno il loro lavoro: profitto!). Le responsabilità sono da ricercarsi come sempre nella politica, nelle leggi a favore dei forti, nella cattiva amministrazione che non permette alle aziende e alle cooperative di unirsi ed essere più forti di fronte ai compratori. Ma perchè le arance e il relativo succo concentrato costano tanto poco se poi la Fanta (Coca Cola) vende quantità abnormi di aranciata? Il segreto sta nella….ricetta.

Composizione delle bevande a base di arancia

Aranciata Fanta (ma vale lo stesso anche per San Pellegrino, Oransoda ecc. ecc.)

Ingredienti: acqua, succo di arancia (12%), zucchero, anidride carbonica, acidificante acido citrico, aromi naturali di agrumi, stabilizzante gomma d’acacia, antiossidante acido ascorbico.
Imbottigliata su autorizzazione della The Coca Cola Company da Coca Cola HBC srl, sede: Milano, stabilimento: Gaglianico (BI).
– Sapore: medicale e dolciastro, stancante. L’arancia è impercettibile.
– Prezzo: € 1,59/al l. quindi € 0,80

Ma possiamo vedere anche Oransoda, dove ci sono anche i conservanti – Ingredienti: acqua, succo d’arancia (12%), zucchero, sciroppo di glucosio-fruttosio, anidride carbonica, acidificante acido citrico, aromi, conservante potassio sorbato. La presenza di polpa d’arancia sul fondo è dovuta ai componenti naturali del prodotto.Ingredienti: acqua, succo di arancia (12%), zucchero, anidride carbonica, acidificante acido citrico, aromi naturali di agrumi, stabilizzante gomma d’acacia, antiossidante acido ascorbico.
Imbottigliata su autorizzazione della The Coca Cola Company da Coca Cola HBC srl, sede: Milano, stabilimento: Gaglianico (BI).
– Sapore: medicale e dolciastro, stancante. L’arancia è impercettibile.
– Prezzo: € 1,59/al l. quindi € 0,80

Prodotto da DCM S.p.A. – 28862 Crodo, Italia. (Fonte).

Quindi, tradotto, bevanda zuccherata e gassata a base di succo concentrato di arancia. In pratica paghiamo 1.60 euro al litro un’acqua zuccherata e gassata dove c’è una spruzzata di succo concentrato di arancia che di arancia conserva solo il sapore. Quindi queste multinazionali pagano pochi centesimi il concentrato, lo allungano con abbondante acqua fresca (più dell’80%) e ce lo rivendono, fate voi i conti del ricarico! Questo perchè la legge permette ciò. Basterebbe forse imporre che queste bevande che evocano frutta debbano contenere percentuali ben più alte di succo?  Se ancora c’è qualcuno che crede, acquistando queste bevande, di bere succhi di frutta, aspettate un attimo che vi spiego come si produce il succo concentrato.

Come si produce il succo concentrato

In pratica una volta raccolte, le arance di Calabria, di Sicilia e di Puglia, vengono portate dalle varie aziende agricole e cooperative, presso i centri di lavorazione del semilavorato, che solitamente si trovano in zona. Qui le arance sono lavate, calibrate e portate all’interno dell’estrattore, come un gigantesco spremiagrumi (vedi foto: Fonte). Preventivamente vi è la pelatura automatica, se dalle bucce si estraggono gli oli essenziali. Il succo estratto viene solitamente raffinato attraverso delle centrifughe per eliminare qualsiasi residuo di polpa (de-polpazione) perchè il consumatore medio di bevande gassate non gradisce vedere depositi di polpa di frutta nella bottiglia! Il succo viene quindi pastorizzato a 95°C per diversi secondi in modo da stabilizzarlo. Il succo, dopo la pastorizzazione, viene (fatta eccezione per quei casi dove si ritiene necessario provvedere ad un trattamento di deamarizzazione) inviato agli impianti di concentrazione. Questi impianti provvedono all’allontanamento fisico dell’acqua e consentono enormi risparmi nella conservazione e nel trasporto dei succhi.

Il mercato del succo concentrato


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