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Archeologia del bunker

Creato il 01 marzo 2013 da Francosenia

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"Le fortificazioni del Muro Atlantico - e quelle del Mediterraneo - così come quelle delle linee Maginot e Siegfried, costruite per evitare un'invasione nemica, non furono di nessuna utilità: lo Sbarco del 6 giugno 1944 rese inutile il sistema di difesa costiera che comprendeva 15.000 fortificazioni, punteggiate dai porti che erano stati trasformati in fortezze. Ma questo Muro non era stato progettato solo per contrastare un'operazione militare; doveva dimostrare di essere il primo equipaggiamento militare gigantesco «moderno», dotato di «armi invisibili»: gli strumenti elettronici di rilevamento dovevano assicurare la protezione dell'Ovest europeo, e fare propaganda all'invulnerabilità dell'opera e del nazismo."

STUDIO SULLO SPAZIO MILITARE EUROPEO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE – 1975 - Estratti -
di Paul Virilio

Se l'offensiva, a volte, può essere l'azione di una minoranza aggressiva, la difesa è tale solo se riesce a mettere in movimento le masse. I bastioni, così impressionanti di per sé, non hanno alcun valore se non sono popolati ed occupati in permanenza; a maggior ragione, questo vale per una iper-struttura applicata alla difesa di un continente. E questa fu una debolezza del Terzo Reich, come scriveva Mao Tse Tung nel 1942:
« Se Hitler si trova costretto a passare alla difesa strategica, la sorte del fascismo è segnata; in effetti, uno Stato come quello del Terzo Reich ha, fin dalla sua nascita, fondato tutta la sua vita politica e militare sull'offensiva. Bloccatasi quella, la sua esistenza si avvicina alla fine »
Infatti, la difesa strategica è possibile solo con la partecipazione attiva ed incondizionata delle masse popolari. come precisa ancora il leader cinese: « Solo il popolo può realizzare le fortificazioni, solo il popolo può riempirle.»
Secondo l'ammiraglio Lemonnier, che nel 1944 fece fare un rilevamento delle strutture e degli ostacoli che i tedeschi avevano stabilito sulle coste, il Muro dell'Atlantico comprendeva 15.000 bunker, di cui 4.000 importanti, e 9.300 batterie d'artiglieria; ciascun sistema di difesa costiera poi si appoggiava ad un porto importante, anch'esso trasformato in fortezza. La mobilitazione, messa in atto da Fritz Todt, non era solamente dovuta alla necessità della fortificazione, della creazione di una linea di difesa lunga migliaia di chilometri; era legata, allo stesso tempo, a delle necessità psicologiche e politiche, era legata alla partecipazione, della popolazione occupata, allo sforzo di difesa e di protezione di fronte al pericolo dello sbarco alleato. In quest'epoca, fra il 1943 e il 1944, si raccomandava che ciascuno scavasse una trincea nel proprio giardino, nel suo cortile, per mettere al sicuro la propria famiglia. Si misero a punto dei fotomontaggi di rovine, come se Parigi fosse stata già distrutta; si prefiguravano le devastazioni dovute alla guerra totale, per spingere la popolazione occupata a temere, più che a sperare, la loro liberazione, in seguito all'abbattimento della grande muraglia. Come sottolinea lo storico Nobécourt, «La fortificazione aveva un valore psicologico considerevole, essa tendeva ad unire l'occupante e l'occupato nella paura che venisse spezzata, essa dava un'unità ed un'identità a chi non l'aveva.»
Si dimentica troppo spesso questo ruolo sociopolitico della cerchia di mura, nella costituzione di un sentimento comunale o nazionale.
Con la Fortezza Europa, lo scacco era inevitabile, e la configurazione geografica del continente conferma l'analisi di Mao. La guerra lampo, che permise al Führer di conquistare rapidamente la totalità delle coste dell'Europa dell'ovest, lo costrinse a mettere in campo una strategia difensiva. La Finistère continentale sancì la disfatta dell'offensiva nazista, e ciò avvenne senza che gli Alleati dovessero sparare un solo colpo di cannone, né dovessero sbarcare un solo soldato, avvenne implicitamente, per la sola logica interna dello Stato nazista.
La vittoria nella guerra lampo, portò inevitabilmente la Germania nazista a ravvisare il suo proprio avvenire sul mare, o ad impegnarsi ad Ovest nella difesa strategica, fermando così il motore della sua politica militare, preludio alla fine del sistema concentrazionistico europeo. Il rifiuto costante e ripetuto, da parte di Hitler, di visitare il Muro dell'Atlantico è significativo: i bunker del litorale europeo sono fin dall'inizio i monumenti funerari al sogno tedesco. La conquista delle spiagge francesi, nel 1940, dopo il tentativo abortito di sbarcare in Inghilterra, rappresenta il segnale della disfatta del regime nazista e il suo brusco volgersi verso Est: l'operazione Barbarossa non è che una fuga precipitosa davanti al carattere funesto del vuoto oceanico, una maniera di rifiutare l'ostacolo, l'ignoto, come fa un cavallo spaventato.
Quello che appare più significativo, nel movimento difensivo, è lo straordinario sviluppo degli strumenti di allarme, l'arsenale elettronico di quelle che già si chiamano le "armi invisibili".
La difesa, nel corso della seconda guerra mondiale, è passata dalla trincea all'informazione, attraverso il prodigioso sviluppo dei sistemi di rilevamento e telecomunicazione. Infatti, se la maggior parte dei mezzi di rilevamento acustico risalgono alla prima guerra mondiale, telemetria ottica, radiofonia e radar provengono dalla guerra 1939-1945.

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Ai sistemi di armi visibili, costituite dagli ostacoli situati sulle coste europee, si aggiunge l'intreccio delle risorse elettroniche che coprono l'ovest del continente. E' la linea Kammhuber, che utilizza i caccia tedeschi, con dei settori di allerta, il cui centro operazionale si trova ad Arnheim e che copre l'Europa dallo Skaggerak al Mediterraneo. Comprende anche la rete di radar che sorvegliano la Manica, il mare del Nord e l'Atlantico fino alle isole Frisone e alla foce della Gironda. Di notte come di giorno, e quali che siano le condizioni metereologiche. E' lo stesso sistema che nel 1941 permetterà la realizzazione della "Operazione Millennium" e l'annichilimento della città di Colonia. E' la sofisticatezza di simili attrezzature che trasformerà, nel 1942, i piloti in robot di una guerra oramai elettronica, con il sistema OBOE. E', infine, nel 1943, il sistema H2S a dare la prima immagine radar che mostra la silhouette stessa dell'obiettivo. E' la fine dell'invisibilità per quei piloti da guerra che si proteggevano con le condizioni atmosferiche. Tutta questa apparecchiatura faciliterà l'operazione Gomorra, l'uragano di fuoco che distruggerà Amburgo e che prefigurerà, prima ancora di Dresda, gli effetti del nucleare su Hiroshima. Ma, come contropartita, questi sono anche gli anni dello sviluppo della contro-aerea. La Fortezza Europa verrà coperta, fino alla fine del conflitto, da una rete di radar panoramici tedeschi, con un cerchio, per ciascuno, di 300 chilometri, che trasmettono via cavo, l'immagine elettronica del cielo, alle grandi batterie di difesa contraerea. L'artiglieria non solo non è più cieca, ma vede in anticipo. Questa visibilità integrale che percepisce tutti gli ostacoli, rende trasparente lo spazio della nuova guerra, mentre riduce i tempi di previsione e di preveggenza.
Il sistema di allarme sul territorio tedesco gioca un ruolo considerevole nella psicologia militare. Lo spazio e i tempi si comprimono, il pericolo viene visto simultaneamente da milioni di ascoltatori. Quello che protegge è l'informazione, la radio; fa aumentare i tempi di reazione. La sorpresa costituiva il terrore, tutte le sorprese sono inquietanti e fatali; si abolisce l'effetto della sorpresa per potersi proteggere efficacemente, dando così ragione all'autore del "Mein Kampf", quando decretava: « L'idea di protezione mi ossessiona e mi riempie la vita ... ».
La trasparenza, l'ubiquità, la conoscenza totale e subitanea, ecco quello che ci vuole per sopravvivere. Si ha una compenetrazione con il nemico: l'ideale consiste che l'uno si sostituisca all'altro, al nemico, dando ordini a quelli che si combattono. L'infiltrazione, la manipolazione della propaganda, il Ministero della Paura e i battaglioni Brandeburg, oppure i commandos Skorzeny che facevano finta di passare al nemico, ingannandolo.
Lo spionaggio diventa fenomeno di massa, le necessità della guerra assoluta esigono che ciascuno controlli l'altro e lo inganni. Tentare di sapere tutto, subito, di identificare l'altro, soprattutto quando il movimento di questo sapere esige non solo una conoscenza, una scienza delle azioni del nemico, ma una pre-scienza di tali progetti. I professionisti dello spionaggio sono letteralmente raddoppiati, da una parte a causa del proliferare dei sistemi d'informazione, dall'altra per lo sviluppo considerevole della delazione fra le masse, fra gli amanti. Gli agenti segreti non hanno più il monopolio del disvelamento del traditore. La guerra psicologica, in concomitanza con la guerra elettronica, trasforma centinaia di migliaia di civili in informatori potenziali di sospetti di ogni sorta: paracadutisti, ebrei, prigionieri evasi ... intelligenza e controllo sociale divengono l'essenza dello spirito della difesa: la radio vi informa su tutto, subito; vi protegge dalle sorprese, ma, in cambio, voi avvertite telefonicamente le autorità di ogni anomalia sopravvenuta nelle vostre immediate vicinanze. E' una delle forme del combattimento civile per il cittadino dello Stato totalitario, per l'abitante della Cittadella Europa.
Tutto questo passaggio di un'epoca in cui la costruzione delle infrastrutture è stata essenziale rispetto all'epoca in cui noi viviamo, è assai lontana dall'essere percepita nel suo giusto valore; essa riveste un interesse considerevole ai fini dello studio delle condizioni sociali contemporanee. Oltre alla guerra "di lunga durata" dei contadini, abbiamo ormai una guerra "ristretta" dei tecnici e degli scienziati.

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Le prime guerre moderne sono quelle dell'impero napoleonico. Per la prima volta nella storia contemporanea, vengono messe in moto delle masse e dei mezzi enormi; tutta la nazione va a combattere, e lo fa su tutto il vecchio continente. Eppure, questo grande esercito trionfante che cambierà in modo irreversibile la politica degli stati europei, subirà una grave sconfitta in Spagna. Una sconfitta premonitrice. La massa e la potenza totalitaria è impotente di fronte al vecchio metodo, quello della guerra contadina. Per tutta la storia successiva, e malgrado l'accrescimento esponenziale del potenziale di distruzione degli eserciti moderni si continuerà ad assistere, in periodi costanti, alla ripetizione della prima sconfitta: il conflitto vietnamita ne è l'esempio recente.
La guerra di lunga durata non perde i suoi diritti; tutta la tattica cinese si sviluppa attorno a tale prolungamento dei tempi di guerra, in opposizione al restringimento estremo dell'apparato occidentale. Questa dualità, questo duello concettuale, organizza il nuovo pensiero strategico degli eserciti tecnologici occidentali avanzati; l'analisi della sovversione, il rispetto non dissimulato dell'intellighenzia militare occidentale nei confronti dei teorici (da Sun Tzu, a Mao a Giap) di questo modo di combattimento, ci spiega che non si può comprendere realmente l'evoluzione recente dell'istituzione militare senza riferirsi ad altri tipi di azione armata.
Si tratta di una risposta dell'istituzione militare urbana al pensiero militare contadino: «la civilizzazione dell'esercito nella pace totale è una risposta alla guerra popolare di lunga durata», essa tende ad inglobare, nella sua pseudo-eternità, la lunga durata della guerra partigiana. Siamo in presenza di un doppio movimento di pensieri militari in competizione: nell'apparato militare-industriale d'Occidente, i tempi di guerra tendono a sparire. La necessità della messa in opera dei mezzi tecnologici, sempre più sofisticati, esige una lunga durata dell'innovazione e della produzione. "La lotta tecnologica senza fine, in tempi di pace".
Quanto all'apparato militare-rurale d'Oriente, esso tende ad accrescere la durata dei tempi di guerra, mobilitando le masse su degli obiettivi di sopravvivenza attiva o passiva, diretta o indiretta, catastrofi naturali, incidenti e conflitti che restano assimilati ad una sola lotta, la lotta di classe si estende finalmente a tutti gli aspetti della vita quotidiana.
Questo aspetto dei due pensieri strategici del mondo contemporaneo non si limita solo alla geografia, cioè a dire ad un'opposizione più o meno dichiarata fra Occidente e Oriente; ma lo si ritrova soprattutto nell'opposizione più fondamentale del rurale all'urbano, dell'opposizione fra quello che è territorializzato e quello che tende, senza posa, a dissiparsi nella conquista della totalità degli elementi, nella spazialità pura: il mare, il cielo, lo spazio vuoto.

- Paul Virilio -

fonte: http://laboratoireurbanismeinsurrectionnel.blogspot.it


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