A dire il vero adesso i danni sono stati di entità minore, ma la cosa comincia a preoccuparmi: ieri infatti stavo cucinando per il blog e mi sono occorsi i seguenti incidenti:
- una crema assolutamente deliziosa è venuta di un colore talmente inquietante che non solo ho smontato il set in fretta e furia, ma l'ho pure mangiata ad occhi chiusi pensando "occhio non vede, cuore non duole". ^_^- Poi ho preparato questo arrosto ma forse l'olio di rosolatura era un tantinello più caldo del solito, perché quando l'ho bagnato con il vino è letteralmente esploso, mandando schizzi d'olio per tutta la cucina che avevo pulito a fondo proprio nella mattina. Come se non bastasse, quando ho scoperchiato la rostiera a metà cottura per girare la carne il coperchio di vetro mi è sfuggito di mano, infrangendosi in mille pezzi (forse qualcuno di più). - Stamattina stavo pulendo gli occhiali quando questi mi sono sfuggiti di mano, sono caduti a terra e si sono spezzati in due. Fortuna che ho gli occhiali di scorta, ma non so se ho reso l'idea: che altro mi deve capitare?Per fortuna mi sono consolata con questo arrosto (e scusate per la tonalità blu delle foto, ma non ho ancora ben capito come bilanciare il bianco della reflex ;-) ).La ricetta me l'ha passata l'amico Stefano Spilli, presa dal libro di Giovanni Righi Parenti. Devo ringraziare Stefano e il suo grande amore per la schietta terra della Toscana, se questo libro adesso fa parte della mia biblioteca culinaria. E' un libro meraviglioso che parla della cucina di altri tempi e descrive tantissime ricette, dalle più umili alle più elaborate, con quel linguaggio immediato che dà l'impressione di conversare con un amico.L'ho accompagnato con delle patate tratte dal medesimo libro, e mentre la ricetta dell'arista che riporto è quella che mi ha passato Stefano, per le patate ho voluto copiare alla lettera il testo originale, tanto mi ha fatto simpatia.Gustatevi quindi insieme a me questa insolita ma deliziosa ARISTA ALLA LAVANDADa: Giovanni Righi Parenti – La cucina toscana – Newton Compton
Ricetta anche questa antichissima. Le patate, sbucciate e spezzettate, vengono messe a cuocere in poco brodo od anche tanta acqua salata che ne permetta la cottura.Una volta pronte vengono messe a “rifarsi” in un soffritto leggero d'aglio e cipolla in poco olio d'oliva extravergine, sale e pepe e profumato con qualche foglietta di salvia.Usiamo la salvia durante tutta la stagione buona cioè quando possiamo approfittare nell'usare i germogli teneri della pianta. Una volta che hanno assorbito il condimento si completano con poca salsa di pomodoro e facciamo che il tutto ben si leghi prima di servirle in accompagnamento a brasati, spezzatini ed umidi d'ogni natura. Spesso si servono anche da sole, accompagnandole, in tal caso con uno spicchio di formaggio od una fetta di prosciutto oppure, e più facilmente, con una salsiccia fresca crogiata.
Come si vede dalla foto, non ho completato la ricetta col sugo di pomodoro perché volevo accompagnare queste patate a un arrosto. Vi assicuro che sono assolutamente deliziose. Io le ho fatte lessare per 20 minuti in 2 mestoli di brodo, poi le ho estratte con la schiumarola e passate nel trito aromatico. Il profumo che si è sparso per casa era la fine del mondo!!!






