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AS Monaco, FC Internazionale: perché il magnate non basta (intervista a Paolo Ciabattini)

Creato il 06 giugno 2013 da Tifoso Bilanciato @TifBilanciato

Internet è uno strumento tecnologico incredibile dove però ognuno può scrivere quello che gli pare (anche noi) e, di conseguenza, talvolta si può leggere sullo stesso argomento tutto e il contrario di tutto.

 

Un recente articolo apparso su Panorama, a firma di Andrea Antonio Colazingari, ripreso da TuttoJuve.com  ("Incredibile: spese folli ma il Monaco non sta violando il Fair-Play Finanziario"), ha però fatto vacillare le mie poche convinzioni sul FFP.

 

Come è possibile che il Monaco, neopromosso in Ligue 1 e con le dimensioni di una società medio piccola, possa permettersi investimenti da centinaia di milioni di euro? La risposta è semplice e sconfortante al tempo stesso. A mettere i soldi è il magnate russo Dmitry Rybolovlev, uomo dal patrimonio quasi sterminato e che sogna di portare il Principato nell'elite del calcio europeo. La notizia che non tutti conoscono è che lo sta facendo senza infrangere il fair play finanziario ma, semplicemente, sfruttandone alcuni articoli. Trattandosi di un accordo stipulato dall'Uefa con i club che partecipano alle competizioni europee, il regolamento vale unicamente per questo ambito e, in ogni altro caso, fa fede la legislazione delle singole federazioni o dei singoli Stati. Il Monaco viene dalla serie B francese, non deve iscriversi ad alcuna coppa e, dunque, in questo momento non deve sottostare ad alcuna limitazione nei suoi investimenti. Ecco perché Rybolovlev può spendere 70 milioni per prelevare Moutinho e Rodriguez dal Porto, 60 circa per Falcao e mettere sotto contratto Carvalho. Il bilancio 2012-2013 chiuderà il prossimo 30 giugno ed entro quella data il magnate russo potrà ripianare qualsiasi uscita senza alcun problema. Lo stesso accadrà con il bilancio 2013-2014 anche nella migliore delle ipotesi e cioé con il Monaco qualificato tra dodici mesi per Champions League o Europa League. Il monitoraggio triennale con obbligo di non sforare i 45 milioni complessivi di passivo vale, infatti, solo per i club già inseriti nel meccanismo Uefa.

 

Oltre a essermi documentato un po’ in internet ho letto il libro scritto da Paolo Ciabattini, Direttore Operativo di Pioneer Italia Spa ed esperto di calcio business e mi sono dunque fatto la mia opinione che differisce da quello che ho trovato scritto su "TuttoJuve/panorama".

Nel dubbio e quindi per avere una conferma autorevole ho contattato Paolo Ciabattini, autore del libro “Vincere con il Fair Play Finanziario” che ci ha gentilmente fornito gli opportuni chiarimenti.

 

Ciabattini: E' vero che alle regole del FFP devono sottostare le sole squadre iscritte alle coppe. E' altresì vero però che nel momento in cui una squadra dovesse ottenere la qualificazione alle competizioni europee i bilanci verificati dall'organo di controllo dell'UEFA saranno quelli previsti dalla normativa senza considerare le ricapitalizzazioni nel frattempo eseguita dalla proprietà. Ritornando al caso specifico io credo che questi acquisti del Monaco rientreranno nel bilancio giugno 2014. Questa bilancio impatterà su tre periodi di monitoraggio:

  • il 2012-13-14 sulla base del quale verranno sanzionate le squalifiche in riferimento alla stagione 15/16
  • il 2013-14-15 sulla base del quale verranno sanzionate le squalifiche in riferimento alla stagione 16/17
  • il 2014-15-16 sulla base del quale verranno sanzionate le squalifiche in riferimento alla stagione 16/17.

Parlando più in generale il meccanismo dovrebbe essere il seguente: devo sottostare alle regole del FFP anche se non partecipo alle coppe perché nel momento in cui mi qualifico se non le rispetto non vi potrò partecipare perdendo così la possibilità di incassare gli ingenti premi previsti in particolare per la Champions League, che, in un circolo virtuoso, mi consentono di aumentare i ricavi e di conseguenza gli investimenti. Per assurdo quindi un magnate che volesse trionfare solo in campo nazionale potrebbe spendere qualsiasi cifra (salvo poi doverla ovviamente ripianare) sapendo però di non poter partecipare alle competizioni europee e con il rischio (ma sarà poi proprio così visto il caso Falcao?) di non poter ingaggiare i migliori giocatori.

 

Domanda: Cosa succederebbe invece nel caso in cui tutti i costi fossero contabilizzati sul bilancio 2013 e il Monaco (eventualità alquanto remota) non si qualificasse per le coppe l’anno successivo ma solo per la stagione 2015-2016? Siamo nella situazione 1 da te elencata per cui si verificano i bilanci 12-13-14?

Risposta: Cambierebbe poco. I periodo di monitoraggi interessati sarebbero il 2012-2013 e il 2013-14-15. Il punto è che il mercato calciatori inizia il primo luglio e quindi gli acquisti dovrebbero rientrare nel bilancio 13-14.

 

D: L’autore dell’articolo prosegue dicendo: “Come potrà poi reggere le spese per ingaggi e altro è un mistero, ma è anche un problema che il Monaco affronterà tra più di un anno, quando il monte ricavi sarà certamente cresciuto rispetto ai 21 milioni del 2011-2012. Possibile che la strada sia quella già seguita da PSG e Manchester City che sono nel mirino dell'ECA e della UEFA: sponsorizzazione e partnership fuori mercato per coprire versamenti dell'azionista. La partita è aperta e il PSG farà da capofila.

R: Stessa sorte di City e PSG. Non potrà reggere le spese per gli ingaggi faraonici a meno che non intervenga una mega sponsorizzazione con parti correlate, magari perfino retroattiva, che però non potrà essere considerata ai fini del FPF.

 

D: Non ritieni che lo squilibrio nei premi erogati fra Champions ed Europa League possa essere eccessivamente penalizzante per chi dovesse fallire la qualificazione?

R: Si, i premi dell’Europa League dovrebbero essere aumentati. Il ciò renderebbe la competizione sicuramente più affascinante.

 

D: Fra qualche anno, quando l’applicazione del FFP sarà a regime, per squadre che nella loro gestione chiudono sempre più o meno in pareggio un’eventuale mancata qualificazione significherà  dover vendere giocatori e quindi impoverirsi tecnicamente per poter rientrare nel massimo disavanzo possibile (che sarà sicuramente inferiore ai 30 milioni)? E’ questo quello a cui vuole far tendere la normativa e creare maggiore equilibrio?

R:  La normativa ha come obiettivo quello di salvaguardare il calcio nel medio e lungo periodo, salvando anche alcuni club dal fallimento. Il maggior equilibrio potrebbe essere una conseguenza, ma soltanto in alcuni casi, per esempio il campionato italiano. La mancata qualificazione alla Champions può significare un impatto in termini di ricavi dai 30 ai 100 milioni di euro. Sta nel management riuscire a mettere in atto una gestione prudente, fondata sullo sviluppo del settore giovanile, dello scouting e delle infrastrutture. Sarebbe utile anche riuscire a legare una parte dei contratti dei calciatori non solo ai risultati sportivi ma anche a quelli di bilancio. In questo caso, basterebbe legare il 20% della retribuzione dei calciatori alla qualificazione in Champions. Ovviamente riconsoco che sia molto più facile dirlo che metterlo in atto. In conclusione, molto in futuro dipenderà dalla qualità del management.

 

D: Ciò significa anche che le società, in particolar modo quelle quotate in borsa, anziché tendere al pareggio di bilancio debbano iniziare a pensare a bilanci in utile per poter “ammortizzare” una mancata qualificazione senza dover cedere i migliori giocatori.

R: Bravo Ottavio, sei pronto per cimentarti nel calcio. Hai ragione, un po’ di prudenza non guasterebbe, fermo restando che i risultati sportivi sono molto importanti. E, a questo punto, la qualità del management dovrebbe fare la differenza.

 

 

Esaurito il ragionamento sul Monaco approfittato della gentilezza di Paolo Ciabattini  per porre un quesito in merito alla trattativa del momento e cioè il possibile acquisto dell’Inter da parte del tycoon indonesiano Erick Thohir per una cifra oscillante fra i 260 e i 280 milioni di euro.

 

D: Quello che lascia perplessi è leggere sui quotidiani sportivi più accrediti che sarebbero disponibili 100 milioni di euro per la campagna acquisti (anche se qualcuno cita i 100 milioni come cifra necessaria alla copertura della perdita di quest’anno). E’ veritiera, soprattutto sostenibile ai fini del FFP e di conseguenza seria una notizia del genere?

R:  No, non lo è. La rincorsa dell’Inter che partiva dai 216 milioni di perdita del 2007, non si è completata. Il bilancio 2012 ha evidenziato una perdita di 80 milioni, mentre le previsioni per il 2013 sono di una perdita di circa 70 milioni. Non credo che l'Inter investirà cento milioni, ma se dovesse farlo sicuramente andrà ben oltre i 45 milioni in tre stagioni.

 

D: Ma quindi l’Inter sarà esclusa dalle competizioni europee del 2014-2015?

R: Dipenderà da quanto la perdita aggregata del biennio 2012-2013 si discosterà dalla massima deviazione consentita, pari a 45 milioni di euro. Non credo comunque che verrà squalificata, ci sono due o tre club che stanno molto peggio. La UEFA si concentrerà soprattutto sul PSG.  

 

D: La UEFA sostiene che la valutazione  verrà fatta non soltanto sulle cifre, ma anche sulle intenzioni. Vale a dire che i club che pur non rientrando nei parametri abbiano invertito la tendenza, verranno trattati con benevolenza?

R: Credo o, meglio, spero che la UEFA intenda dire a parità di scostamenti rispetto alla massima deviazione consentita di 45 milioni. Dare lo stesso peso al trend ed alle cifre sarebbe profondamente ingiusto verso i club meritevoli che hanno messo in atto fin da subito azioni correttive ed efficaci, come il Milan.

Migliorare il trend è molto facile se si parte da 225 milioni di perdita come il Manchester City nel 2011. Peggiorare è praticamente impossibile. Viceversa, bilanci in pareggio, possono facilmente deviare verso una perdita anche significativa in conseguenza ad esempio di una mancata qualificazione o di una precoce eliminazione dalla Champions. I margini di discrezionalità che la UEFA si è tenuta almeno inizialmente in termini di sanzioni rispetto alle inosservanze della normativa sono elevatissimi.

Ha senso nel momento in cui l’obiettivo è aiutare i club ad intraprendere il giusto cammino sempre però tutelando tutti i club. Sarebbe clamorosamente ingiusto non escludere club come il Manchester City dalla competizioni 2014-2015 soltanto perché ha ridotto la clamorosa perdita registrata nel 2011 pari a 225 milioni, magari ad una sempre altissima di 150 milioni. Le squadre che faranno registrare una perdita aggregata nel biennio 2012-2013 superiore ai 45 milioni consentiti, dovranno essere sanzionate in maniera commisurata ai vantaggi competitivi che avranno potuto avere nelle stagioni 2012-2013-2014, grazie ai soldi spesi in più. Tre stagioni sono tante. Il costo a stagione di un top player, definizione abusata in questi ultimi anni, ma che comunque sottintende il riferimento ad uno di quei giocatori che fa la differenza, che è costato 30 milioni, che guadagna 6 milioni netti con un contratto di 5 anni, è di 18 milioni di euro in Italia, mentre in alcuni altri paesi perfino 15/16 milioni all’anno grazie al diverso trattamento fiscale e previdenziale.

I club che hanno uno scostamento di 60 milioni rispetto alla massima deviazione consentita, vale a dire una perdita aggregata sul biennio di 105 milioni contro i 45, possono permettersi l’equivalente di  2 top player in più.

È evidente che tale scostamento genera un enorme vantaggio competitivo. La UEFA deve riequilibrare il tutto con sanzioni appropriate. Il trend positivo, cioè la riduzione delle perdite è importante, ma le cifre, vale a dire lo scostamento rispetto alla deviazione devono esserlo molto di più.

 

D: Io auspico che il parametro del massimo disavanzo possibile sia il principale che verrà utilizzato dal panel di controllo per comminare le sanzioni. Qual è la tua opinione in proposito?

R: Si, sarà sicuramente il paramero più importante soprattutto se ci riferiamo ai grandi club che non hanno problemi di liquidità. In caso contrario, sarà altrettanto importante l’altra regola che riguarda i debiti scaduti. Non dimentichiamoci infatti che il Malaga è stato squalificato per un stagione per non avere rispettato l’altra importante regola che riguarda i debiti scaduti. Il CFCB (Club Financial Control Body), a giudicare dal caso Malaga, sembra essere molto severo.

Bisogna portare ancora un po’ di pazienza: tra pochi mesi, diciamo a maggio 2014, sapremo quelle che saranno le prime vittime della regola del pareggio di bilancio.

 

 


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