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Australian Open: Seppi a un soffio dall’impresa

Creato il 26 gennaio 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

C’è mancato tanto così, un nulla, un punto, ma è quel punto che fa la differenza tra i quarti dell’Australian Open e l’eliminazione. E quel punto Andreas Seppi l’ha perso, o meglio l’ha vinto in un lampo il suo avversario, il beniamino di casa Nick Kyrgios, grazie ad un servizio, non risposto in campo per pochissimi centimetri dal tennista azzurro, che è sembrato una sentenza definitiva sulla partita, malgrado la situazione fosse ancora favorevole. Un vero peccato, volendo addirittura un’ingiustizia del destino, se pensiamo che sarebbe potuta essere la prima presenza tra gli ultimi otto in uno Slam per Seppi al quarantesimo tentativo, mentre sarà già la seconda per il diciottenne di Canberra alla settima partecipazione Major.
L’altoatesino, già numero 18 del mondo, esce, comunque, a testa altissima da Melbourne Park, dopo aver eliminato il diciassette volte campione Slam Roger Federer ed essere stato avanti di due parziali – con un match-point non sfruttato nel quarto set – contro una pressoché sicura futura stella (se non già presente) del tennis mondiale.

La sfida più importante della carriera di Seppi inizia come meglio non si poteva pensare: la pressione della stampa australiana ha visibilmente causato molto nervosismo al giovane Kyrgios, incapace di esprimersi al meglio in nessun settore di gioco, e Andreas, pur senza illuminare né dominare, è in grado di conquistare il break decisivo sia nel primo che nel secondo set. A quel punto, risulta fatale un fisiologico rilassamento, che permette all’avversario di aggiudicarsi agevolmente il terzo e di rientrare in partita, rianimando i già solitamente scatenati supporter australiani. Il quarto set vede poi Seppi difendere con i denti i propri turni di servizio fino al 6-5, con Kyrgios sull’orlo del baratro in un game combattutissimo sulla sua battuta. E lì l’appiglio fondamentale per la qualificazione ai quarti di finale arriva, ma la risposta sulla bordata centrale sfiora soltanto la riga: palla out, parità e chance che sfuma. Si immagina che ne possano arrivare altre, possibilmente nel tie-break, ma Kyrgios non si dimostra altrettanto benevolo e mette a segno il vincente al primo set-point, pareggiando così i conti e rivestendo i panni del favorito. Panni che sembrano sempre più su misura quando il teenager numero 53 ATP si porta avanti 4-1 nel parziale decisivo, ormai proiettato verso il turno successivo. Ma Seppi riesce a farlo sudare ancora, fino al filo di lana, con un inaspettato recupero e persino una palla break per andare a servire per la vittoria. Ma anche questa opportunità non viene colta, ovviamente a causa un ace di Kyrgios, e si continua ad oltranza sui binari dell’equilibrio; purtroppo, tuttavia, non si continua per molto tempo. Seppi perde il servizio a zero e saluta: 5-7 4-6 6-3 7-6 8-6, in 3 ore e 34 minuti. Tanto da dispiacersi, ma anche tanto da applaudire ad un superbo Andreas Seppi, che, continuando su questa strada e portandosi di nuovo nel novero delle teste di serie nei tornei del Grande Slam, riuscirà prima o poi nell’impresa che gli è sfuggita un’altra volta, sullo stesso campo di due anni fa contro Chardy.

Il torneo prosegue, gli italiani, invece, no. Oltre all’uscita di scena di Seppi, gli Australian Open perdono le campionesse in carica del doppio, ossia le nostre Sara Errani e Roberta Vinci, che non riesconbo ad allungare la striscia di tre finali consecutive a Melbourne (di cui le ultime due vinte), cedendo in tre set di lotta vera alle tedesche Goerges/Groenefeld. Perde anche il duo Pennetta/Hingis, anch’esse eliminate agli ottavi e in misura più netta; il compagno della pugliese, Fabio Fognini, riesce, invece, a ripulirsi dalle scorie dell’eliminazione al debutto in singolare e si è qualificato per i quarti di finale di doppio maschile in squadra con Simone Bolelli. Estromessi Marach/Venus per 6-4 6-2, ora ecco il confronto contro Cuevas/Marrero, in una porzione elevata del tabellone ora priva dei gemelli Bryan, fuori per la seconda edizione consecutiva agli ottavi dopo nove finali negli Australian Open tra il 2004 ed il 2013.

Se escono le prime teste di serie nei tabelloni di doppio, quelle di singolare non si fermano affatto. Novak Djoković non sbaglia un colpo e mette in campo una versione particolarmente convincente per superare Gilles Müller con un break per set (6-4 7-5 7-5). Nei quarti (i 23esimi consecutivi a livello Slam per il serbo), lo attende ora il canadese Milos Raonic, seed #8, che ha eliminato un ottimo Feliciano López, dopo aver perso il secondo ed il quarto parziale in una sfida molto equilibrata e spettacolare (6-4 4-6 6-3 6-7 6-3, con 51 ace complessivi in 51 game). Lo svizzero Stan Wawrinka non fa in tempo a consumare la personale vendetta su García-López, pur cedendo un set, che se ne ripresenta subito un’altra: il match contro Kei Nishikori, che lo sconfisse con una prestazione eccezionale proprio allo stesso punto degli ultimi US Open. Infatti, il nipponico, sempre più stabile nell’élite ATP e pronto ad impensierire qualsiasi avversario, si è sbarazzato con irrisoria facilità di un tennista solitamente ostico quale David Ferrer, con un triplice 6-3, per tornare così tra gli ultimi otto degli Australian Open a tre anni di distanza, quando fu spazzato via da Andy Murray. Il britannico, invece, affronterà proprio Nick Kyrgios, conseguenza del successo su Grigor Dimitrov nella tarda serata della domenica australiana per 6-4 6-7 6-3 7-5. Il quarto di finale che ci rimane, il primo a formarsi a dire il vero, vedrà opposti Rafael Nadal e Tomáš Berdych, vincitori con sicurezza dei rispettivi quarti turni contro Anderson e Tomić: si tratta dell’ottava presenza consecutiva a Melbourne a questo livello per il maiorchino (sottraendo l’assenza del 2013) e della quinta per il ceco (2011-2015), l’unico con Djoković a non aver ancora ceduto un set in tutto il torneo.
Per dirla con parole povere: manca solo Federer!

Il tabellone femminile è un po’ più movimentato, ma ha rispettato in buona parte le teste di serie di inizio torneo: delle prime otto sono assenti Ivanović e Wozniacki, out già dalle prime battute, e Agnieszka Radwańska, eliminata quest’oggi da una definitivamente ritrovata Venus Williams, che torna nel clou di un Major a quattro anni abbondanti di distanza dalle semifinali degli US Open 2010. Anche la sorella minore Serena avanza alla quinta partita, rimontando la Muguruza 2-6 6-3 6-2, ma mancherà all’appuntamento sul campo centrale Victoria Azarenka, assente dal match più atteso (sin dal sorteggio) per “colpa” di una scatenata Dominika Cibulková, del tutto intenzionata a difendere la finale dell’anno scorso, ma che dovrà aggirare in qualche maniera lo scoglio Serena per ripetersi. Nella porzione superiore la slovacca è l’ultima giocatrice non statunitense, in quanto Venus dovrà vedersela con Madison Keys, al primo grande traguardo della sua giovane carriera. Dalla parte opposta, Sharapova stupisce in positivo con la cinese Peng (6-3 6-0) e darà vita alla sfida, anche di glamour, contro la sua erede Eugenie Bouchard, che ha subìto un prolungato black-out agli ottavi contro la Begu, per poi comunque imporsi 6-1 5-7 6-2. Infine, Ekaterina Makarova scavalca senza inciampi Julia Goerges e vola ai quarti per la terza occasione in quattro anni agli Australian Open; stavolta non incontrerà la siberiana, contro cui sbattè sia nel 2012 che nel 2013, ma Simona Halep, schiacciasassi insuperabile anche per Yanina Wickmayer.

Ormai le fasi finali sono imminenti e non è possibile contestare in alcun modo i nomi giunti sino a questo punto. Tutti i match sono degni di nota, ma le perle da non perdere saranno Wawrinka-Nishikori, Nadal-Berdych e Sharapova-Bouchard.

Tags:australia,Australian Open,djokovic,errani,federer,Kyrgios,nadal,Nishikori,Seppi,tennis,Vinci,Wawrinka,williams

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