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Avanza il deserto in cina

Creato il 29 luglio 2010 da Madyur
AVANZA IL DESERTO IN CINA
La Cina non riesca a frenare l’avanzare del deserto. Il fronte delle dune , alte fino a 200 metri, avanza venti metri all’anno e centinaia di villaggi vengono sepolti dal deserto. I nuovi profughi cinesi sono 400 milioni e il governo di Pechino investe dieci miliardi di dollari all’anno per ritardare l’inaridimento di regioni un tempo bagnate da laghi e fiumi. LA violenza delle tempeste di sabbia aumenta e il 27% del territorio cinese , pari a 2, milioni di chilometri quadrati, è ormai invaso dai deserti.
L’avanzate delle dune, combattute da trent’anni, sembra però giunta ora ad una svolta. Nelle regioni del nord e dell’ovest del Paese , negli ultimi tre anni, gli scienziati hanno registrato un aumento dei fronti sabbiosi superiore a quello rivelato in tutto il secolo precedente .
Le autorità hanno annunciato un piano straordinario che prevede la creazioni di sconfinate foreste, attraverso l’impianto di milioni di alberi , e la chiusura al pascolo e allo sfruttamento agricolo di una superficie superiore a quella di Germania e Francia.
Il progetto prevede di impedire che metà della nazione risulti sommersa dalla sabbia, esposto a siccità catastrofiche e alluvioni devastanti. L’incubo del governo è il crollo dell’agricoltura e dell’allevamento , fino a non poter sfamare il 48% dei cinesi entro il 2030.
Una ricerca dell’Accademia delle scienze ha rivelato che dal 2005 è stato perduto il 12% della terra coltivata , mentre la popolazione è cresciuta dell’8%.
I prezzi del cibo continuano ad aumentare e secondo gli economisti , nel prossimo decennio, saranno la prima causa dell’inflazione. I deserti stanno consumando le aree storiche della produzione di cereali ed entro vent’anni la metà dei raccolti sarà bruciata per nutrire gli animali.
La popolazione colpita dalla desertificazione sarà quella rurale , esclusa dal boom economico e squassata dagli espropri forzati di terreni sterili.
Il Ministero dell’ambiente cinese scaverà un solco lungo il confine Nordovest più grande della Grande Muraglia. Il fossato , e la deviazione di 24 fiumi, costituiranno una barriera d’acqua da opporre alle tempeste di sabbia. Geologi e climatologi sono convinti che basterà.
L’emblema della Lotta perduta con il deserto da parte del governo Cinese è l’oasi di Minqin. Solo una lingua di verde si insinua ormai tra il deserto del Tengger e quello di Badain Jaran. Cinquant’anni fa abitavano 860 mila contadini e la regione produceva un terzo del cotone cinese. Oggi Minqin è in gran parte sepolta sotto le dune, ma è abitata da oltre 2 milioni di persone, deportate dalle regioni più povere del Paese per combattere la battaglia del secolo.
L’80% della gente è pagata dal governo per lasciare la terra incolta , piantare alberi nelle fasec estreme dei deserti , scavare canali ed erigere dighe di nylon per contenere i movimenti superficiali della sabbia.
In 20 anni l’oasi si è ritirata però di 288 Km quadrati , si sono prosciugate 240 su 291 sorgenti e le tempeste di sabbia sono quadruplicate. Minqin era conosciuto come il distretto dei laghi. Tra i cinque villaggi rimasti si alzano le devastanti tempeste di sabbia dell’Asia , che riversano sabbia fino a Pechino.
Ogni anno si contano 139 giorni di vento e nel 2009 le tempeste di sabbia hanno stabilito il record di 52. Il 70% della terra coltivabile è perduta e gli alberi piantati muoiono nel deserto. “La desertificazione della Cina non è una calamità naturale, ma opera dell’uomo. Se la lezione di Minqin non viene imparata , il destino dell’Asia è scomparire sotto le dune”madyur

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