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Aymeric Chauprade – Un breve resoconto commentato degli avvenimenti

Creato il 13 ottobre 2011 da Conflittiestrategie

A breve Aymeric Chauprade rilascerà una intervista esclusiva sul nostro blog. Traduzione di Giuseppe Germinario

Sirte resiste tuttora. Il valore della resistenza libica è da sottolineare ed è in netto contrasto con la propaganda della NATO, che ha parlato di un intero popolo contro il loro dittatore.

In Afghanistan questa settimana un accordo di importanza strategica si è stretto tra New Delhi e Kabul. Diversi mesi fa, ho scritto per il New Journal of History un articolo sul nuovo Grande Gioco in Afghanistan (che trovate sul sito www.realpolitik.tv ) in cui ho sottolineato l’importanza dell’alleanza in antitesi al Pakistan, tra l’Afghanistan e l’India. Non è un caso che il 6 ottobre, i talebani, un prodotto del Pakistan, hanno duramente criticato l’accordo. Il riavvicinamento con l’India, il primo investitore in Afghanistan, molto più avanti della Cina e delle potenze occidentali avviene in un contesto di deterioramento delle relazioni tra Kabul e Islamabad.

Nei prossimi anni c’è da attendersi, in un contesto in cui gli Stati Uniti e i loro alleati allentano la presa in Afghanistan, il conflitto tra India e Russia da una parte, impegnati a fare di Kabul un alleato, e Pakistan e Cina con i loro amici talebani dall’altra.

3 ottobre, Vladimir Putin ha firmato sulle Izvestia un articolo di grande interesse “Un nuovo progetto di integrazione per Eurasia: Un futuro in divenire”; nello scritto egli sviluppa la sua visione di integrazione eurasiatica in cui la Russia avrà un ruolo fondamentale. Putin disegna quello che sembra essere il futuro: l’Unione europea (io spero rifondata su basi realistiche, nel più breve tempo possibile; Washington, altrimenti, affermerà finalmente la ragione della propria idea d’Europa), l’Unione euroasiatica con la Russia al centro e la Cina con la propria sfera di influenza. La capacità di questi tre gruppi di costruire un rapporto equilibrato determinerà il futuro del mondo. Questo è esattamente ciò che gli Stati Uniti vogliono evitare attraverso il mantenimento (anche tramite il sostegno al fondamentalismo religioso) delle fratture identitarie del continente eurasiatico.

In settimana Putin dubitava, a ragione, del sostegno dell’Occidente all’ingresso della Russia nell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), e questo nel momento in cui i negoziati languono a partire dal 1993. La ragione ufficiale del rifiuto da parte dell’Unione europea all’ingresso della Russia? Il rifiuto della Georgia all’ingresso di Mosca! Se questo fosse vero, sarebbe patetico, perché vorrebbe dire che la Georgia detiene nelle sue mani il futuro delle relazioni tra l’UE e la Russia; ma non è vero comunque. Se la Russia è l’ultima grande potenza economica a non esserne  membro, è solo perché l’integrazione euroatlantica non possa soffrire la concorrenza di un progetto di integrazione che la Russia sostiene legittimamente mantenendo relazioni economiche privilegiate con la sua sfera di influenza naturale (Bielorussia, Caucaso, Asia centrale). Per Washington e i suoi  alleati europei infeudati, il crimine della Russia è di non abbandonare la propria periferia geopolitica ed economica.

Il duello Arabia Saudita / Iran continua, anche se non se ne parla molto. All’inizio di questa settimana, il regno saudita ha vissuto violenze nella parte orientale sciita. Per i sauditi, senza dubbio c’era la mano  dell’Iran. La guerra si gioca non solo in questo momento in Siria, ma anche in Bahrein, dove l’opposizione sciita continua ad essere pesantemente soffocata.

Gli ultimi tumulti sciiti in Arabia Saudita si sono verificati a metà marzo, quando l’esercito saudita è stato coinvolto nella repressione contro gli sciiti in Bahrain.

Ritorno sui veti di Russia e Cina sui tentativi occidentali di interferire nei disordini in Siria. Per i nostri media non ci sono parole abbastanza forti contro Mosca (curiosamente Pechino è risparmiata). Putin è diventato la bestia nera del giornalismo benpensante francese. E ‘necessario far notare a questi professionisti dell’indignazione selettiva che questa è la prima volta che Mosca e Pechino stanno usando il loro veto a sostegno di una causa in Medio Oriente, mentre gli Stati Uniti  lo hanno usato più di 50 volte contro il diritto dei palestinesi ad avere una nazione?

Il trattamento dei media della Siria è inoltre simile a quello dell’Iran di Ahmadinejad, della Libia di Gheddafi, della Costa d’Avorio di Gbagbo, dell’Iraq di Saddam Hussein, del Darfur, dell’ex Jugoslavia … manicheo e spesso falso! Fondato sulla base delle statistiche dei gruppi di opposizione (che obiettività!) che parla di 2700 morti nella repressione in Siria. Che dire dei crimini commessi da bande armate che terrorizzano e uccidono a tutt’oggi? Nessun interrogativo sul denaro americano che fluisce in Siria e alimenta i manifestanti? Un tentativo di rivoluzione colorata è chiaramente in corso in Siria, preambolo a ciò che dovrebbe seguire in Iran.

Circa l’ulteriore estensione del controllo statunitense sulla sua periferia, è stato segnalato che la Spagna ha accettato, il 5 ottobre, di partecipare al scudo missilistico NATO. La partecipazione consisterà nell’ospitare una nave americana dotata di intercettori (sistema di combattimento Aegis), presso la base navale statunitense a Rota (Spagna meridionale). La Spagna si aggiunge a Turchia (radar degli Stati Uniti nel sud-est), Polonia e Romania (intercettori tipo SM-3) nella partecipazione al sistema americano.

Intanto che la Spagna e, più in generale, l’Unione, stanno crollando sotto il peso dei propri debiti, con le banche degli Stati Uniti come manovratrici (Jp Morgan e Goldman Sachs in particolare), Washington continua il suo processo di alienazione dell’Europa.

E ‘vero, come ha detto questa settimana in un discorso per niente equilibrato sulla politica estera, il probabile futuro candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, Mitt Romney, che “Dio ha creato l’America a dominare il mondo”. È per questo che, probabilmente, non si parla che di fondamentalismo iraniano …

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Syrte tient toujours. La vaillance des résistants loyalistes libyens est à souligner et contraste fortement avec la propagande de l’OTAN laquelle parlait d’un peuple entier dressé contre son dictateur.

En Afghanistan, cette semaine, un accord stratégique d’une importance capitale s’est noué entre New Delhi et Kaboul. Il y a plusieurs mois, je donnais à la Nouvelle Revue d’Histoire un article sur le Nouveau Grand Jeu en Afghanistan (que vous trouvez sur www.realpolitik.tv) dans lequel j’insistais sur l’importance de l’alliance à revers contre le Pakistan entre l’Afghanistan et l’Inde. Ce n’est pas un hasard si, le 6 octobre, les Talibans, fabrication du Pakistan, ont critiqué violemment cet accord. Le rapprochement avec l’Inde, premier investisseur en Afghanistan, loin devant la Chine ou les puissances occidentales, intervient dans un contexte de dégradation des relations entre Kaboul et Islamabad.

Il faut s’attendre, dans les années à venir, dans un contexte où les États-Unis et leurs alliés vont maîtriser de moins en moins la donne en Afghanistan, à l’affrontement entre d’une part l’Inde et la Russie, tentant de faire de Kaboul un allié, d’autre part le Pakistan et la Chine, et leurs amis talibans.

Le 3 octobre, Vladimir Poutine a signé dans Izvestia un article d’un grand intérêt « A new integration project for Eurasia : A future in the making » ; il développe sa vision d’une intégration eurasiatique dans laquelle la Russie jouera un rôle pivot. Poutine dessine ce qui semble être l’avenir, l’Union européenne (je l’espère refondée sur des bases réalistes, le plus rapidement possible, sinon Washington aura définitivement raison de l’idée européenne), l’Union eurasiatique avec la Russie au centre, et la Chine avec sa propre sphère d’influence. La capacité de ces trois ensembles à construire des relations équilibrées sera déterminante pour l’avenir du monde. C’est précisément ce que les Etats-Unis veulent empêcher en entretenant (en appuyant notamment le fondamentalisme religieux) les fractures identitaires sur le continent eurasiatique.

Cette semaine Poutine doutait, à juste titre, du soutien de l’Occident à l’entrée de la Russie dans l’Organisation mondiale du commerce (OMC), et ce alors que les négociations sont engagées depuis 1993. Le motif officiel du refus par l’Union européenne de la Russie ? Le refus de la Géorgie de laisser Moscou entrer ! Si c’était vrai ce serait pathétique car cela voudrait dire que la Géorgie tient entre ses mains l’avenir des relations entre l’Union européenne et la Russie, mais ce n’est de toute façon pas vrai. Si la Russie est bien la dernière grande puissance économique à ne pas être membre, c’est tout simplement que l’intégration transatlantique ne souffre pas la concurrence du projet intégrateur d’une Russie souhaitant légitimement pouvoir entretenir des relations économiques privilégiées avec sa sphère d’influence naturelle (Belarus, Caucase, Asie centrale). Pour Washington et ses alliés européens inféodés, le crime de la Russie c’est de ne pas lâcher sa périphérie géopolitique et économique.

Le duel Arabie Saoudite/Iran continue, bien que l’on n’en parle pas beaucoup. En début de semaine, le royaume saoudien a connu des violences dans l’Est chiite. Pour les Saoudiens, aucun doute : l’Iran est derrière. La guerre se joue non seulement en ce moment en Syrie, mais aussi à Bahreïn où l’opposition chiite continue d’être sérieusement muselée.

Les derniers troubles chiites en Arabie Saoudite s’étaient produits mi-mars lorsque l’armée saoudienne avait participé à la répression contre les chiites de Bahreïn.

Retour sur les vetos chinois et russe à propos de la tentative d’ingérence occidentale dans les troubles en Syrie. Nos médias n’ont pas de mots assez durs contre Moscou (curieusement Pékin est bien plus épargné). Poutine est devenu la bête noire de la bien-pensance journalistique française. Faut-il faire remarquer à ces professionnels de l’indignation sélective qu’il s’agit de la première fois que Moscou et Pékin usent de leur droit de veto pour soutenir une cause moyen-orientale, alors que les États-Unis l’ont utilisé eux plus de 50 fois contre le droit des Palestiniens à disposer d’une nation ?

Le traitement médiatique de la Syrie est d’ailleurs semblable à celui de l’Iran d’Ahmadinejad, de la Libye de Khadafi, de la Côte-d’Ivoire de Gbagbo, de l’Irak de Saddam Hussein, du Darfour, de l’ex-Yougoslavie… Manichéen et souvent mensonger ! On se base sur des statistiques de groupes d’opposition (quelle objectivité !) qui parlent de 2700 morts dans les répressions en Syrie. Quid des crimes commis par les bandes armées qui terrorisent et assassinent en ce moment ? Et qui s’interroge sur l’argent américain qui est entré en Syrie et alimente les manifestants ? Une tentative de révolution colorée est évidemment en cours en Syrie, préambule à celle qui doit suivre en Iran.

A propos encore de l’extension du contrôle américain sur ses périphéries, on apprenait le 5 octobre que l’Espagne avait donné son accord pour participer au bouclier antimissile de l’OTAN. La participation se fera sous la forme de l’accueil d’un navire américain équipé d’intercepteurs (système de combat Aegis), à la base navale américaine de Rota (dans le sud de l’Espagne). L’Espagne rejoint donc la Turquie (radar américain dans le sud-est), la Pologne et la Roumanie (intercepteurs de type SM-3) dans la participation à ce dispositif américain.

Pendant que l’Espagne, et plus globalement, l’Union, s’effondre sous le poids de sa propre dette, avec les banques américaines à la manœuvre (JP. Morgan et Goldman Sachs notamment), Washington poursuit son processus d’aliénation de l’Europe.

Il est vrai, comme l’a déclaré cette semaine dans un fracassant discours de politique étrangère, le probable futur candidat républicain à la présidence américaine, Mitt Romney, que « Dieu a créé l’Amérique pour dominer le monde ». C’est sans doute pour cela que l’on ne nous parle que de fondamentalisme iranien…


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