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Bambini sfruttati nei box del gp della malesia: minorenni puliscono bagni per pochi euro

Creato il 07 aprile 2010 da Madyur

Passava le sue giornate in uno dei luoghi più esclusivi , inaccessibili e ricchi dello sport mondiale: il paddock della Formula 1 , il cuore pulsante dell’automobilismo. A pochi centimetri passavano tutti quanti : Il boss Bernie Ecclestone e suoi uomini, Alonso, Schumacher e gli altri piloti con i loro manager e gli altri piloti con i loro manager e i loro clan sterminati, le modelle a caccia di miliardari , i dirigenti della compagnie petrolifere e degli sponsor , i giornalisti, i fotografi , gli ingegneri , i meccanici.

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Tutta gente che viene dall’Europa o dall’America , da posti cui Mong verrebbe catalogato come sfruttamento del lavoro minorile e non come normalità , come invece capita qui. Lui guardava tutte queste persone , senza sorridere, con la faccia di chi considera un insieme e non una moltitudine. Racconta la sua storia.

“Mi chiamo Mong , vengo dal Bangladesh , ho tredici anni , lavoro nei bagni dalla mattina alla sera , e mi pagano 15 ringgit al giorno”. Quindici ringgit sono meno di tre euro. Al collo evava il pass verde che portavano tutti i dipendenti , in testa il cappello “Cleaning Service” sotto il logo rosso “Sepang International Circuit”, una camicia azzurra un po’ lisa. Il suo maleodorante posto di lavoro era una manciata di metri dall’hospitality della scuderia Toro rosso.

Quando le macchine erano in pista , Mong era costretto a mettersi le dita nelle orecchie ( i tappi non gli sono stati dati). “Qui siamo in molti del Bangladesh e lavoriamo tutti per la stessa agenzia di Kuala Lampur , è lei che ci manda in giro a lavorare”. Deve fare sempre attenzione, difatti una ragazza di trent’anni con una radiolina, che fa da capo, lo controlla mentre parla ad estranei.

Non è l’unico bambino che girava nel paddock. C’erano un altra decina di Mong in giro al Gp Malesia di Formula1. Erano tutti quasi addetti alle pulizie dei bagni ( tranne quello della stampa) o alla piccola discarica che serve il paddock, un piccolo esercito di fantasmi umani , ignorati per tutto il tempo dai big del paddock.

Leggendo una delle ultime relazioni dio Amnesty International si scopre che il fenomeno dei baby lavoratori è piuttosto diffuso, e qua e là s’incontrano le testimonianze di questi baby lavoratori “Siamo entrati nel paese da un’agenzia di reclutamento che ci ha fornito documenti falsi – dice una ragazzina – sul mio documento c’era scritto che ne avevo 22”.

madyur

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