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Berlin sweet Berlin.

Da Arturo Robertazzi - @artnite @ArtNite
  • Categoria Cuore

Non si sono nemmeno chiuse le porte dell’eurocity Praha-Berlin che ne sento già l’energia.

A Südkreuz salto sulla S-Bahn per Hermannstraße: è odore di Berlino, aria di casa.

Scendo le scale verso la U8 e incrocio il cantante-sassofonista dei Rupert’s Kitchen Orchestra. Gli sorrido, ma lui niente. Ovvio: non mi conosce.

Arrivo a casa. Lavato. Pronto per uscire, ché a Berlino è ancora estate.

Salto in bici, diretto a Tempelhof. Sembra che tutta Berlino sia lì: i turchi che fumano il narghilé, i tedeschi che arrostono la carne, i ciclisti, i pattinatori, le donne in costume, gli uomini a petto nudo, e gente, tanta gente che beve, che fuma, che ama e che vive.

Lascio Tempelhof e, diretto verso Hermannplatz, attraverso Volkspark Hasenheide. E ancora Berlino che beve, che fuma, che ama e che vive.

Pedalo, ché i ‘Kicks of life’ di Dean e Sal sono forti. E li sento tutti.

Pedalo verso Weserstraße, strada di locali, tra Kreuzberg e Neukölln (tra tutti vi consiglio il Silver Future, se ci andate, capirete perché) e finisco a Reuterstraße, allo Yuma Bar. Ordino una Duvel: un sorso da otto gradi e mezzo che mi porta a ricordi freschi di Repubblica Ceca…

Ora sono a casa. Nel mio salone, con una vodka comprata a Danzica. È settembre, a Berlino c’è un temporale di fine estate. Guardo fuori dalla finestra: suono di pioggia, e penso che sono a casa.

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Un Commento a “Berlin sweet Berlin.”

  • Berlin sweet Berlin.
    Romain scrive: 11 settembre 2011 alle 22:17

    Funny, I discovered the Silver future yesterday. Liked it too.
    Anyway, welcome back !

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