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Blah-blah Sunday

Creato il 02 dicembre 2012 da Hermes

Dovrei istituzionalizzare anche io il blah-blah sunday, come Ottavia di Eight Biscuits. Ma non sarei così serio da riuscire a postare ogni settimana, sempre lo stesso giorno. Ragazzi non mi chiedete così tanto!Comunque, ecco il mio secondo blah-blah post. Enjoy!
1) Si è parlato molto di Margiela per HM. Io sono troppo pigro (sbarra) snob per andare fino a ROMA EST (perchè vendere anche il menswear a Via del Corso in pieno centro deve sembrare assai strano a HM!) un giovedì mattina. Decisamente. Eppure, da quello che ho visto e letto, la collezione era molto buona come qualità e molto Margiela.Tra le tante collaborazioni di HM, questa è probabilmente venuta meglio: non era volgare come quella di Versace, o annacquata come per Lanvin. Al contempo, sono sicuro che Martin si sta rigirando nel letto a pensare come stiano stuprando il suo nome. Già la marca è diventata più commerciale (processo in parte inevitabile) con l'acquisizione da parte di Renzo Rosso, e ora il brand del riciclo, della nicchia per eccellenza collabora con un colosso del fast fashion e realizza pubblicità come se niente fosse. Bho. 
D'altra parte è anche vero che questa è stata una possibilità di aprire Margiela ai fan un po' piu squattrinati (immagino che al fondatore questo potrebbe esser piaciuto). Di meno, invece, ho visto gente che comprava [email protected] solo per dire "io c'ero", per sentirsi parte di un momento di moda (come si compra un capo perché è "IT"-vedi la bruttina felpa di Kenzo). Insomma, più cultori veri che fashion-collaborations victims.Tutto questo incomprensibile sproloquio per parlarvi di un post fantastico, uno di quelli che vorresti poter dire "l'ho scritto io", e invece no: la storia di Margiela sfilata per sfilata (quasi) by il mitico Ale di "The fashion commentator". QUI.
Come se non bastasse, Alessandro provoca con un'altra mia vecchia ossessione, la stampa legno. C'è di tutto: le scarpe stampate legno del caro (sempre lui) Margiela (su cui ho scritto uno dei miei primi post! -mortacci mia le avrei dovute comprare quelle scarpe) , la camicetta di Celine stampa legno (su cui vorrei mettere le mani) e, naturalmente, non può mancare il geniale Lee McQueen.E QUI.Blah-blah Sunday Cèline FW 2011-2012  2) Per rimanere in tema "considerazioni pseudo-intelligenti sull'animo umano" dovete sapere che qualche settimana fa ha chiuso il McDonalds di Galleria Vittorio Emanuele, a Milano. Al posto suo, invece del tanto desiderato Apple, Prada, col secondo negozio in Galleria ( Prada a Milano è "brand infestante". Giuro). Anche la chiusura è stata "marketingizzata" da McDonalds: panini gratis per tutti e una sorta di "muro del pianto" su cui scorrevano ricordi allegri e nostalgicamente tristi legati al Mac (nota: legare i proprio nostalgici ricordi a un Fast food, per uno snob come me, fa un po' schifo. Eddai ragazzi! Io i miei li ho dietro la chiesa del quartiere, a scuola nella palestra abbandonata e blabla).I commenti sul sito del Corriere sono affascinanti. C'è chi parla di invasione delle multinazionali (sì, perché McDonalds era a conduzione familiare del sig. Brambilla & eredi -.-), chi dice che tra l'una e l'altra poco cambia, molti si lamentano che ora la galleria non sarà più democratica. È vero. Posti cheap per sedersi non mi pare che ce ne siano (no, il Gucci bar non è esattamente economico), ma siamo sicuri che un puzzolente McDonald sia adatto per l'angolo più bello di Milano, il Salotto d'Italia? Insomma, a una tale bellezza andrebbe portato un certo rispetto. Mac é appestante!Non sto dicendo che Prada sia meglio. Come sopra, Prada è infestante. Un bel, nuovo e wifi-democratico Apple mi sarebbe piaciuto di più. Non mi prendete per snob (ok, anche se ho appena detto che lo sono: scherzavo), solo non capisco tutto questo legame verso McDonald che ho letto sul Corriere.it.E voi (se ancora qualcuno legge questo blog dopo mesi di inattività) che ne pensate? Sono matto io (probabile)?
3) Ancora sul comportamento umano, nella fattispecie italiano. Pare, PARE, (ma la fonte è buona) che LVMH abbia subito (o potrebbe subire? Maledetti 140 caratteri di twitter che non permettete di esprimersi decentemente) fino al -20% (immagino di vendite) per "colpa" del tetto ai contanti. Il tweet, precisamente e cripticamente, dice "#Lvmh svela: fino a -20% in Italia per colpa tetto ai contanti" . Mi dispiace per i consumi e LVMH, ma quello del tetto ai contanti è un atto dovuto, se può aiutare a fermare l'evasione. Dunque, ben venga.4) Sempre parlando d'Italia, Brunello Cucinelli ha deciso, l'avrete letto, di donare circa 6000€ a ogni dipendente diretto del brand (sui 780, se non sbaglio) come regalino natalizio. Sant'uomo Cucinelli! Lo stesso che mi ha fatto conoscere il "la bellezza salverà il mondo" di Dostoevsky (incredibile, l'ho scritto bene al primo tentativo) ". Lo so, mi dovrei vergognare di conoscere questa frase solo per Cucinelli, e non ho bene idea di cosa volesse davvero dire lo scrittore russo, ma non è questo il punto. Stavo pensando a quanto l'industria del bello in Italia sia bistrattata. Allo scarso rispetto verso i turisti, all'incapacità di valorizzare tutto il bello che abbiamo (ne avessimo davvero troppo?) e, nello specifico del nostro ambito, al poco interesse con cui si guarda alla moda. Rischiando di cadere nel luogo comune moda=frivolo. Perché l'ex ministro della cultura francese, nipote del noto Francois Mitterrand, era amante della couture, mentre da noi nessuno muove un dito per i giovani designers o i per i nostri grandi artigiani? Un altro applauso, invece, a Cucinelli, che ambienta le sue campagne pubblicitarie in luoghi d'Italia, sempre meno noti: l'estate appena passata al Castel del Monte in Puglia, ora, per l'AI, il bellissimo borgo, quasi disabitato, di Civita di Bagnoregio, a pochi km da Roma. Il paesino, per la posizione isolata e l'equilibrio precario della roccia su cui si poggia, sta diventando una città fantasma. Un peccato. Blah-blah Sunday(Un pezzo liberamente ispirato anche da Mia di The Italian fashion blog e da questo qui).5) torniamo alle notizie che premono di più ai modaioli, nella fattispecie alla saga Balenciaga. Licenziato Ghesquiere, pare che il nuovo direttore creativo sarà l'americano Alexander Wang. I motivi del divorzio sembrerebbero economici, ma si dice anche che il designer non avesse ottimi rapporti con il Francois Pinault (gruppo PPR). E intanto si parla già di un nuovo brand ad hoc per Nicolas, sotto l'ala protettrice di LVMH, nemico di PPR. Operazione, questa,che sarebbe sponsorizzata da Delphine Arnault, figlia e consigliera di Bernard con un occhio modaiolo. Chiaro, no? Insomma, il walzer degli stilisti continua, pure se finora ha lasciato delusi un po' tutti. Simons da Dior non ha dato il meglio di sé, Jil Sander e Slimane hanno molto sofferto il ritiro dalle scene e sono ormai fuori tempo massimo, fantasmi di grandi geni creativi. E Wang? Trovavo Ghesquiere complicato, ma sicuramente le sue spermentazioni modaiolo hanno ridato vita a Balenciaga, e in certi casi portato a risultati lodevoli. Per non parlare di quanto fossero divine le giacche da uomo, con tagli sempre squadrati e affascinanti. Wang, invece, come dice Angelo Flaccavento su Moda24, "E' un tipico prodotto della plug generation e dell'epoca della postproduction - l'originalità sta nell'assemblaggio, non nel disegno. Parla la stessa lingua del suo pubblico, il che ne spiega il successo. Ma è davvero questo che serve a Balenciaga? Chissà." e poi:  "La domanda giusta però è: quale è il valore di una maison del genere, oggi? Bisogna essere fedeli ai valori fondanti o il nome è solo uno specchietto per le allodole? La partita rimane aperta..."Lasciamo anche noi un po' di suspense.Blah-blah Sunday Balenciaga SS 2012 6) Domani (anzi, oggi) si vota per le primarie del PD. Ho seguito il dibattito finale in tv (l'altro no. Non ho SKY: è mainstream) ed ho notato una cosa simpatica: da un lato c'era Bersani, in giacca, come a voler evidenziare la sua autorevolezza ed esperienza, dall'altro Renzi, in maniche di camicia, giovane e attivo. Insomma, in tutti e due l'abito aveva la sua piccola dose d'importanza. Così come con Marchionne. Eh sì. Il capo della Fiat, che tanto poco sembra curare come si veste, ci trasmette, subconsciamente, proprio il messaggio che lui è così potente che se ne frega delle mode, dell'apparenza, tanto che si permette di andare dal presidente degli Stati Uniti in maglioncino. Per qualcuno anche questo è lusso.Per me no. Kant diceva che libertà è libertà dall'impulso naturale, libertà è far coincidere la propria volontà con la legge morale. Ecco, per me la libertà nel vestire non sta nel vestire sciattamente, quanto nel poterlo fare e nello scegliere, invece, di metterci un po' di cura. 7) ah, Cruciani Cruciani. Ma ti devo insegnare tutto del marketing io? Il brand dei braccialetti continua inarrestabile la sua corsa al denaro. Con idee anche carine: il braccialetto in pizzo lo era, il braccialetto in pizzo con goccioline d'oro (ultima novità) lo è, ma il braccialetto ispirato alla farfallina di Belen? E quello promosso da Nicole Minetti? A quando un braccialetto a forma di patatina (che avete capito?! Le amica chips) o sponsorizzato da Rosy Bindy?La domanda che mi frulla in testa è: chi conosce Cruciani per i braccialetti neanche sa dei loro prodotti in cashmere. Ma chi di Cruciani comprava i maglioni, li comprerà ancora, oppure il cliente brand-loyal come me (che però Cruciani non ho mai comprato perché bello caro) si rifiuterà di indossare maglioni di una marca legata a doppio filo con una cultura piuttosto folcloristica e nazional-popolare? Probabilmente la risposta giusto è la seconda. E allora, gioisci Cruciani finche gli affari ti vanno bene, ma stai attento perché prima o poi (anzi che non sia già successo!) la gente troverà noiosi i braccialetti in macramè, e allora saranno guai (tiè, tiè!)8) Tra le tante cose di cui parlare, sono indeciso su due: da un lato la classica guerra di date delle fashion week, solo che stavolta sembra seria, dall'altro la storia di un imprenditore cinese in Italia (con un po' di buona volontà, sentirete spesso parlare della Cina sul blog). Andiamo con ordine e, per non fare un torto a nessuno, mettiamole tutte e due. Londra ufficializza la sua tre-giorni della moda uomo, dal 7 al 9 gennaio, tirando in campo pezzi da 90 come McQueen(che aveva smesso di sfilare a Milano qualche tempo fa) o Tom Ford (che poi a me sembra Milano la location ideale per Ford). Al contempo, dall'8 all'11, c'è in Italia Pitti Uomo, 83a edizione, special guest Kenzo. Mentre se ne va sa Firenze Valentino, che porta la linea uomo a Parigi (un bel "ma li mortacci tua" non ve lo toglie nessuno, con amore).Oltremanica non sembrano intenzionati a cambiare date (stabilite dopo quelle del Pitti) e così si prospetta una lotta interessante: Londra, supportata dalla stampa e dai blog locali, oltre che da questi due grandi nomi, versus Firenze, paradiso dello street style e dei buyer. La cosa migliore, però, sarebbe trovare un accordo che non scontenti tutti e due. La seconda notizia è quella di un imprenditore cinese a Prato. Visto che due più due non fa sempre quattro, stavolta l'imprenditore lavora in regola, è entrato in una rete d'imprese, produce per le griffe e si preoccupa della qualità. L'articolo lo potete leggere qua.Rimane comunque qualche dubietto sui guadagni : fatturato di 1.200.000 euro con 40 impiegati. Quanto si porterà a casa il cinese, tra tasse e varie?9) piccolo appunto: leggetevi anche questi tre pezzi su moda24:Uno su Vacheron Costantin (a cui va tutto il mio amore incondizionato)Un altro su Prato e i Cinesi (sempre con un punto di vista nuovo)E infine una buona notizia dal fronte fast fashion.   Blah-blah Sunday Gli ultimi Vacheron Constantin Mètiers d'art 
10) ma quanto è elegante il sito di Loro Piana?  il prezzo dei capi  é nascosto e va cercato (cliccando su "acquistare"), a differenza dei vari shop online dove è bello in vista. Del genere "io sono sobrio", ma anche "io non ho bisogno di sapere il prezzo. Se mi piace, lo compro". Provare per credere: regalatemi questo.O anche questo va bene. In salvia. 

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